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venerdì 29 novembre 2013

Afro Celt Sound System - When you're Falling (2001)

One of their best songs. Peter Gabriel is guest singer and also in the video!

B'fhearr liom bheith ag scriobh / avrei preferito scrivere
Mar gheall ar SOLAS un lae / Chi la natura e il carattere della luce
Na ' behith ag cur SIOS / Than a descrivere

Ar miant mo Chroi / I desideri del mio cuore
B'fhearr liom bheith un Siul / vorrei , invece , a piedi
San bhfoiris GLE / La foresta illuminata
La pioggia diventa argento
Foglie diventano oro
B'fhearr liom feachaint Siar / avrei preferito guardare indietro
È bheith ag eitilt san Aer / e volare attraverso l'aria
Behith Na ' I cgonai Troid / Che per sempre combattere
In aghaidh un saol / Contro il mondo
B'fhearr liom bheith sto ' leanbh / Invece di questo vorrei essere un figlio
San aoibhneas gie / In intensa felicità
La pioggia diventa argento
Foglie diventano oro
Panno diventare ambra
Vento turno di neve
La pioggia diventa argento
Foglie diventano oro
Panno diventare ambra
Vento turno di neve
B'fhearr liom lui ar thalahm / avrei preferito rimanere a terra
È bheith un stanadh ar un re / E lo sguardo al cielo
Na ' behith feachaint SIOS uaim / Than a guardare in basso
Ar dath un CHRE / Al colore della terra
B'fhearr liom bheith ag Cogar / Invece , vorrei sussurrare
Le Ceol na n - ean / Il canto degli uccelli
Mere , soeur ... La pas Guere n'est bonne / Madre , sorella ... la guerra non è una buona cosa
Gens du monde la Guere n'a que des vaincus / Gente del mondo , la guerra ha solo perdenti
Semplice orguell de l'homme versare montrer sa capacite en detruisant son prochain /
La semplice orgoglio di uomini per dimostrare il loro potere , mentre distruggendo i loro fratelli

mercoledì 6 novembre 2013

Mattina - G. Ungaretti

Santa Maria La Longa il 26 gennaio 1917
 




M'illumino
d'immenso.

domenica 20 ottobre 2013

LUCIO DALLA - COM'E' PROFONDO IL MARE (LIVE)


Siamo noi siamo in tanti
Ci nascondiamo di notte 
Per paura degli automobilisti 
Dei linotipisti 
Siamo i gatti neri 
Siamo i pessimisti 
Siamo i cattivi pensieri 
E non abbiamo da mangiare 
Com'è profondo il mare 
Com'è profondo il mare 

Babbo, che eri un gran cacciatore 
Di quaglie e di fagiani 
Caccia via queste mosche 
Che non mi fanno dormire 
Che mi fanno arrabbiare 
Com'è profondo il mare 
Com'è profondo il mare 

E' inutile 
Non c'è più lavoro 
Non c'è più decoro 
Dio o chi per lui 
Sta cercando di dividerci 
Di farci del male 
Di farci annegare 
Com'è profondo il mare 
Com'è profondo il mare 

Con la forza di un ricatto 
L'uomo diventò qualcuno 
Resuscitò anche i morti 
Spalancò prigioni 
Bloccò sei treni 
Con relativi vagoni 
Innalzò per un attimo il povero 
Ad un ruolo difficile da mantenere 
Poi lo lasciò cadere 
A piangere e a urlare 
Solo in mezzo al mare 
Com'è profondo il mare 

Poi da solo l'urlo 
Diventò un tamburo 
E il povero come un lampo 
Nel cielo sicuro 
Cominciò una guerra 
Per conquistare 
Quello scherzo di terra 
Che il suo grande cuore 
Doveva coltivare 
Com'è profondo il mare 
Com'è profondo il mare 

Ma la terra 
Gli fu portata via 
Compresa quella rimasta addosso 
Fu scaraventato 
In un palazzo,in un fosso 
Non ricordo bene 
Poi una storia di catene 
Bastonate 
E chirurgia sperimentale 
Com'è profondo il mare 
Com'è profondo il mare 

Intanto un mistico 
Forse un'aviatore 
Inventò la commozione 
E rimise d'accordo tutti 
I belli con i brutti 
Con qualche danno per i brutti 
Che si videro consegnare 
Un pezzo di specchio 
Così da potersi guardare 
Com'è profondo il mare 
Com'è profondo il mare 

Frattanto i pesci 
Dai quali discendiamo tutti 
Assistettero curiosi 
Al dramma collettivo 
Di questo mondo 
Che a loro indubbiamente 
Doveva sembrar cattivo 
E cominciarono a pensare 
Nel loro grande mare 
Com'è profondo il mare 
Nel loro grande mare 
Com'è profondo il mare 

E' chiaro 
Che il pensiero dà fastidio 
Anche se chi pensa 
E' muto come un pesce 
Anzi un pesce 
E come pesce è difficile da bloccare 
Perchè lo protegge il mare 
Com'è profondo il mare 

Certo 
Chi comanda 
Non è disposto a fare distinzioni poetiche 
Il pensiero come l'oceano 
Non lo puoi bloccare 
Non lo puoi recintare 
Così stanno bruciando il mare 
Così stanno uccidendo il mare 
Così stanno umiliando il mare 
Così stanno piegando il mare

venerdì 18 ottobre 2013

L’analfabeta politico di Bertolt Brecht


Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico
Egli non sente, non parla, né s’interessa
degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli
del pesce, della farina, dell’affitto
delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
 dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato, l’assaltante
e il peggiore di tutti i banditi
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.


                                                       Bertoldt Brecht

sabato 12 ottobre 2013

LA NOTTE DELLA FOLLIA - Franco Libero Manco

Non è remoto il tempo degli olocausti,

quando in ogni egoismo
dorme una nuova Mauthausen.
Mi sono madri, sorelle e figli
quelli che piangono senza colpa,
tra le bombe irlandesi o tra le Tundre,
tra le favelas del Brasile o in Palestina.
Assisto impotente ed attonito
all’oltraggio perpetrato
ogni giorno contro la vita,
ed un brivido agghiacciante mi pervade.
Ce cos’è questa lunga notte
che ci ottunde?
che plana funesta e minacciosa
in attesa dell’esito finale?
Più di ogni cosa sogno la sua distanza,
creare tra noi baratri abissali.
Contro le ombre accenderò mille lanterne

e scaglierò il mio stormo di meteore.
L’atroce sorriso di antichi fantasmi
apre ferite nella carne,
profonde come crepe telluriche,
e ciò che era informe, sopito,
ora riaffiora
alla conquista di terre desolate di metallo,
dove confluiscono integralismi
in vorticosa agonia,
tra sciami di coltelli fiammeggianti.
Sospiri, imprecazioni e gemiti
salgono dagli orogenetici Balcani.
E la battaglia più dura
è sempre quella ancora da combattere.
Per anni ho vagato senza sosta,
cercando l’antidoto alla follia umana.
Ho sentito il lezzo ed il fragore
di ogni inferno delirante del potere.
Ho dormito tra il muschio ed i cartoni
dei clandestini venuti d’oltremare.
Ho navigato tra le dune,
tra i ruderi sommersi e i telescopi,
e ho visto mari senza sponde,
e ho conosciuto terre senza cieli.
Ho visto turbini di fuoco furibondo,
e tempeste siderali piegare come canne
le superbe vette del Tibet.
Ho visto campi sterminati di membra informi
al tuono crepitante dei vulcani nucleari.
Ho sentito l’esile pianto delle vergini,
sacrificate all’alba della vita al dio straniero.
Ho conosciuto i fiori ad uno ad uno,
ed ho atteso il sole
nel petto delle scolopendre rupestri.
Ho visto le foreste arse, spettrali,
dove bruciano coi nidi dei fringuelli
i canti mai vissuti dei pulcini,
ed i voli ancora da spiccare.
Ho visto morire l’altezzosa giraffa,
l’agile mangusta, la granitica conchiglia
e infrangersi, madidi di sangue,
gli ampi drappeggi dei falchi dell’Antartide.
Lo spavaldo galoppo dei puledri e delle zebre
si è infranto come cristallo
colpito da una fionda,
e i possenti giganti degli oceani ridotti
a minuscole efflorescenze puntiformi.
Ma ho anche visto,
nel vuoto incontenibile dell’anima,
spiragli di più nuovi universi palpitati.
Ho visto l’alba stemperarsi
a passi lenti,
come cerbiatta sfiancata da una corsa
davanti al predatore,
e l’impeto vendicativo della natura vilipesa
placarsi, esausto, in un lieve silenzio
avvolto d’autunno.
Ed ora, nel dubbio fluttuante
della sua anima assopita,
dorme, indifferente e crudele,
il mondo sul mio cuore.

domenica 24 marzo 2013

Gianni Rodari - Il pane: Filastrocca tratta da "Filastrocche in cielo e in terra"

 Tuna Akcay photo
S'io facessi il fornaio

vorrei cuocere un pane
così grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.

Un pane più grande del sole,
dorato, profumato
come le viole.

Un pane così
verrebbero a mangiarlo
dall’India e dal Chilì
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.
Sarà una data
da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia.
Gianni Rodari - Il pane: Filastrocca tratta da "Filastrocche in cielo e in terra" 

domenica 26 agosto 2012

Pensieri e poesia di Walt Whitman - estratti

Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono vasto, contengo moltitudini... (da Canto di me stesso, in Foglie d'erba).

Se subito non mi trovi non scoraggiarti
Se non mi trovi in un posto cercami in un altro
In qualche posto mi sono fermato e t'attendo. 
(da Canto di me stesso, in Foglie d'erba)

A partire da quest'ora mi ordino libero di limiti e linee immaginarie. Vado dove voglio, totale e assoluto signore di me. Do ascolto agli altri, considerando bene quello che dicono. M'arresto, ricerco, ricevo, contemplo. Dolcemente, ma con volontà incoercibile, mi svincolo dalle remore che trattenermi vorrebbero. (da "Song of the Open Road")




http://it.wikipedia.org/wiki/Walt_Whitman

giovedì 23 agosto 2012

Canzone Del Maggio del Faber

Anche se il nostro maggio 
ha fatto a meno del vostro coraggio 
se la paura di guardare 
vi ha fatto chinare il mento 
se il fuoco ha risparmiato 
le vostre Millecento 
anche se voi vi credete assolti 
siete lo stesso coinvolti. 

 
E se vi siete detti 
non sta succedendo niente, 
le fabbriche riapriranno, 
arresteranno qualche studente 
convinti che fosse un gioco 
a cui avremmo giocato poco 
provate pure a credevi assolti 
siete lo stesso coinvolti. 

Anche se avete chiuso 
le vostre porte sul nostro muso 
la notte che le pantere 
ci mordevano il sedere 
lasciamoci in buonafede 
massacrare sui marciapiedi 
anche se ora ve ne fregate, 
voi quella notte voi c'eravate. 

E se nei vostri quartieri 
tutto è rimasto come ieri, 
senza le barricate 
senza feriti, senza granate, 
se avete preso per buone 
le "verità" della televisione 
anche se allora vi siete assolti 
siete lo stesso coinvolti. 

E se credente ora 
che tutto sia come prima 
perché avete votato ancora 
la sicurezza, la disciplina, 
convinti di allontanare 
la paura di cambiare 
verremo ancora alle vostre porte 
e grideremo ancora più forte 
per quanto voi vi crediate assolti 
siete per sempre coinvolti, 
per quanto voi vi crediate assolti 
siete per sempre coinvolti. 



giovedì 9 febbraio 2012

Canto e aforisma di Nativi Americani


"Non piangete sulla mia tomba non sono qui.
Non sto dormendo.
Io sono mille venti...che soffiano;
sono lo scintillio del diamante sulla neve
sono il sole che brilla sul grano maturo
sono la pioggia lieve d'autunno.
Quando ti svegli nella calma mattutina
sono il rapido fruscio degli uccelli che volano in cerchio
sono la tenera stella che brilla nella notte
Non piangete sulla mia tomba Io non sono li"
(Canto degli indiani Navajo)
"Quando l'ultimo fuoco sarà spento,
l'ultimo pesce pescato,
l'ultimo fiore colto,
solo allora vi accorgerete che non potrete mangiare denaro."
- Grande Capo Seathl -