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venerdì 3 gennaio 2014

Caccia in Libano – Un dramma senza limiti nei 20.000 scatti pubblicati dal CABS - Geapress

Thanks to: STOP Hunting Crimes in Lebanon






Cicogne, Aquile, Falchi e molto altro ancora all'interno dei carnieri. I protezionisti: 600.000 fucili sparatutto dove la caccia è vietata



GEAPRESS – Monte Libano e Anti Libano, le due catene montuose che nel paese dei cedri costituiscono una sorta di doppia spina dorsale con in mezzo la Valle della Beqā. Per due volte all’anno, il passaggio dei migratori. Ad attenderli, 600.000 fucili che uccidono senza controllo.
La costa orientale del Mediterraneo si trova infatti lungo una delle principali correnti migratorie al mondo. Su di essa confluisce il flusso di decine di milioni di uccelli che ogni anno, nel corso della migrazione primaverile, inondano sia l’Europa che l’Asia. In autunno, invece, il percorso si inverte. Tutti verso l’Africa ed in minor misura la penisola arabica, fucili permettendo.
Una situazione venatoria disastrosa che il CABS (Committee Against Bird Slaughter) l’associazione internazionale specializzata nei campi antibracconaggio ove operano anche molti italiani, ha  deciso di denunciare in un account facebook che mostra in tutta la sua drammaticità  quanto ovviene  in quel paese. STOP Hunting Crimes in Lebanon; nudo e crudo quanto mostrato dagli stessi cacciatori. (Continua a leggere QUI!) 

FONTE GEAPRESS

mercoledì 11 dicembre 2013

Il cervo - Giovanni Manizzi

foto: nuke.gabrielesalari.it
Non so da dove né come iniziare. 
Perché oggi, ho accarezzato e baciato un cervo, davanti ai cacciatori che lo avevano appena ucciso coi loro fucili coltelemetro, in Valsesia. 
Le emozioni sono mille, i pensieri duemila, tutti intrecciati: e così, i dubbi e le domande sono tremila.
Forse se inizio dal principio. 
La Valsesia è una valle chiusa. 
I suoi abitanti, nei secoli, hanno acquisito durezza di carattere e di cuore, che nel XXI secolo, non si è mitigata, nemmeno nei più giovani.
Eppure, ho amato e amo questi LUOGHI, anche se faccio grande fatica con le persone che li abitano – e questo è anche un mio punto debole, ne sono cosciente.

Proprio per questo, ho passato molti significativi anni della mia vita tra questi boschi. 
Anche questa mattina, ero a passeggio con due dei miei cani (Stella e Chicco, ma non mi dilungo su di loro).
Eravamo vicino alla riva di un fiume: prato innevato sotto il sole lontano del mezzodì di dicembre, grandi sassi della riva, e davanti a noi boschi sulle pendici già in ombra. 
Si può pensare qualcosa di più rinfrancante?
Di colpo. 
A distanza non troppo breve, risuonano quattro potenti detonazioni, tutte le rocce delle montagne intorno, coi tronchi dei loro alberi, e i rami suoi tronchi, e gli aghi e il fogliame sui rami, e gli animali tra i tronchi, i rami e le radici, ne risuonano, ogni volta a lungo. 
Tremano, come trema il mio animo, perché capisco al volo che cosa ho udito: spari di fucile.
Vorrei che fossero andati a vuoto, ma scoprirò a breve che non è stato così.
Vicino alla bella passeggiata – che tale è per una persona di città, e chissà invece che cosa rappresenta per un montanaro che vive qui tutto l'anno – c'è un accogliente pub – che definire bar è riduttivo, e chiamare locanda è fuorviante. 
Lasciati i cani in auto, entro per bere un caffè. 
Di lì a poco, arriva il pick up dei cacciatori. 
Col cervo disteso e legato con le corde.

Sono quattro, o cinque, li conosco quasi tutti; solo uno, dal modo di muoversi e di parlare, non sembra originario del posto.

Se sul subito mi rifiuto di uscire, quasi da un secondo all'altro, invece, cambio idea: penso che lo devo al cervo, almeno un gesto di rispetto, di saluto. 
Mi faccio coraggio.
Esco. 
Sono vigile, mi accorgo di notare ogni minimo dettaglio. 
Mi avvicino al pick up, in fondo al parcheggio della piccola piazza. 
Mi vedono, sanno chi sono, non mi bloccano, ma nemmeno mi fanno passare.
Ridono. 
Un bambino che di sicuro frequenta già le elementari, è arrampicato sulla sponda, spinge il torace inerte del cervo con la piccola mano. 
Ride. 
Guarda suo papà, che è tra i cacciatori. 
È un bel bambino, e conosco suo padre. 
Chiedo permesso a uno dei cacciatori, che mi volta le spalle e intanto afferra il palco di corna e muove la testa del cervo, come fosse un pupazzo. 
Chiedo permesso, si scosta e così posso avvicinarmi al cervo. 
Noto le ferite, varie, sul corpo non così grande. 
Sento in lontananza, che parlano di come lo hanno braccato e sparato, di quanto può pesare e valere, di quanta carne, di cosa fare col palco, e altri discorsi (prezzi, leggi, tasse, qui tutto è misurato con questi criteri)...ma sono in sottofondo. 
Guardo solo lui, vorrei che potesse vedermi anche lui. 
Lo accarezzo, più volte. 
Poi decido che non basta, e perciò di baciarlo in fronte. 
Il pick è molto alto, riesco a baciare la mia mano, e appoggio il bacio sulla sua fronte, gli sussurro parole. 
Sento uno dei cacciatori, che ben mi conosce, esclamare qualcosa, ma è in dialetto che non comprendo. 
Alzo gli occhi, mi accorgo che il bambino mi guarda con gli occhi sgranati.
È tutto. 
Il fatto è tutto qui. 
Ma mi scardina dentro e pensieri escono a valanga.
Come doveva essere bello questo cervo,stamattina, all'alba, col ghiaccio che esce dalle narici nel respiro, gli occhi attenti, le orecchie che si muovono; lui sente il calore del proprio corpo, è giovane, la luce sta tornando nel bosco, perciò è felice. 
Ha fame e inizia a cercare cibo. 
Ce n'è poco, forse perciò si avventura vicino ai luoghi che puzzano delle cose dei duegambe-senza-corna, anche se ciò lo agita. (scoprirò che sono due settimane che gli danno la caccia: in 4, o più, coi telemetri, coi mirini, nutriti, al caldo... vigliacchi: credo che lo abbiano sorpreso tradendo la sua ingenuità della gioventù).

Come si sente vivo! Chissà se c'erano altri cervi con lui, chissà se invece era solo, ma fiducioso nelle sue forze, e sentiva nell'aria messaggi odorosi di compagni della sua specie.

Tutto questo, agli umani col fucile e gli occhi piccoli e le rughe nelle facce tirchie e tirate, specchio di cuori avidi e gelidi, non interessa. 
Loro lo vedono come un'pezzo' di qualcosa da smembrare, mangiare, vendere, scaricare, gettare.
Ho già detto anche troppo. 
Mi fermo, non perché non ci siano altri mille pensieri, ma perché di più di così, vorrebbe dire togliere dignità e rispetto a questo cervo, e al mio desiderio di poterlo salutare col mio addio dal profondo della mia anima.
Ricordo solo – per chiudere con l'incanto e la speranza - un grande cervo che vidi anni fa: io ero in auto, lui era appena fuori da una galleria che sbocca sul tratto finale e rettilineo della valle. 
Grande al chiaro di luna, davvero maestoso. 
Senza paura, mi guarda. 
Si allontana senza fretta, seguito dalla sua compagna e dai loro due figli. 
Nel bosco. 
Una incarnazione magica.

martedì 3 settembre 2013

Lo sport caccia. Visto da chi perde - Alessandra De Sio

Immaginate di svegliarvi una mattina e di cominciare la vostra giornata come al solito. Mettete in ordine la vostra casa, badate ai vostri figli preparandoli per la scuola e vi accingete a uscire di casa per andare a lavoro e guadagnare il denaro che vi servirà a mantenere la famiglia. Una volta fuori dal cancello e incamminati sulla solita strada, sentite dei passi alle vostre spalle e percepite che qualcuno osserva i vostri movimenti, pensate che forse vi state sbagliando e tirate dritto, seppure con un senso di inquietudine nel cuore. Nel momento in cui scorgete delle ombre furtive vi diventa sempre più chiaro che qualcosa di poco amichevole si nasconde tra gli alberi e tra i muri delle case; così, decidete che come prima cosa i vostri figli vanno messi in salvo, quindi, sangue freddo e (continua a leggere QUI!)

domenica 11 agosto 2013

Manifestazione Nazionale contro la caccia - LAC


Firenze -14settembre2013 ore 15:00 
ritrovo in Piazza Indipendenza

Ritrovo in Piazza Indipendenza a Firenze alle ore 15:00 ed il corteo si sposterà fino a piazza del Duomo percorrendo le strade storiche del centro per dire basta alla strage di animali indifesi uccisi solo per divertimento.

FONTE

dalla Stazione dei Treni SMN a Piazza dell'indipendenza.

Visualizzazione ingrandita della mappa

domenica 28 aprile 2013

Togli la Terra ai Cacciatori - Il diritto di obiezione di coscienza venatoria: fuori la caccia dal mio terreno!

Un solo obiettivo, però concreto, realistico e raggiungibile anche in breve tempo. Poiché l’appello diretto ai cacciatori affinchè rinuncino a cacciare è probabilmente velleitario e sicuramente ininfluente, la LAC ha deciso di togliere il terreno sotto i piedi dei cacciatori. Ha scelto quindi di rivolgersi direttamente ai proprietari dei terreni, i quali per la bizzarria (eufemismo) della legge italiana non sono padroni in casa propria. 
Un cacciatore può infatti entrare armato in qualsiasi terreno privato, (Continua a leggere QUI!)

Fonte: Togli la Terra ai Cacciatori


Importantissimo pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in materia di caccia e proprietà privata.
La sentenza CEDU, Grande Camera, 26 giugno 2012, Hermann vs. Germania ha introdotto una sorta di diritto all’obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l’esercizio della caccia.
Infatti, il proprietario di un fondo rustico non è obbligato a tollerare che altri vi pratichino la caccia, se in contrasto con le proprie convinzioni personali e morali.
Essendo l’attività venatoria esercitata a fini prevalentemente ludici, una legislazione nazionale non può impedire al proprietario di negare l’accesso al proprio fondo quando la caccia è vista da chi non la pratica come una ingerenza sproporzionata di terzi nella propria sfera privata. (Continua a leggere QUI!)



giovedì 25 aprile 2013

Siena, dietrofront defintiivo sulla caccia alla volpe - Firenze - Repubblica.it

Le associazioni animaliste: "Una vittoria bellissima". La decisione della giunta provinciale che già lo scorso 26 marzo aveva sospeso la modalità alla tana. 


Caccia alla volpe in tana, la giunta provinciale di Siena ha sospeso i "contemimenti" definitivamente.  Già lo scorso 26 marzo la Giunta si era espressa disponendo una moratoria di un mese per quanto riguardo la modalità alla tana". "Una vittoria bellissima, limpida e netta che dedichiamo a tutti i cucciolotti di volpe che potranno continuare a dormire sonni tranquilli nelle loro tane". Così la Lav ha commentato la decisione
"Ora la Provincia continui in questo percorso di 'responsabilità istituzionale - commenta Massimo Vitturi, responsabile nazionale del settore caccia e fauna selvatica di Lav - prendendo semplicemente atto che uccidere le volpi è un'azione insensata, oltre che crudele, che risponde solamente alle logiche del mondo venatorio". (Continua a leggere QUI!)


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lunedì 15 aprile 2013

UN SOGNO PER TUTTA LA SOCIETA' CIVILE by "Contro la Caccia e per il rispetto della Biodiversità-fb group"


"LEGGE 03 febbraio 2013, n. XX
Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per l’abolizione del prelievo venatorio.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge:
Art. 1.
(Fauna selvatica)
1. La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dell’UMANITA’ ed è tutelata nell'interesse della comunità MONDIALE e della Biosfera tutta.
2. L'esercizio dell'attività venatoria è ABOLITO ipso iure poichè in totale contrasto con l'esigenza di conservazione della fauna selvatica e arreca danno effettivo alla Biodiversità.

Art. 2.
(Licenza di porto di fucile per uso di caccia e abilitazione all'esercizio venatorio)
1. La licenza di porto di fucile per uso di caccia NON viene più rilasciata in conformità alle leggi di pubblica sicurezza.
2. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge le regioni promuovono corsi di alfabetizzazione per ex-cacciatori, essendo questi ultimi, notoriamente, in grave deficit culturale e formativo.

Art. 3
(Associazioni venatorie)
1. Le associazioni venatorie vengono sciolte d’imperio a norma delle leggi e della Costituzione della Repubblica.
2. Gli iscritti alle associazioni medesime, che siano in regola con le quote associative per i cinque anni precedenti l’anno di entrata in vigore della presente legge, sono chiamati fino alla terza generazione a rifondere i danni causati dall’immissione di fauna alloctona negli habitat nazionale al solo fine del loro diletto.
3. L’eradicazione incruenta delle specie richiamate al precedente comma, con particolare riguardo alla specie cinghiale (Sus scrofa sp.), rimane di compito esclusivo degli stessi soggetti già richiamati e sarà da attuare esclusivamente a MANI NUDE, pena l’immediata espulsione dal territorio della Repubblica per anni quindici.
4. Gli obblighi di cui al presente articolo sono garantiti sotto la vigilanza del Ministro dell'agricoltura.
Art. 4
(Disposizioni transitorie)
1. Le aziende faunistico-venatorie autorizzate dalle regioni ai sensi dell'articolo 36 della legge 27 dicembre 1977, n. 968, fino alla naturale scadenza della concessione sono SOPPRESSE.
2. Si fa obbligo per i concessionari, sotto la supervisione delle regioni, che le aziende faunistico-venatorie di cui al comma 1 siano trasformate in oasi permanenti di tutela.
3. Coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, detengano richiami vivi appartenenti a specie non consentite ovvero appartenenti a specie consentite, saranno affidati ai servizi sociali per un periodo non inferiore ad anni tre.
4. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro degli Interni, tutte le armi da caccia, di qualsivoglia tipologia e fattura, dovranno essere inviate in fonderia per la distruzione, previa identificazione dei proprietari a carico dei quali spetta l’onere economico per l’intera operazione.
5. Le regioni adeguano la propria legislazione ai principi ed alle norme stabiliti dalla presente legge entro e non oltre un mese dalla data di entrata in vigore della stessa, pena lo scioglimento immediato dei rispettivi consigli ed il commissariamento per mesi otto.

Art. 5
(Disposizioni finali)
1. E' abrogata la legge 11 febbraio 1992, n. 157, ed ogni altra disposizione in contrasto con la presente legge.
2. Ferme restando le disposizioni che disciplinano l'attività dell'Ente nazionale per la protezione degli animali, le guardie zoofile volontarie che prestano servizio presso di esso esercitano la vigilanza sull'applicazione della presente legge.
3. Le guardie venatorie afferenti alle disciolte Associazioni Venatorie, sono soggette all’obbligo di dissodare terre in Mozambico per anni due.
4. Il limite per la detenzione delle armi da caccia di cui al sesto comma dell'articolo 10 della legge 18 aprile 1975, n. 110, come modificato dall'articolo 1 della legge 25 marzo 1986, n. 85, e dall'articolo 4 della legge 21 febbraio 1990, n. 36, è RIPRISTINATO in direzione restrittiva e assoluta.

Data a Roma, addì 03 febbraio 2013
Il Presidente del Consiglio dei Ministri 
Visto, il Guardasigilli"