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giovedì 9 gennaio 2014

Fai vincere a Gazpom il "Worst Prize" - Greenpeace


Public Eye Award: Gazprom
Già 206 sversamenti di petrolio pesano sulle spalle di Gazprom, che ora intende perforare i ghiacci artici incurante degli enormi rischi.
ASSEGNA A GAZPROM L'OSCAR DELLA VERGOGNA
Greenpeace


La compagnia petrolifera Gazprom che minaccia con le sue perforazioni l'ecosistema artico, è in nomination come peggior azienda dell'anno!

Gazprom si è già resa responsabile di 206 consistenti fuoriuscite di petrolio, ma incurante degli enormi e comprovati rischi che comporterebbe un'attività petrolifera nella zona artica, è la prima azienda ad aver installato una piattaforma di perforazione nel ghiacciato mare del Polo Nord. Oggi hai l'opportunità di aiutare l'Artico: fai vincere a Gazpom il "Worst Prize", il temuto "Oscar della Vergogna" del Public Eye Award. Vota ora contro la compagnia petrolifera che rischia di distruggere un posto meraviglioso, che regola il clima dell'intero Pianeta!

Cosa è il Public Eye Award?
Si tratta dell'anti-premio più riconosciuto sull'irresponsabilità sociale delle aziende, che viene consegnato fin dal 2000 durante il World Economic Forum (WEF) di Davos, in Svizzera. Nominate da una giuria indipendente, le aziende candidate si sono macchiate di vergognosi crimini ambientali o violazioni dei diritti umani. Tutti i casi presentati sono documentati sul 
sito web del Public Eye Award.

Aiutaci a salvare l'Artico dalla pericolosa corsa all'oro nero: VOTA ORA!Contiamo su di te per far vincere a Gazprom il premio come peggior azienda dell'anno!

Grazie,
Greenpeace Italia

martedì 17 dicembre 2013

Appello di Greenpeace #SaveTheArctic


Save the Artic



Ciao,
il Polo Nord, casa di Babbo Natale e magica terra dei ghiacci artici, è in pericolo. E tu puoi aiutarci a salvarlo!
L'Artico, regno dei ghiacci dove la leggenda vuole si preparino i doni natalizi, ha un nemico pericoloso e inarrestabile: i giganti del petrolio come Shell e Gazprom.
Incuranti dei disastri ambientali che potrebbero provocare, le compagnie petrolifere minacciano di distruggere il luogo natalizio per eccellenza, trivellando senza sosta alla ricerca di nuovo oro nero. E' giunta l'ora di fermarli e salvare il Polo Nord!
SCOPRI COME

Unisciti anche tu alle oltre 4 milioni di persone che hanno aderito al movimento in difesa dell'Artico, sostenendo Greenpeace nella sua campagna Save The Arctic.

Il disastro è alle porte! La piattaforma che Gazprom sta preparando per la trivellazione è vecchia e arrugginita, incapace di operare in sicurezza: il rischio di un disastro petrolifero in questo luogo incontaminato è altissimo. Non ci chiediamo se questo drammatico epilogo avverrà o meno, ma solo quando avverrà.

Scopri come aiutare Greenpeace a fermare per sempre i nemici dell'Artico. Salviamo il Polo Nord e i suoi abitanti.

Grazie,
Greenpeace Italia 

martedì 12 aprile 2011

LA MAIL DI GREENPEACE...

Ciao a tutti,
a un mese dal disastro di Fukushima, l'agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha innalzato al livello massimo di 7 - come Cernobyl nel 1986 - la classificazione dell'incidente.
Questa decisione arriva terribilmente in ritardo. Greenpeace l’aveva chiesto già tre settimane fa, ottenendo dal governo una risposta inconsistente: una limitata evacuazione delle aree attorno alla centrale.
Oggi il governo giapponese fa un passo avanti ma non basta: bisogna proteggere più di un milione di persone che vivono nella zona metropolitana di Fukushima e nell’area di Koriyama, dichiarando ufficialmente la zona sotto lo stato di protezione.
Noi – con il nostro team sul posto - continueremo a dare sostegno alla gente di Fukushima fornendo dati indipendenti sui livelli di contaminazione. Contribuisci anche tu al nostro lavoro di monitoraggio, aiutandoci con  una donazione oggi stesso!

Grazie!

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia

venerdì 18 marzo 2011

UNA BELLISSIMA INIZIATIVA DI GREENPEACE

Ciao,

Ha quasi raggiunto 80.000 firme la nostra richiesta al Ministro Maroni di accorpare il referendum sul nucleare con le amministrative. Ora c’è una ragione in più per farlo: destinare agli aiuti per il Giappone i 400 milioni di euro che l’Italia risparmierebbe.
In Giappone la situazione è ancora fuori controllo. 750 operatori presso la centrale di Fukushima sono stati costretti a lasciare il sito per l'alto livello di radiazioni. Solo 50 stanno ancora operando, anche a fronte di gravi rischi per la propria salute, per evitare conseguenze peggiori.
Noi possiamo decidere di non dover mai correre questo rischio in Italia, votando SI al referendum nucleare. Scrivi anche tu a Maroni, o, se hai già firmato, invita i tuoi amici a farlo e condividi sul tuo profilo Facebook.
Il Ministro Maroni deve accettare di accorpare amministrative e referendum per facilitare la partecipazione democratica e per aiutare il Giappone con i soldi risparmiati.


Obiettivo: raccogliere 100.000 firme entro lunedì

Grazie!

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia

lunedì 14 marzo 2011

Giro doverosamente mail di Green Peace




Ciao a tutti,
In Giappone l'emergenza nucleare è ancora fuori controllo. I reattori stanno saltando uno a uno e una fuoriuscita massiccia di materiale radioattivo impedirebbe ulteriori interventi, con il rischio di altre esplosioni e altri rilasci di radioattività.


Ma intanto in Italia politici e cosiddetti esperti del nucleare continuano con dichiarazioni idiote che minimizzano ciò che sta accadendo.
Perchè? Gli sciacalli hanno un piano: far fuori le rinnovabili per fare largo al nucleare.
Ecco il “piano degli sciacalli” in tre punti:
> Ieri: con un decreto fermare la corsa delle energie rinnovabili in Italia, uno dei pochi settori economici in crescita in un Paese in ginocchio;
> Oggi: minimizzare i rischi del nucleare e fare finta che in Giappone tutto sia sotto controllo; sprecare 400 milioni di euro non accorpando il referendum nucleare alle amministrative di maggio;
> Domani: far pagare in bolletta a tutti gli italiani il conto (almeno 7 miliardi di euro a centrale) garantendo la copertura dei costi fuori mercato del nucleare.

Basta subire l’idiozia degli sciacalli! Il Referendum nucleare è una possibilità unica per fermarli.
La petizione che abbiamo lanciato per chiedere al Ministro Maroni di accorpare amministrative e referendum ha quasi raggiunto le 50 mila firme.

Partecipa anche tu a questa mobilitazione: diffondi la petizione in rete, condividila su Facebook e inoltrala ai tuoi contatti.

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia