Visualizzazione post con etichetta animalismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animalismo. Mostra tutti i post

giovedì 16 gennaio 2014

Critica ed autocritica su "BLOCCHIAMO LA MACELLAZIONE IN PIAZZA DEL MAIALE ALLA SAGRA DI MONTIANO - Partito Animalista Europeo"

Ho cancellato questo post volutamente, autocensurandomi...non voglio dividere ma unire le persone, non voglio escludere ma includere, non voglio creare divisioni tra le persone su questi temi... ed ormai troppe parole astiose ed ignoranti sono state spese per questo evento. D'altronde non poteva essere diversamente posto così com'è.
Io do un peso rilevante ed importante alle parole. 
Le parole ci permettono di trasmettere angoscia e cattiveria oppure gioia di vivere e sapienza: io sto dalla parte della gioia di vivere e della sapienza poichè ritengo che gli animali abbiano bisogno di questo, di qualcuno che parli al loro posto ed esponga le loro istanze, di una lotta organizzata per imporre un cambiamento duraturo della società nel senso antispecista e non violento.
Sono animalista, quindi vegan, ed antispecista e mi rendo conto sempre di più che il "nostro" movimento, essendo relativamente giovane, ha bisogno una profonda infusione di filosofia mista a comunicazione: se non si sanno comunicare gli ideali animalisti ed antispecisti, o si comunicano in modo maldestro, di rimando si ottiene solo astio e si rischia di essere banditi come estremisti, terroristi di cui aver paura, deficienti, matti, vestiti male e che mangiano strano
Non è con le barricate, i muri e le urla che si apre il cuore delle persone, ma con la non-violenza, la gentilezza e l'esempio: chiamiamola disobbedienza civile. 
In provincia di Modena ci sarà una sagra simile a quella di Montiano ed abbiamo pensato di redigere un comunicato congiunto firmato dai gruppi animalisti presenti in zona. Tra breve lo pubblicherò in questo blog che vuole essere, come spiegato qui, una specie di cassa di risonanza di idee ed azioni animaliste antispeciste. 
La correttezza viene apprezzata più delle urla, sentite come un atto violento e che una risposta violenta provocano. Magari la breccia nel cuore di qualcuno la si fa. 
Nel suddetto comunicato stampa si esprime il nostro netto e radicale dissenso al patrocinio del Comune per una sagra che spettacolarizza la lavorazione di parti di cadavere di un povero animale fatto nascere, fatto crescere ed ucciso con il solo scopo di cibarsene.
Ricordiamoci sempre che abbiamo una grandissima responsabilità civile e sociale nei confronti degli altri e del pianeta, e che ogni nostro comportamento dev'essere prima di tutto razionalmente meditato e pianificato: non si può più reagire d'istinto ma occorre valutare l'efficacia di qualsiasi nostra azione che deve essere utile al cambiamento in senso antispecista di questa società.

mercoledì 6 novembre 2013

L'animale che non sono - Tempo Immortale

 Il termine "animale", si sa, è largamente abusato. E non soltanto perché, come scrive il filosofo Jacques Derrida, raggruppiamo ed appiattiamo sotto di esso una molteplicità di esseri viventi diversi tra loro per appartenenza di specie e per individualità, facendo del linguaggio l'elemento discriminante tra "noi" e "loro"; al contrario, accade spesso di assistere ad una sottrazione, all'esclusione di una moltitudine di specie animali che fa sì che altre specie (in genere un numero piuttosto ristretto) si trovino ad assumere impropriamente una valenza rappresentativa della realtà che questo termine, se pur vago e impreciso, vorrebbe e dovrebbe indicare. 
É il caso di alcune associazioni dichiarantesi "animaliste" le quali propongono, per la raccolta fondi in favore di alcune specie (come cani, gatti, ma anche caprette e conigli salvati dal macello e ospitati nel loro rifugio), cene benefit a base di formaggi, salumi e filetto di maiale, pur indicando fra i loro scopi principali la difesa degli animali, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e la promozione di una cultura del rispetto che li riconosca come soggetti di diritti. A questo punto, la domanda che sorge un po' a tutti spontanea ovviamente è: ma cosa si intende, allora, per animali? Si tratta di un errore? Di una frettolosa e non ragionata semplificazione? Potrebbe darsi. Così come potrebbe trattarsi di un modo per fare scena, guadagnare visibilità e attirare nell'immediato maggiori consensi pur continuando ad attuare, dietro le quinte, vantaggiose discriminazioni (fino al momento della promozione di una tale cena, si intende). Tutto è possibile, in realtà, a questo mondo; ma sinceramente credo che la risposta non coincida con nessuna di quelle sopra ipotizzate. 
Ho avuto modo di leggere una lunga serie di commenti riguardanti l'evento–cena di una delle associazioni in questione; gente che si accapigliava, che criticava, che faceva notare l'incoerenza; vegani contro onnivori, onnivori contro vegani, qualche vegetariano che spuntava timidamente nel mezzo. Come in qualunque discussione virtuale (e non solo), c'era chi utilizzava un tono offensivo e chi argomentava, chi usava logica e chi usava difese, chi era obiettivo e chi rigirava le questioni a proprio vantaggio. L'evento era comunque palesemente imbarazzante, e l'incoerenza tanto evidente da suscitare critiche anche da parte di chi gli animali li sfrutta senza troppe remore. (continua a leggere QUI!)


A me piacciono così... 
...e non solo a me!!!











giovedì 24 ottobre 2013

E SE GLI ANIMALI FACESSERO A NOI QUELLO CHE NOI FACCIAMO LORO? Franco Libero Manco

  Da millenni noi esseri umani sfruttiamo sistematicamente gli animali, tormentandoli in ogni modo, coinvolgendoli in tutte le nostre losche situazioni belliche, uccidendoli nei mattatoi, nei boschi, nei mari, costringendoli a lavorare per noi come schiavi, e oggi sperimentando su di loro ogni tecnica chirurgica, ogni medicinale, ogni veleno, ogni cosmetico, ogni prodotto chimico, rubando loro non solo la libertà, il loro manto, il loro latte, le loro uova, il loro miele, ma anche il loro unico bene, la vita.
E se per ipotesi gli animali facessero a noi quello che noi facciamo a loro? Se fin della nostra nascita gli animali avessero il potere di privare noi e i nostri bambini della libertà e della luce del sole e ci allevassero in gabbie e in capannoni lager per tutta la nostra vita per poi ucciderci nel modo più crudele sezionando ogni parte del nostro corpo e mangiassero i nostri arti, il nostro cuore, il nostro fegato, il nostro cervello, i nostri polmoni, i nostri intestini, la nostra lingua e scaricassero il nostro sangue nelle fogne come succede nei mattatoi? Se le donne venissero ingravidate con mezzi rudimentali e meccanici, come succede per le mucche, per farle partorire continuamente e dopo il parto gli animali, ghiotti del latte delle nostre donne, sottraessero i bambini alle loro madri, li richiudessero in gabbie alimentandoli con pastoni innaturali e dopo pochi mesi li uccidessero per mangiare le loro tenere carni, e le donne disperate e rese folli dal dolore quando non più in grado di procreare e produrre latte venissero soppresse per diventare il loro pasto? E immaginiamo che tale specie sia talmente stupida e avida della nostra carne da trascurare gli effetti devastanti sulla loro salute? E immaginiamo che gli animali usassero torturarci per mero divertimento; oppure che usassero sperimentare, su centinaia di milioni di esseri umani, ogni loro strumento, ogni loro veleno, ci aprissero il torace per studiare su di noi le loro malattie e prelevassero i nostri organi interni per trapiantarli nei loro corpi? E immaginiamo ancora che il loro divertimento preferito fosse quello di entrare nel nostro ambiente, nelle nostre case, ad uccidere noi e i nostri piccoli, (come succede con la caccia); immaginiamo che usassero mettersi addosso la nostra pelle, ritenuta pregiata a seconda del colore bianca, nera, rossa, gialla, ci allevassero in condizioni disumane e ci spellassero spesso ancora vivi e lasciassero marcire i nostri corpi? Immaginiamo pure che, come succede per la pesca, che gli animali avessero la possibilità di catturare un gran numero di umani e che li facessero morire spasimanti, agonizzanti senza aria o devastati dai loro artigli, come succede con la pesca e con gli arpioni? E immaginiamo ancora che fossero gli animali ad aver reso questo pianeta invivibile, la causa della distruzione delle foreste, dell’inquinamento dell’aria, della terra, dei mari, dei fiumi, dei laghi e che avessero portato questo pianeta sull’orlo della catastrofe ecologica? E immaginiamo che tale progenie usasse da sempre massacrare i suoi stessi simili in assurde battaglie fratricide. Ora, se esistesse una simile specie, capace di una così spietata freddezza, cieca e sorda al nostro dolore e alle nostre suppliche, non saremmo forse concordi nel ritenere questi animali dei mostri sanguinari, come la specie più perniciosa del pianeta? Non spereremmo forse che il cielo provvedesse a farla sparire per sempre dalla faccia della terra?


Note sull'autore: 
Dr. Franco Libero Manco - Presidente dell'AVA - aspetto etico - salutistico - antropologico.
Franco Libero Manco, nasce nel 1948 in provincia di Lecce.
Nel 1968 vince una medaglia d’oro nei campionati sportivi novizi delle Forze Armate.
Nel 1975 si laurea architettura presso l’università di Roma.
Nel 1975 diventa vegetariano e nel 1990 vegano per motivi etici.
Nel 1976 fonda il Movimento Cristiano Ecologico trasformatosi poi nel Movimento dell’Amore Universale.
Fin dal 1977 s’impegna a favore del Terzo Mondo ed in particolare per i malati di lebbra. Contestualmente lotta contro la violenza, l’aborto, la tortura, la pena di morte. Inoltre collabora attivamente con molte associazioni ecologiste ed animaliste.
Dal 1993 è Dirigente Tecnico nella Pubblica Amministrazione.
Nel 2002 viene nominato Cavaliere dal presidente della Repubblica.
Da molti anni tiene conferenze nella sede dell'AVA ed in varie città d’Italia.
Con il patrocinio del Comune di Roma ha organizzato in Campidoglio alcuni importanti convegni. Organizza a Roma la Festa Nazionale dei Vegetariani che dal 2003 si ripete ogni anno.
Attualmente è presidente del Movimento dell’Amore Universale, dell’Associazione Vegetariana Animalista e del Forum Vegetariano.
Ha stampato e pubblicato alcuni testi a carattere etico, spirituale, filosofico, poetico, antropologico. Giornali e riviste nel corso degli anni hanno pubblicato migliaia di suoi articoli.
Per contattare il presidente:
Tel: 06 7022863 – 333 9633050;
Email: francolibero.manco@fastwebnet.it

lunedì 22 aprile 2013

INTERVENTO ANTISPECISTA AL CONGRESSO REGIONALE FIM FEMCA-CISL by Tiziana "Cuore Di Animale" Stanzani


"Voglio condividere con voi fratelli questa nota, che spero rappresenterà un passo decisivo per sensibilizzare anche i Sindacati verso una coscienza nuova. Mi hanno invitata, come delegata sindacale, sul tema “altri ruoli del Delegato Sindacale” e io ho colto la palla al balzo: potevo parlare di qualunque cosa, così mi sono scatenata. Poi ho ricevuto un mucchio di applausi, un Assessore Regionale mi ha chiesto di spedirgli questo discorso, alcuni Operatori anche… Spero sarà il primo di molti interventi. Questo Congresso era importante, si svolge ogni quattro anni, e mi hanno ascoltato tutti con attenzione:

LECCO - 18 APRILE 2013 - CONGRESSO REGIONALE FIM-CISL
INTERVENTO DI TIZIANA STANZANI, RSU/RLS FIM MILANO, COMPONENTE DELL’ESECUTIVO DI MILANO, GRUPPO SALUTE E SICUREZZA.
CATEGORIE: METALMECCANICI E CHIMICI

Presenti: Segretario Nazionali FIM-CISL Alberto Monticco, Segretario Nazionale FEMCA-CISL Gianluca Bianco, Segretaria FIM-CISLMilano Nicola Alberta, Segreteria Regionale per la Lombardia (Presenti: circa 200 persone, tra cui Operatori di zona di entrambe le categorie, altre Segreterie comunali, alcuni Assessori Regione Lombardia, giornalisti di alcune testate)

(Intervento precedente: argomenti strettamente sindacali)

TEMA: ALTRI RUOLI DEL DELEGATO

Questo […] era il primo argomento di cui volevo parlare, ma non perché lo reputo più importante, solo perché è quello più strettamente legato al Sindacato, alla Sicurezza, alla Salute fisica e ormai mentale di molte popolazioni. Il secondo argomento di cui vorrei parlare oggi non si aggancia col Sindacato, anzi; spesso va in conflitto con esso.

Sono 33 anni che faccio il percorso che tra poco vi esporrò, in silenzio e controcorrente. Io mi sto occupando di una categoria che riguarda tutti gli altri abitanti del pianeta, che non sono umani, perché sono fermamente convinta, se vogliamo sopravvivere tutti, che l’antropocentrismo deve finire. Tutta l’umanità, tutta l’economia, la società, l’etica, il sistema mondiale dovrà prendere atto degli scempi che sta perpetrando ai danni del pianeta e degli animali non umani, che hanno gli stessi diritti di esistenza ed evoluzione che abbiamo noi, ma tutto ruota ancora  intorno all’uomo. L’uomo, questo piccolo arrogante essere, intelligente ma egoista, che a volte amo per la sua grandezza e a volte detesto per i suoi capricci insulsi, sta uccidendo impunito e a norma di legge. Ogni settore è incentrato sull’uomo, sulla sua salute,sulla sua digestione, sui suoi rifiuti da cavalletta avida. Perdonate il fervore, ma nessuno può negare che l’uomo consuma tutto senza nulla dare in cambio alla Creazione, se non i propri rifiuti.

Questo sistema di consumare, mangiare, buttare,non smaltire, devastare, di ingrassare con valori che non sono valori ci sta conducendo tutti sull’orlo del precipizio. Personalmente, non sono felice. Ho un lavoro, una famiglia, la casa, un po’ di salute, ma non sono felice. Perché? Siamo in crisi eppure non possiamo negare di stare tutti MEGLIO rispetto a cent’anni fa. Abbiamo SOLO DI  PIU’.

L’uomo è sempre al centro dell’universo, la chiesa cattolica ci ha ridotti come frustrati semidei in terra: l’uomo, l’uomo,l’uomo! Come una volta era la terra stessa attorno alla quale girava l’intera galassia. Lo capite che siamo ancora in pieno medioevo? Il pianeta non è al nostro servizio solo perché quattro scritture di tre grandi religioni monoteiste lo affermano da secoli, che possiamo continuare a permetterci di fare i nostri porci comodi ancora a lungo... L’uomo deve rendersi conto che è OSPITE sul pianeta terra, ed è ora di smetterla di fare i padroni incondizionati come un qualunque dittatore di latta. Siamo in sette miliardi,ma la terra potrebbe ospitarne altri dieci, se con coscienza provassimo a distribuire le ricchezze e le risorse planetarie, e questo senza pesare su nessuno, senza uccidere nessuno, senza disboscare, senza inquinare. Ma l’uomo è pronto a fare questo passo?

Stiamo ammazzando il pianeta. Stiamo coltivando selvaggiamente milioni di ettari per far cosa? Ma lo sapete veramente per far cosa? Per creare un effetto serra mastodontico, ancora più grande di quello provocato dalle polveri sottili del riscaldamento e delle automobili: miliardi di tonnellate di grano, orzo, mais, soya, riso, avena, farro, piselli, fagioli,verze e lenticchie non potrebbero finire sulle nostre tavole o meglio: nei poveri piatti della gente del terzo mondo? NO, sarebbe uno spreco: per ingrassare il già opulento e infelice occidente, tutto questo ben di dio va a finire nelle migliaia di allevamenti intensivi che producono gas serra, e servono a loro volta per essere uccisi e per nutrire solo un quarto della popolazione umana. Che si ammala anche lei, perché queste povere creature sono imbottite di antiparassitari, antibiotici, antinfiammatori, ormoni di ogni sorta, persino antidepressivi. Aprite gli occhi. E tutto il resto dell’umanità muore di fame.

Ci sono 62 miliardi di animali che ogni anno nel mondo vengono sfruttati, macellati,vivisezionati, cacciati, spellati, disprezzati, bruciati, derisi, usati, tormentati, bucati, picchiati, insaccati, bolliti, triturati vivi, costretti a riprodursi, a produrre carne e latte contro ogni legge di natura, vengono torturati, abbandonati, nemmeno anestetizzati, e c’é ancora qualcuno che disquisisce sulla carne se fa bene, o se fa male, o se abbiamo i canini per azzannarla? Ma c’é qualcuno al mondo che conosca la VERGOGNA almeno di vista? Qualcuno dei sette miliardi di cavallette umane quanti siamo, che tutto prendono senza nulla dare e che ancora hanno la spocchia di definirsi “razza superiore” può spiegarmi con parole povere questa superiorità in che cosa consiste? “Mi piace la carne”? Oppure: “Io sono un medico, io so TUTTO”? Ma stiamo parlando di sopravvivenza o di sveglia della propria coscienza? Vorrei che qualcuno impari a dire ogni tanto “mi piace leggere e soprattutto ascoltare”, che forse la superiorità umana comincerà ad avere un senso. E tutto questo per nutrire, “curare”, soddisfare un uomo che lasciatemelo dire, non è mai stato così infelice come ora.

Ma vi rendete conto di come stiamo vivendo? Possibile che nessuno si scandalizzi quando ci dicono di fare l’amore con il sapore? Io faccio campagne di sensibilizzazione in questo senso da tanti anni, spesso mi ritrovo nelle piazze delle nostre principali città per denunciare questo scempio, questo delirio che si perpetra da troppi anni, e spesso mi tocca scappare dalle forze dell’ordine perché vorrebbero impedirmi (impedirci) di dire la verità.

Urlo contro i farmaci,che ci stanno ammazzando, contro le lobbies farmaceutiche, colossali mostri che hanno interesse a massacrare creature di ogni tipo per darci prodotti velenosi,pieni di effetti collaterali e che spesso conducono a un’altra sorta di morti bianche.

Alle lobbies farmaceutiche conviene arricchirsi mantenendoci ammalati, perché la vivisezione esiste, e come ho scritto anche a Nicola e Giuseppe,a volte mi sento come Don Chisciotte, ma non riesco ad arrendermi davanti a ogni usurpazione di diritti, ad ogni insulto alla vita, ad ogni sofferenza che vedo in giro, da qualunque creatura provenga l’urlo. Sono stanca e furiosa di veder morire persone completamente pelate dalle chemio, ridotti all’osso e morire senza dignità, a chi dice a queste persone che i soldi donati in buona fede a Telethon e alla ricerca (la ricerca dei soldi dell’AIRC per esempio) sono serviti a questo?

La scienza è un fallimento perché non rispetta la vita. La medicina è un fallimento perché utilizzare i metodi alternativi, come le colture in vitro di cellule umane, rende meno soldi. La morale mi brucia in effige quando propongo che ognuno di noi deve donare il proprio corpo alla ricerca, quella vera, quella fatta col cuore, affinchè medici e ricercatori degni di questo nome conducano esperimenti su di essi. Medici e ricercatori di questo tipo esistono, giovani con borse di studio che potrebbero fare la differenza sono invece costretti a lavorare nei call center. La famosa poltrona stretta intorno al sedere come vedete, non esiste solo in politica. E nel frattempo negli allevamenti, nei laboratori medici e cosmetici, soffrono e muoiono innumerevoli animali. Scimmie, topi, cani, conigli, gatti, persino piccioni, anatre, bovini, maiali, ed è con questi modelli che ci CURANO!!

Ne cogliete l’insulto, a noi e a loro? E allora cerchiamo di soddisfarci facendoci un regalino, magari un giubbotto con il colletto in pelo, senza nemmeno chiederci da dove provenga. Se ci dicessero che proviene da cani e gatti scuoiati vivi in Cina, dove se li mangiano bolliti, ancora vivi subito dopo, lo compreremmo? Mangeremmo uova se ci dicessero che appena nati, i pulcini maschi vengono tritati vivi perché non produrranno uova? Mangeremmo un pollo cui hanno troncato il becco perché impazziva in batteria e beccava i suoi poveri compagni? Festeggeremmo la santapasqua in nome di dio, se sapessimo che il piccolo agnello è stato strappato alla madre a un mese di vita, fra grida atroci per essere colpito violentemente alla testa, oppure dissanguato? Berremmo latte e mangeremmo formaggi, se sapessimo che le vacche sono costrette a essere incinta sempre senza vedere mai i propri figli, se non quando glieli sgozzano appesi a un chiodo, mentre urla per le mastiti e i tumori alle mammelle?

Non c’è un animale allevato che non muoia prima di diventare un adolescente. Sono tutti bambini. Il mondo è anche loro e noi siamo dei mostri. Il cuore di una persona che decide di fare il delegato può anche essere antispecista, perché sensibile anche a queste realtà. Non datemi dell’animalista, provate a vedere in modo globale questo sistema che ha ucciso lo Spirito in noi. Questa forza mi spinge a lottare in azienda per avere una mensa più vegetariana e vedere così meno malati di cancro, e la mia, vedete, non è una scelta tanto dietetica quanto ETICA, NEL SENSO PIU’ SACRO DEL TERMINE. La terra muore perché i concimi sono chimici, le api muoiono perché i fiori sono meno e sempre più malati, perfino i lombrichi, stupendi alchimisti nel profondo della umile terra, stanno morendo perché noi ci nutriamo di morte e non di vita. E il mare?Non è più colorato, sotto, e i pesci diminuiscono. Continuiamo a parlare male di Hitler e di tutti i nazisti di ogni tempo, senza renderci conto che quelloche loro facevano a ebrei, neri, omosessuali, comunisti, zingari, invalidi, l’umanità intera lo sta facendo ai suoi fratelli più piccoli e diversi. Gli animali. Non saremo degni di definirci Umanità finchè tutto questo scempio non sarà finito e solo quando sarà finito perché avremo preso coscienza, potremo trovare un po’ di pace e di felicità dentro di noi, e smetteremo tutti di svuotare il mare col secchiello.

 

Una frase famosa del filmSchindler’s list, dice: “Chi salva una vita, salva il mondo intero”. Non è più vero. Non mi basta più: adesso è il mondo intero che deve essere salvato, per salvare anche solo una vita. E non guardate più con aria di sufficienza, quelli come me, perché non siamo né pazzi, né invasati, né non abbiamo altri problemi che questo cui pensare. Ne abbiamo eccome, come tutti gli altri.

        

         Per chi fosse interessato a partecipare, sabato nel primo pomeriggio in Piazza Duca d’Aosta a Milano, ci sarà una grande manifestazione contro la vivisezione, in memoria delle innumerevoli vittime immolate sull’altare dell’antropocentrismo.

 

Io voglio essere il Sindacato dei più deboli in assoluto.


Grazie."

Grazie a te Tiziana, ed a quelli come te! 
Liberi Tutti!

martedì 9 aprile 2013

...gli animali sono nella sostanza e nell'essenziale ciò che noi siamo...

«Soltanto quando sarà ben penetrata nel popolo quella semplice ed indiscutibile verità che gli animali sono nella sostanza e nell'essenziale ciò che noi siamo, gli animali non saranno più senza diritti ed in balia del malumore e della crudeltà di qualunque rozzo mascalzone; e non sarà più lecito a qualsiasi medicastro di sperimentare, infliggendo i più atroci tormenti a innumerevoli animali, ogni strano capriccio della sua ignoranza, come avviene ai nostri giorni» (A. Schopenhauer, Parerga e paralipomena, II, 177)

sabato 9 marzo 2013

Gb:invasione cervi, rischio abbattimento



(ANSA) - LONDRA, 7 MAR - I cervi hanno invaso il Regno Unito: sono 1,5 milioni di esemplari, mai cosi' numerosi nella storia. Secondo un studio pubblicato sul Journal of Wildlife Management, (continua a leggere QUI)

Se anche le associazioni animaliste (pseudo direi...) cominciano a richiedere la soppressione di animali "in modo scientifico" siamo messi proprio male. Invito i responsabili della RSPCA a rivedere le loro proposte distruttive ed a considerare soluzioni diverse e cruelty free (sterilizzazioni? trasferimenti degli animali in riserve protette? o altro...), oltre che a rivedere le loro priorità etiche!!!

Trentino, caccia: "Uccidere prima i cuccioli"


Trentino, caccia: "Uccidere prima i cuccioli" - Green - Tgcom24

Discutibilissimo comma del regolamento del Comitato faunistico provinciale del Trentino richiesto da uno pseudoanimalista. Vorrei ricordare al signor Adriano Pellegrini che la caccia è da abolire non da regolamentare!!!

venerdì 22 febbraio 2013

Vegan Circus Fest 2013


Vegan circus fest - Festival antispecista libertario
Vignola (MO) - 12, 13 e 14luglio2013

Il Vegan circus fest vuole mettere a disposizione dell'antispecismo libertario un luogo dove confrontarsi, organizzarsi, formarsi, gioire ma soprattutto dare delle risposte. Non ci occuperemo solo di veganesimo e antispecismo ma anche di politiche sociali, repressione, diritto alla terra e alla casa, scuola libertaria, cooperazione solidale senza farci mancare una buona dose di arte nelle sue varie forme ed espressioni.
La manifestazione della durata di tre giorni si svolgerà a Vignola (Mo), il 12-13-14 luglio 2013, si tratterà di un festival diffuso in quanto abbiamo a disposizione buona parte del centro cittadino, diverse strutture per conferenze, dibattiti, stage, proiezioni, ecc. , aree tematiche per associazioni, produttori, espositori, editoria, spazio multimediale, spazio bambini, arena spettacoli, ristorazione, ostello, campeggio, area camper. Stiamo programmando le produzioni alimentari fra i tanti produttori bio della zona, quindi cibo vegan, da produzioni bio, a km 0.

Completamente autogestito nella sua progettazione, svincolato da logiche partitiche, dall'associazionismo collaborativo e da qualsiasi forma di autoritarismo o verticismo, il Vegan circus fest si ispira al concetto rivoluzionario di democrazia diretta e di rifiuto della delega.

comitato promotore: 

Ass. Green riot
Animal Empathy-antispecisti libertari modena
La vera bestia
Ass.ne No cage

collaboratori: campagne per gli animali

a breve il sito ed altre info.

Nel frattempo, spargete la voce a tutti i vostri conoscenti! Grazie.

p.s: chiunque sia interessato a collaborare contatti Animal Empathy (https://www.facebook.com/pages/Animal-Empathy-antispecisti-modena/196009230472341?fref=ts) 
oppure Green Riot!


Evento facebook: https://www.facebook.com/events/499738290069446/?ref=22

Per volontari: risorse@vegancircusfest.org
Per chi si ferma a dormire: accoglienza@vegancircusfest.org
Per gli espositori: espositori@vegancircusfest.org 


sabato 12 gennaio 2013

SOSTIENI Davide! AMPLIFICA la sua lotta per abolire la detenzione dei cani alla catena.


SOSTIENI Davide AMPLIFICA la sua lotta per abolire la detenzione dei cani alla catena.

SCRIVI ai quotidiani locali in supporto a questa iniziativa: 

cronaca.ravenna@ilcarlino.net, ravenna@corriereromagna.it, ravenna@lavocediromagna.com, piu@piunotizie.it, redazione@ravennanotizie.it, redazione@ravenna24ore.it

Messaggio tipo:

Gentile Redazione,
scrivo per dare il mio supporto allo sciopero della fame di Davide Battistini, attivista per i diritti animali, che dal 1° gennaio di quest'anno è entrato in sciopero della fame per chiedere alla Regione Emilia-Romagna l'abolizione delle detenzione dei cani alla catena.

Questa pratica ancora permessa e assai diffusa, costringe questi animali ad una vita estremamente limitata nei movimenti, in cui anche le emozioni e i sentimenti, che oggi sappiamo che i cani al pari di tutti gli altri animali provano, saranno rinchiuse in pochi metri quadrati.

Una vita alla catena è una non-vita, per questo sostengo questa coraggiosa iniziativa.

FIRMA


http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2013N34201
http://scatenarediritti.blogspot.it/
https://www.facebook.com/scatenarediritti

lunedì 3 dicembre 2012

Morali ed Etiche "parziali"

Accanto alla morale religiosa, e cristiana in particolare, (che limita la sua sfera d'azione alla sola specie umana) va affermandosi sempre più la morale del Movimento Universalista (del quale sono parte viva e palpitante i vegetariani e gli animalisti) che estende i principi di rispetto e di giustizia dall'uomo ad ogni essere senziente: una rivoluzione etica, culturale, s
ociale ed esistenziale pari solo, a mio avviso, al superamento della cultura schiavista.



Come risponde la Chiesa cattolica a questa stupenda realtà che emerge dalle nuove generazioni, che fa onore alla coscienza umana, alla civiltà, al progresso civile, morale e spirituale, che si apre anche alle necessità di coloro che non appartengono alla specie umana, con una capacità di condivisione più vasta? La morale dei vegetariani e degli animalisti non solo non viene accolta e valorizzata ma spesso vi è un palese rigetto, una totale chiusura ed un'esplicita accusa di sperperare energie e risorse che dovrebbero essere impiegate esclusivamente a beneficio della specie umana: come se gli esseri umani non potessero interessarsi dell'una e dell'altra realtà.

Avete mai sentito dire, da parte del clero, ”dopo che vi siete interessati dell'uomo preoccupatevi del benessere degli animali”? Nonostante gli animalisti in ogni parte del mondo siano una realtà in crescita esponenziale per la Chiesa il problema degli animali, semplicemente, non esiste, un problema che nemmeno la sfiora.Come è possibile che siano i laici (che magari non fanno riferimento alla Patristica, alla Scolastica, né ai Testi Sacri ma semplicemente alla loro coscienza) a chiedere amore e rispetto per le creature più deboli e indifese, vittime del nostro egoismo e della nostra ingordigia? Non dovrebbe forse essere il clero, che per definizione incarna quei principi di non violenza e di amore, sostenere questa nuova ed edificante apertura morale?

La Chiesa cattolica non dovrebbe apprezzare ed agevolare ogni espressione umana che tende a rendere l'uomo migliore? Anche se non è nelle sue priorità assistenziali interessarsi del benessere degli animali non dovrebbe condannare l'indifferenza, lo sfruttamento e l'uccisione degli animali come ciò che incide negativamente sulla coscienza, sulla spiritualità dell'individuo, sull'economia, sull'ambiente, sulla fame nel mondo? Come può un prete lasciarsi superare in compassione, in sensibilità ed in senso di giustizia da un uomo qualunque che non ha per istituzione questa missione? L'indifferenza verso la sofferenza altrui non è il vero cancro della coscienza che i preti sono chiamati a curare? Il disprezzo della vita non si oppone al piano del Creatore? Non è forse la misericordia il fulcro della dottrina cristiana? E può la misericordia essere data all'uomo e negata all'animale? Quale amore è quello limitato ad un solo membro della famiglia mentre si è crudeli con gli altri componenti?

Come possono i religiosi negare l'evidenza che la nostra visione del mondo e della vita sia più vicina alla dimensione paradisiaca e quindi al progetto stesso di Dio? Perché la vita e la sofferenza dell'uomo hanno valore proprio mentre la vita e la sofferenza dell'animale sono privi di valore?Che differenza c'è tra l'angoscia di un animale braccato e quella di un uomo in preda allo stesso terrore? Che differenza c'è tra il pianto di una mucca a cui è stato strappato il vitello per essere fatto a pezzi e mangiato e quello di una madre a cui un criminale ha sottratto un bambino? La Chiesa cattolica risponderà mai alle nostre domande o continuerà ad ignorare le nostre istanze chiudendosi, come è sempre successo in passato, di fronte alle nuove esigenze dell'animo umano?

by Franco Libero Manco

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Quanto sangue dovrà essere ancora versato prima che la Chiesa e gli educatori religiosi si accorgano che sono anacronisticamente chiusi nella loro torre d'avorio, sordi al pianto delle loro vittime innocenti?
........Ale

https://www.facebook.com/pages/unione-veg-aiutare-gli-animali/180591762005688

lunedì 12 novembre 2012

Carne "felice"? Un'altra ipocrisia. di Francesco Pullia

Siamo circondati, sommersi, da mistificazione e malafede. Spesso e volentieri, ci si appiglia a costruzioni mentali pretestuosamente strumentali pur di non scalfire credenze che, se si sgretolassero, metterebbero in crisi le basi di un sistema al tempo stesso ideologico ed economico. Il rapporto con gli altri animali, con i non umani per intenderci, è la cartina di tornasole di questa condizione, perché rimanda ad un insieme di ordini sedimentato, stratificatosi nel corso del tempo. Un insieme fondato sullo sfruttamento, sulla violenza, sull’assoggettamento, sull’annientamento dell’altro. Siamo soliti, ad esempio, interrogarci su “cosa” mangiamo, mentre dovremmo farlo su “chi”, su quale essere, sottoposto ad allevamento, uccisione, sezionamento, è finito nel piatto.

Non solo l’altro viene privato della vita ma viene oggettivato, reificato. Occultiamo, tramite l’invisibilità, i luoghi da cui il vivente uscirà sotto forma di trancio, di parte sottratta a una totalità palpitante. Rendiamo difficile l’accesso ai lager in cui individui di specie diverse, ridotti a numeri e cartellini, vengono forzatamente nutriti e sottoposti ad abrasioni o menomazioni per produrre carne, latte, uova, paté, confezioni di pesce, capi d’abbigliamento.

Lo strazio consumato lontano dagli occhi e dalle orecchie, lo sprezzante esercizio di brutale dominio perpetrato, come nelle deportazioni in massa durante il nazismo o lo stalinismo, con la complicità, diretta o indiretta, volente o nolente, dei consumatori, non (si) concede pause.

Come se non bastasse, ecco la trovata di ammantare l’orrore, fornendo un alibi, infiocchettandolo. Ed ecco, allora, loslow food, la “carne felice” o pseudo tale, scaturita cioè da un’operazione di imbellettamento il cui scopo è alleviare le coscienze dei consumatori. Come se al bovino o al suino allevato nelle fattorie “bio” non spetti, in fondo, identica fine del bovino o del suino che ha trascorso la propria esistenza nell’artificiosità dei grandi complessi industriali.

E’una sorta di etichettamento eufemistico, ha scritto Annamaria Manzoni, quello che “ci parla di mucche felici (di vedersi sottratto il vitellino appena nato, che viene allontanato urlante e disperato), che ci mostra maialini danzanti (per essere stati evirati, amputati, appena nati, di denti e coda), che definisce la caccia “buona” (perché stermina a pallettoni animali in sovrappiù per il gioioso piacere di uomini – e donne! – in assetto di guerra), di macellazione umanitaria (ma gli ossimori sono per definizione termini incompatibili tra di loro)”.

Un allevamento o un mattatoio “ottimali” sono, in realtà, un controsenso. Non possono esistere. E’ come se ci fossero stati campi di concentramento in cui gli internati venivano trattati “bene” per essere meglio inceneriti.

Come Guido Ceronetti, antiretore per eccellenza, ha constatato, “anche solo la vista di vagoni carichi di creature sofferenti dovrebbe lasciare qualche traccia (…). Chi sa questo e guarda anche solo per una volta gli occhi di un vitello dietro le sbarre, si sentirà – specie se ne è corresponsabile attraverso le sue abitudini alimentari - consciamente o inconsciamente colpevole, offeso nella sua umanità. Alla lunga, però, un comportamento che intuisce l’ingiustizia ma non fa nulla contro di essa rende malati e questa indifferenza nei confronti delle creature a noi affidate e della loro sofferenza è forse una malattia peggiore del morbo della mucca pazza, perché più diffusa”.

Non è ipocrita e mistificatorio, dunque, come è stato fatto recentemente sul Domenicale del Sole 24 Ore da parte di una “bioeticista”, utilizzare la foglia di fico del cosiddetto “benessere animale” per perorare meglio le “ragioni del mercato” (vale a dire dello sfruttamento)? E ancora: ha senso parlare di “biosicurezza” e “riduzione di lunghezza delle filiere” se, poi, la fine per l’animale è ugualmente segnata, l’esito è sempre tragicamente lo stesso?

martedì 30 ottobre 2012

lunedì 29 ottobre 2012

AZIONE URGENTE: FERMIAMO IL PROGETTO DEL PIU' GRANDE ALLEVAMENTO DI VISONI IN ITALIA! by NEMESI ANIMALE


28 lunghissimi capanni in cui imprigionare fino a 60.000 visoni. Questo il progetto del signor Vernizzi Luciano di Commessaggio (MN). La richiesta al Comune di Rivarolo del Re (CR) è stata bocciata grazie alla nostra mobilitazione, ma la lotta non si può fermare qui!! Gli allevamenti di visoni in Italia sono drasticamente diminuiti negli ultimi 15 anni e non possiamo lasciare campo libero per una nuova diffusione di questi lager per animali!


Sabato 3 novembre invitiamo ad una protesta informativa nel Comune di Commessaggio (MN).

Ritrovo ore 14.00 in Piazza Italia.

Informeremo gli abitanti di Commessaggio sui progetti di sofferenza di un loro concittadino.


La protesta si sposterà poi davanti all'allevamento di visoni di Antoniazzi Ivano a San Cataldo (MN), con cui Vernizzi ha lavorato in passato. Ore 16.30, Via Colombarola - San Cataldo (MN)



Fai girare questo appello e l'appuntamento. grazie!

Non aspettare che siano altri a dare voce agli animali, fai sentire la tua, ora!
Ognuno di noi può fare la differenza!


Nemesi Animale - Per la liberazione di ogni essere vivente


http://www.nemesianimale.net/mobilitazione-visoni/

http://www.facebook.com/events/164073343731540/

mercoledì 24 ottobre 2012

GLI ORSI della LUNA by Ass. Animalista ”Salviamo gli orsi della luna” ”MOON BEAR RESCUE”


7 Dicembre 2012 ore 19,30 presso il SALOTTO CULTURALE AGGAZZOTTI Modena 

Aperitivo con buffet

Musica, mostra fotografica Oliviero Toscani e video, per una serata a favore del

progetto di liberazione degli orsi dai lager della bile.

Presentazione di Natascia Pecorari

In collaborazione di LUSH COSMETICI (Modena): consigli e prova dei prodotti

Ingresso € 10,00 totalmente devoluto al progetto

Prenotazione entro 24 novembre :tel. 333 4285644

SALOTTO CULTURALE AGGAZZOTTI Modena

Viale Martiri della Liberta 38

TAKE ACTION AGAINST ITALY'S BRUTAL HORSE RACES! By OCCUPY FOR ANIMALS


There are about a dozen horse races, called 'pali' held in Italy throughout the year. Some are truly medieval - in all senses of the term.
These numerous palii using animals – mostly horses - held in Italy every year have always been defended in the name of an alleged respect of traditions.In reality, the amount of money moved by these events and the huge number of serious incidents demonstrate the existence of interests that don't take in any account the wellbeing on the animals involved. One of those races is Palio di Ronciglione. The 2011 race ended in the death of a horse, in absolutely horrific circumstances, and the fall of three others. Although the Ministry of Health had refused to authorize the carrying out of the race due to, among other things, the lack of coverage of the road surface with suitable material, the organizers felt the need to compete on wet roads - despite the lack of authorization, despite the fact that the rain had made the road even more dangerous - and in one incident, a mare named Tiffany, died crashing into one of the fences. The most popular race is the Palio di Siena (known locally simply as Il Palio) a horse race that is held twice each year, on July 2 and August 16, in Siena, Italy. Ten horses and riders, bareback and dressed in the appropriate colours, represent ten of the seventeen contrade, or city wards. The race itself, in which the jockeys ride bareback, circles the Piazza del Campo, on which a thick layer of dirt has been laid, three times and usually lasts no more than 90 seconds. It is not uncommon for a few of the jockeys to be thrown off their horses while making the treacherous turns in the piazza, and indeed, it is not unusual to see unmounted horses finishing the race without their jockeys.
Accidents are common - bribery and doping, too. We have compiled videos and pictures about these two 'palii' on our website, and at the bottom of that page you will find the link to a petition started by the 'Italian Horse Protection Association' that we kindly ask you to sign and share with your contacts.







Thank you!