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sabato 18 gennaio 2014

Colpevoli di difendere la nostra terra di Alberto Perino #NoTav

"Siamo colpevoli! Colpevoli di difendere la nostra terra e i beni comuni. Chiediamo a tutti un appoggio e una solidarietà concreta.
Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, il 7 gennaio 2014 ha sentenziato: "dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;" oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40. La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010. I sondaggi S68 e S69 erano inutili e infatti non sono mai stati fatti né riproposti sia nel progetto preliminare sia nel progetto definitivo presentato per la tratta internazionale del TAV Torino - Lyon. Quella notte, all'autoporto, centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all'area per impedire l'avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti, ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne. Poi si scoprì che era una trappola per tagliare le gambe ai NO TAV con una nuova tecnica: richiesta di danni immaginari per centinaia di migliaia di euro a carico di qualche personaggio del movimento. (Continua a leggere QUI!)

martedì 17 dicembre 2013

Appelli di Amnesty International da firmare con urgenza.




Write for Rights
Si può andare in carcere per un'idea?
Firma per un amico
Ciao,
oggi ti scrivo per parlarti del caso di Jabeur Mejri, un ragazzo tunisino di 28 anni che sta scontando una condanna a sette anni e mezzo di carcere.

Jabeur è un blogger che non ha paura di esprimere le sue opinioni. Lo scorso anno, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook degli articoli e una vignetta riguardanti il Profeta Maometto. Questi contenuti sono stati giudicati "offensivi per l'Islam e i musulmani" e per questo Jabeur è stato arrestato e subito dopo condannato.

Si può andare in carcere per un'idea?

Per Amnesty no. Jabeur è un prigioniero di coscienza, che non ha commesso reati, ha solo espresso la sua opinione.
Per la sua liberazione, e per gli altri quattro casi della maratona mondiale di raccolta firme Write for Rights, ha già firmato oltre un milione di persone nel mondo.

Fai sentire la tua voce.
Firma l'appello per Jabeur e per gli altri casi! 
Grazie!


Laura Renzi
Responsabile campagne
Amnesty International Italia