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mercoledì 13 novembre 2013

Quarantamila obiezioni al mega allevamento di visoni - Il Richiamo della Foresta - Repubblica

Il progetto di realizzare a Modena quello che diventerebbe il più grande allevamento di visoni italiano, previsto con una capacità di quarantamila animali, scatena l’alzata di scudi degli attivisti in difesa delle altre specie. Associazione capofila, Essere Animali, che per sabato 21 dicembre ha organizzato un corteo di protesta e informazione, non prima di aver chiesto al Comune di Modena di prendere posizione.
“Certo, le amministrazioni locali non possono vietare per principio gli allevamenti da pelliccia, regolamentati da una legge nazionale: a tale proposito abbiamo infatti lanciato la campagna Visoni Liberi che ne chiede l’abolizione. Una proposta di legge in tal senso è già depositata alle commissioni referenti di Camera (C288) e Senato (Atto S62) e abbiamo invitato anche il Comune di Modena a sottoscrivere il disegno normativo” dicono da Essere Animali. “Ma le istituzioni modenesi non hanno le mani legate. E’ nelle loro competenze, ad esempio, valutare l’impatto sul territorio di un simile progetto, ancora in fase istruttoria”. (continua a leggere QUI!)

lunedì 11 novembre 2013

PRESIDII CONTRO PELLICCE - 16novembre2013






















VICENZA - SABATO 16 NOVEMBRE 2013 - ORE 15.00-19.00
Come per STOP VIVISECTION il 28 settembre, vogliamo ora unirci in tante città italiane lo stesso giorno nelle stesse ore per INFORMARE contro le pellicce! 
Ogni anno 15MILIONI di animali selvatici vengono uccisi per le loro pellicce!
Ogni anno 29 MILIONI di animali allevati per le pellicce vengono uccisi!
Castoro, donnola, ermellino, faina, ghiottone, leopardo, lince, lontra, lupo, marmotta, martora, moffetta, opossum, procione, puzzola, tasso, volpe argentata sono tra i più comuni animali da pelliccia che vengono catturati nel loro ambiente naturale con trappole di ogni tipo. 
Tagliole, lacci strangolanti, reti poste all'ingresso delle tane sono solo alcuni dei metodi con cui vengono catturate queste creature. Le trappole per gli ermellini sono costituite da un'esca di grasso spalmato su un tubo metallico gelato: quando l'animale lecca rimane attaccato con la lingua. 
Gli animali catturati con questi metodi restano vivi, intrappolati e sofferenti, anche per molti giorni, prima che il cacciatore venga a prelevarli. 
Succede che gli animali arrivino ad amputarsi un arto, masticandolo, pur di fuggire. Quando l'animale non muore prima di fame o freddo, viene ucciso dal cacciatore per soffocamento. 
Come se non bastasse i 2/3 degli animali intrappolati non sono animali da pelliccia e vengono abbandonati sul posto. 
Gli allevamenti di animali da pelliccia non tengono minimamente in considerazione le esigenze naturali dell'animale, puntando esclusivamente ad ottenere un manto folto e bello. 
Gli animali sono stressati, vivono in gabbie dalle dimensioni ridottissime in cui anche il pavimento è in rete per facilitare la pulizia. 
Sono costretti a subire correnti di aria e freddo, per favorire l'infoltirsi del pelo e le femmine spesso non sono altro che macchine da riproduzione.
I metodi di soppressione in allevamento cambiano a seconda delle dimensioni dell'animale. 
Nel caso di animali grossi come le volpi si usa l'elettricità infilando elettrodi nell'ano e nella bocca, oppure un proiettile nella nuca o il soffocamento da gas. 
Per gli animali di taglia più piccola come i visoni si utilizza un colpo di martello sul muso, un chiodo conficcato nella fronte oppure si annega l'animale dopo averlo tramortito. 
Altri metodi diffusi sono l'avvelenamento con stricnina ed il soffocamento con cloroformio. 
Nel caso delle pecore karakul la pelliccia si ottiene facendo abortire le femmine a bastonate 2 settimane prima del parto e poi scuoiano i feti.
Inserti per guanti, colli, cappelli, giocattoli, fodere di cappotti e ghiacche, suole per scarpe e stivali: ecco come vengono utilizzate le pelli di cane e gatto. 
Ogni anno questo commercio causa oltre 2 MILIONI di vittime tra cani e gatti. 
I più grandi allevamenti si trovano in Cina, specialmente al nord, dove la pelliccia degli animali, esposti a temperature rigidissime, cresce folta durante i freddissimi inverni. 
Le condizioni degli allevamenti sono SPAVENTOSE e gli animali affrontano un vero e proprio calvario fino alla fine dei loro giorni. 
Molto spesso cani e gatti non provengono nemmeno da allevamenti ma sono cresciuti in piccole aziende a conduzione familiare, dove vivono stipati in minuscole gabbie per poi morire in maniera AGGHIACCIANTE davanti agli occhi dei loro compagni. 
I cani vengono sgozzati e fatti morire dissanguati oppure bastonati sulla testa. 
I gatti vengono spesso impiccati con cappi metallici. 
In Italia l'allevamento l'importazione e il commercio delle pelli di cani e gatti è illegale ma bisogna fare attenzione al fatto che per nascondere la provenienza delle pelli ai consumatori, sull'etichetta dei capi d'abbigliamento vengono usati pseudonimi e nomi di fantasia.
Tutto questo non può continuare! 
E' tempo di dire BASTA a questi massacri! 
Non viviamo più nelle caverne! 
Non abbiamo bisogno di ammazzare per scaldarci e per essere bell*! 
Chi porta la pelliccia, chi indossa abbigliamento con inserti di pelo non è bell*: è brutt* fuori e brutt* dentro!

http://www.youtube.com/watch?v=0yZNW0mNjcE
http://www.youtube.com/watch?v=zWlV9K5AtLM
http://www.youtube.com/watch?v=Z9BPlQCLmuQ
http://www.youtube.com/watch?v=FkL6ytKt6uo

FONTE
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SABATO 16 NOVEMBRE 2013 - 15.00-20.00
SAREMO IN PIAZZA MAZZINI A MODENA
CON UN BANCHETTO SCENOGRAFICO
E DIVULGAZIONE DI MATERIALE INFORMATIVO
CONTRO L'INDUSTRIA DELLA PELLICCIA.



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Hi, We'll be having a protest outside 'Barnardo Furs' next
Saturday - we hope you can join us!
WHEN: 1pm - 3pm, Saturday 16th November 
WHERE: Barnardo Furs, 108 Grafton Street, Dublin 2.
WHY: http://www.naracampaigns.org/thefurtrade.html
See you there!
Laura Broxson - 086 8729 444
National Animal Rights Association
http://www.naracampaigns.org/
FONTE
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PADOVA - PIAZZA GARIBALDI 
16 NOVEMBRE 2013 - 15.30-19.00
Ogni anno 15MILIONI di animali selvatici vengono uccisi per le pellicce!
Ogni anno 29 MILIONI di animali allevati per le pellicce vengono uccisi!
In provincia di Padova ci sono allevamenti di visoni ed ermellini che ogni anno
vengono massacrati per vezzi e capricci inutili. Padovani facciamoci sentire ed 
informiamo le persone che non conoscono questa terribile realtà.

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16 NOVEMBRE 2013 - 15.00-19.00
PIAZZA DEL POPOLO - ROMA

BASTA STRAGE PER LE PELLICCE ! (NO MORE FURS)

Evento organizzato da:
Istinto Animale - Memento Naturae e Roma for Animals.

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BANCHETTO E PRESIDIO INFORMATIVO CONTRO L'USO DELLE PELLICCE E IL MALTRATTAMENTO DEGLI ANIMALI

BARI - VIA SPARANO ANGOLO VIA PUTIGNANI - 16.00-20.00
FONTE

lunedì 5 agosto 2013

GIZA ZOO by Occupy for Animals


Military General and Dr. Osama Selim: "Please protect the weak and helpless... this includes the animals!"

The animals at Giza Zoo are in grave danger during unrest in Cairo!

August 5, 2013 - Due to the emerging disharmony in Cairo and as Egypt seeks to stabilize its society, Egypt's Ministry of Interior recently published an official statement in which they mentioned that they will be using tea
r gas, poisoned gas and water canons to end the protest in El Nahda Square. This would occur close to Giza Zoo where about 2,600 animals spent their life in captivity.

These animals cannot defend themselves! They cannot run away, they can not put on gas masks, and they would inevitably suffocate to death! Plants and trees would also be affected...

Two years ago, during the unrest in Cairo, the use of tear gas outside the Israeli embassy, which is situated opposite of Giza Zoo, resulted in the death of some of the animals.

Only weeks ago, following more unrest that saw the President being taken out of office, celebrations included F16 fighter jets and helicopters flying over the city which caused the animals inside the zoo to panic. This resulted in the near deaths of the giraffes as well as other animals. Our beloved Meshmesh (the single remaining chimpanzee at Alexandria Zoo who suffered from depression and who had only a few months ago been transferred to Giza) suffered a heart attack from which he did not recover.

On August 4, 213, Egyptian animal rights activists hand over a personal letter to their Ministry of Interior "NO to tear gas!"

Dina Zulfikar, Doaa M. Sallam, Mariam Mohamed Aly and Ayman Parayez (Ahram newspaper) held a meeting with different representatives of the Egyptian government concerning the safety of the 2,600 animals who spend their life in captivity at Giza Zoo.

During this meeting with the Directorate of Security, the General Public Relation and the Security Directorate of Giza (Sherif Rogdy), they handed over a personal letter begging for the safety of the animals inside Giza Zoo.

Please HELP us to protect the animals at Giza Zoo.

Please sign our petition that sends instant emails to the Chairperson of the General Organization of Veterinary Services, Military General and Dr. Osama Selim, as well as to several other Egyptian government officials.

For further information on this petition, please visit:http://www.occupyforanimals.org/egypt--the-animals-at-giza-zoo-are-in-grave-danger-during-unrest-in-cairo.html

We thank you most sincerely, in advance, for your support.

And... PLEASE, also consider sharing this petition among your friends and contacts to increase its impact.

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To:
The Chairperson of the General Organization of Veterinary Services, Military General and Dr Osama Selim

Copy to:
Ministry of Interior
Ministry of Religious Endowment (Awkaf)
Ministry of Media
Ministry of Housing and Urban Development
Ministry of Foreign Affairs
Ministry of State Environment Affairs
Ministry of Justice
Ministry of Education
Ministry of State for Parliamentary Councils Affairs
Ministry of Tourism



Dear Military General, Dr Osama Selim,

with deep concern we watch the emerging disharmony in Cairo. As Egypt seeks to stabilize its society, may we appeal to you help to achieve and protect its civilization, a central tenet of which is to protect the weak and helpless. Civilization is built on such principles.

Dear General, we are aware that you have a lot of work and more than one worry, especially now, in these turbulent times, but we need to talk to you concerning the safety of the animals that are being held captive at Giza Zoo. They are under your responsibility and their safety lies in your hands, too.

Two years ago, during the unrest in Cairo, the use of tear gas outside the Israeli embassy, which is situated opposite of Giza Zoo, resulted in the death of some of the animals.

Only weeks ago, following more unrest that saw the President being taken out of office, celebrations included F16 fighter jets and helicopters flying over the city which caused the animals inside the zoo to panic. This resulted in the near deaths of the giraffes as well as other animals. Our beloved Meshmesh (you remember the single remaining chimpanzee at Alexandria Zoo who suffered from depression and who had only a few months ago been transferred to Giza) suffered a heart attack from which he did not recover.

In a recent statement of your Ministry of Interior, they mentioned that they will be using tear gas, poisoned gas and water canons to end the protest in El Nahda Square. This would occur close to Giza Zoo where about 2,600 animals spent their life in captivity. These animals cannot defend themselves. They cannot run away, they can not put on gas masks and they would inevitably suffocate to death! Plants and trees would also be affected.

As you most certainly know, yesterday, August 4, 2013, Dina Zulfikar, Doaa M. Sallam, Mariam Mohamed Aly and Ayman Parayez (Ahram newspaper) had a meeting with different representatives of your government during which they handed over a personal letter begging them to assure the safety of the animals at Giza Zoo.

In Giza there is a place where people can escape for a while, away from the anger, from the violence. There is a place where the children of Egypt learn about other creatures, other societies. Upon such things is a civilization built. Upon our children is tomorrow built.

Giza Zoo IS this oasis in your troubled city but it is now at serious risk.

The use of tear gas to quell any disturbance will result in many animals dying... maybe all. This place of hope, for the people, for the children, for the quest to achieve normality, will be lost... taken away.

We implore you, when controlling any street disharmony, please apply professional consideration and use alternative strategies to control the disturbance. In case this cannot be guaranteed, then an evacuation of all animals outside of Cairo, in one of your other governmental zoos, must be considered before it's too late!

Dear General, it's your duty to protect the weak and helpless... and this includes the animals!

Thank you, in advance, for protecting them!

Yours respectfully,

[signer's name]

_________________________________________________

Please sign at:

►► https://www.change.org/petitions/military-general-and-dr-osama-selim-please-protect-the-weak-and-helpless-this-includes-the-animals

And... SHARE if you CARE 

Thank you very much!

Info and pictures are compiled at: http://www.occupyforanimals.org/egypt--the-animals-at-giza-zoo-are-in-grave-danger-during-unrest-in-cairo.html


LINK FACEBOOK EVENT

martedì 4 giugno 2013

TESTO DI LEGGE CHE HA ABOLITO LA VIVISEZIONE a S. Marino | Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali

...perché se si vuole si può fare!:

LEGGE 3 ottobre 2007 n.108
“Disposizioni sul divieto di sperimentazione animale nella repubblica di San Marino”:

Visto l’articolo 4 della Legge Costituzionale n.185/2005 e l’articolo 6 della Legge Qualificata n.186/2005;
Promulghiamo e mandiamo a pubblicare la seguente legge ordinaria approvata dal Consiglio Grande e Generale nella seduta del 20 settembre 2007. (continua a leggere QUI!)

lunedì 3 giugno 2013

Brano su specismo, antispecismo, etica vegan (Claudio Serreli)

 Uccidere animali non è affatto indispensabile per la salute e la sopravvivenza umana. La risposta che veniva abitualmente offerta riguardava la supposta incapacità degli animali a provar sensazioni – considerate esclusivamente umane – quali la paura, l’angoscia, la rabbia, l’affetto, la noia. Si sosteneva che questi esseri, semplicemente, non fossero consapevoli di esistere, non avessero la capacità di formulare pensieri, di distinguere, per esempio, la differenza tra la libertà e la prigionia.

Pur considerando l’arretratezza e la mancanza di buon senso, di empatia e di sensibilità insite in questa risposta (che peraltro, oggi, è superata da prove e studi di etologia) Peter Singer chiese, allora, di considerare con attenzione il trattamento che veniva riservato a quegli umani che, per nascita o per disgrazia, non erano più in grado di formulare pensieri o di aver consapevolezza del loro essere qui e ora. Ovviamente, queste persone, ricevevano cure e attenzioni e, nessuno, a parte i nazisti di ben nota memoria, si sarebbe sognato di usarli come cavie per esperimenti, di rinchiuderli e di allevarli per sfruttarne la pelle, la carne, le ossa, il lavoro o il divertimento che potevano rendere.
Era dunque ovvio che la supposta incapacità degli animali a pensare non fosse la risposta giusta, non fosse, in altre parole, la reale discriminante che ci permetteva di decidere chi poteva essere torturato, ucciso e mangiato e chi, invece, aveva diritto alle cure e al rispetto.

Perché è chiaro che se la discriminante fosse stata unicamente quella fino ad allora esposta, anche gli umani cerebrolesi avrebbero dovuto patir le sorti degli animali cosiddetti “da reddito”.

Dopo questa “uscita” di Peter Singer, allora, diversi filosofi conclusero che quegli esseri umani avevano il diritto alla cura e al rispetto morale perché facenti parte della nostra specie, in altre parole per il solo fatto di essere umani.
E questa, in effetti, è la risposta a cui ricorrono tutte le persone che non desiderano affrontare in maniera aperta e completa la questione animale. È la risposta che si fornisce più abitualmente. Ma Peter Singer non si accontentò di questa risposta. Peter Singer chiese il perché. Chiese perché l’appartenenza ad una specie piuttosto che ad un’altra garantisse il rispetto morale, il diritto alla vita, la garanzia di non essere comprati, venduti, rinchiusi, mutilati, uccisi.

Nessuna risposta è ancora arrivata.

Ed è ovvio che sia così, per il semplice fatto che l’unica risposta possibile dovrebbe essere strettamente connessa all’ideologia del dominio: la base fondante del razzismo, del fascismo, del sessimo, del militarismo…tutti ismi da cui, in tanti oramai, pretendono di avere preso definitivamente le distanze. Se, infatti, decidiamo in maniera arbitraria che una specie può fare ciò che vuole di tutte le altre, perché mai non dovremmo accettare che una razza, un esercito, un sesso, un’elite, una casta possa fare altrettanto con tutti gli altri?

Purtroppo è sempre bene ricordare che dominare una persona, un popolo una specie significa intervenire sul suo ciclo biologico, sulla sua libertà, significa cancellare questa persona, negare la sua identità, negargli ogni opportunità di realizzazione.

L’antispecismo sceglie di superare drasticamente l’ideologia del dominio, sceglie di farlo in tutti i suoi aspetti mettendo in evidenza anche (e ovviamente non solo) la questione animale che è il primo dei tanti gradini che portano al vertice di una ben nota piramide basata sulla violenza, il controllo e la gerarchia.

Il punto essenziale, però, è che anche chi riconosce e combatte questa piramide, molto spesso, non si accorge di esserne parte integrante, di utilizzare le sue stesse dinamiche, di favorirne la crescita e la spietatezza.

Succedeva in tempi passati, quando i vecchi compagni, tornati a casa dopo le lotte politiche, sfruttavano le loro stesse mogli, o insultavano e picchiavano il figlio gay. Succede oggi a molti libertari che accettano e partecipano al dominio di tutte le specie animali, che accettano e finanziano strutture circondate da fili spinati dove vivono, stipati in luoghi angusti, terrorizzati, inseminati artificialmente, alimentati forzatamente, sfruttati e infine uccisi, miliardi di individui la cui unica colpa è quella di non essere umani.

martedì 12 marzo 2013

Attacca l'adesivo by "Oltre la specie"


ATTACCA L’ADESIVO

Campagna per la diffusione di un adesivo per la liberazione animale
Descrizione
Cari animalist* e antispecist*,
questo è un periodo di grande confusione del “movimento” animalista italiano. La confusione è dovuta sia alla breve storia delle idee rivoluzionarie necessarie a concepire gli animali da un punto di vista non più antropocentrico, sia agli inevitabili problemi che dobbiamo ancora affrontare per riuscire a diventare effettivamente un elemento di cambiamento culturale e sociale. La diversità delle nostre prassi dimostra che ogni gruppo, associazione, coordinamento ha idee differenti su come sia possibile arrivare il più velocemente possibile alla meta che tutti ci accomuna: vedere finalmente finire l’immane olocausto quotidiano subito dagli animali.
Non abbiamo certo la presunzione di avere delle risposte sul come e sul cosa si potrebbe/dovrebbe fare, anche se da sempre auspichiamo un maggiore dibattito, il più allargato possibile, tra tutte le realtà animaliste presenti in Italia. Senza una riflessione collettiva, faticosa ma indispensabile, crediamo sarà molto difficile, per non dire impossibile, poter mettere in atto delle modalità davvero efficaci per scalfire l’apparente indifferenza nei confronti della sofferenza animale.

Questa è una proposta, molto semplice, di facile realizzazione, che potrebbe essere la prima pietra, ancorché piccolissima, con cui iniziare a costruire insieme una identità più precisa per poi passare ad imbastire il lavoro per far nascere un movimento più unito e più consapevole delle proprie responsabilità e dei propri fini.

Come è successo in passato per altre campagne di sensibilizzazione su grandi temi sociali (pensiamo la faccina gialla di “Nucleare? No grazie”) proponiamo a tutti di adottare un adesivo unico, collettivo, che in un modo semplice e diretto potrà essere riconosciuto ovunque come un segno di speranza di una cultura che sta cambiando. Se questo adesivo fosse utilizzato da ogni attivista come un segnale, appiccicato ovunque per ricordare a tutti che gli animali non sono oggetti alla nostra mercé, forse ci accorgeremmo di essere in tanti a volere un cambiamento e questo ci darebbe più forza, più ottimismo e magari si rinforzerebbe in noi la consapevolezza di dover fare le cose uniti per poter far sì che le speranze diano vita a cambiamenti reali.

Siamo ben consci che non sarà un adesivo a cambiare nulla. Non è un pezzetto di carta appiccicato alla bicicletta che salverà gli animali. Non siamo così ingenui. Però non vogliamo neppure sottovalutare la spinta collettiva che un simbolo di lotta potrebbe avere sull’entusiasmo di tutti noi. Leggere la frase dell’adesivo un po’ ovunque è anche un modo per ricordare ad ognuno di noi il dovere di attivarci in prima persona per la liberazione di tutti gli animali, per cercare di aumentare continuamente di numero e di forza.

Ovviamente l’adesivo non riporta nessuna sigla di nessuna associazione. Consiste di una frase breve che non possa lasciare dubbi sul fatto che si riferisca a tutti gli animali, indistintamente. L’adesivo è stato fatto stampare in decine di migliaia di copie e verrà distribuito a tutti coloro che lo vorranno utilizzare e che ne faranno richiesta. Oppure ogni associazione o gruppo potrà stamparlo autonomamente presso una sua tipografia. 

Questo progetto potrà realizzarsi appieno solo se una grossa quantità di associazioni, gruppi e singoli attivisti deciderà di appoggiarlo. Appoggiarlo vuol dire impegnarsi per distribuire più adesivi possibile e attivarsi per dedicare un po’ di tempo e fantasia ad appiccicarli in giro.

Per aderire al progetto e per avere info e materiale contattateci su FB oppure potete scrivere a questo indirizzo marula@email.it o telefonare al 335-8376756.

COME AIUTARCI?

- METTI L'ADESIVO COME IMMAGINE DEL TUO PROFILO FACEBOOK

Siccome questa campagna sta partendo ora e necessita di essere conosciuta attraverso il passaparola, invitiamo tutti coloro che l’appoggiano a sostituire con l’immagine dell’adesivo il proprio profilo FB

- FOTOGRAFA L'ADESIVO


Speriamo di vedere l’adesivo appiccicato un po’ ovunque in tutta Italia! Ognuno di noi potrebbe investire 5 euro per comprare 100 adesivi da passare ad amici e conoscenti e da attaccare nei luoghi più disparati. Se vediamo questo adesivo in luoghi particolari, strani o divertenti, fotografiamolo e manduamo le immagini a marula@email.it Le immagini più significative saranno pubblicate.

- PUBBLICIZZA

Abbiamo bisogno di fare conoscere il progetto a più gruppi animalisti possibile. Abbiamo spedito centinaia di mail ma sicuramente non abbiamo contattato tutti. Invitiamo le persone e i gruppi che aderiscono alla campagna a pubblicizzare il progetto e coinvolgere i gruppi con cui lavorano. Clikkate mi piace e mandate ai vostri contatti!


Per qualsiasi informazione potete contattarci direttamente qui oppure inviare una mail a marula@email.it o telefonare al 335-8376756

COSTI DEL MATERIALE

Gli adesivi sono stampati, per ora, in due formati rotondi (diamtetro 9,5 cm e 14 cm). Ogni adesivo Ø 9,5 costa 3,5 centesimi. Ogni adesivo Ø 14 costa 7,5 centesimi. Abbiamo pensato di proporre dei pacchetti standard per risparmiare tempo. Nel caso, comunque, qualcuno volesse pochissimi adesivi o quantità superiori ai 1000 pezzi, ci contatti che accontenteremo tutti.

I costi COMPRENDONO le spese di spedizione

A) 90 adesivi Ø 9,5 + 5 adesivi Ø 14 = 5 euro
B) 50 adesivi Ø 9,5 + 25 adesivi Ø 14 = 5 euro
C) 30 adesivi Ø 9,5 + 35 adesivi Ø 14 = 5 euro
D) 10 adesivi Ø 9,5 + 45 adesivi Ø 14 = 5 euro

E) 190 adesivi Ø 9,5 + 10 adesivi Ø 14 = 10 euro
F) 110 adesivi Ø 9,5 + 50 adesivi Ø 14 = 10 euro
G) 70 adesivi Ø 9,5 + 70 adesivi Ø 14 = 10 euro
H) 30 adesivi Ø 9,5 + 90 adesivi Ø 14 = 10 euro

I) 290 adesivi Ø 9,5 + 15 adesivi Ø 14 = 15 euro
J) 170 adesivi Ø 9,5 + 75 adesivi Ø 14 = 15 euro
K) 110 adesivi Ø 9,5 + 105 adesivi Ø 14 = 15 euro
L) 50 adesivi Ø 9,5 + 135 adesivi Ø 14 = 15 euro