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venerdì 3 gennaio 2014

GENTE SENZA PIETA’ ALCUNA - Franco Libero Manco

"mattatoio" alemartoz.blogspot.com
Non esiste crimine più imperdonabile della sistematica e millenaria sopraffazione dell’uomo sull’animale. L’uomo ha trasformato la terra in un inferno, un luogo di terrore e di tormento per gli animali: ha disseminato stabulari, macellerie, concerie, istituti di sperimentazione; ha riempito i frigoriferi e le sue dispense di ossa e parti smembrate dei poveri animali uccisi senza pietà e senza che mai si levasse dal suo cuore un senso di ripulsa e di vergogna.

L’uomo è diventato un torturatore implacabile, un boia spietato di buoi, di cavalli, di maiali, di teneri agnelli, di incantevoli pennuti, di pesci bellissimi, di esseri miti e aggraziati, pacifici, inoffensivi e ha degradato se stesso simile a belva assetata di sangue e affamata di cadaveri. Da essere dotato di emotività, sensibilità e senso estetico si è trasformato in un malefico cannibale rozzo e spietato.Abbiamo trasformato i miti e dolcissimi vitelli dalla struggente bellezza e innocenza, le orgogliose galline, gli spavaldi puledri, i risoluti ed intelligenti porcellini, i teneri conigli, in cose da smembrare, triturare, fare a pezzi, arrostire, bollire per scaricarli nella fogna dopo essere passati attraverso il nostro stomaco insaziabile e vorace. Mai al mondo gli animali sono stati trattati dall’uomo in questo modo infame e disumano.

Urla di disperazione si levano ogni istante dai milioni di scannatoi sparsi in tutto il mondo e mai le vittime sono state così sistematicamente assoggettate; mai depravazione umana raggiunge i suoi massimi livelli come in un mattatoio. Esseri che non hanno che gli occhi per piangere e il cuore per soffrire spaventati a morte per le pene incomprensibili a loro inflitte. Esseri che non hanno la capacità di farsi capire nel nostro linguaggio, che non hanno avvocati, sindacati che li difendano, non c’è amnesty international per gli animali, non ci sono angeli o santi che vengono in loro aiuto: l’animale è solo nel suo sconfinato universo di dolore, inerme nelle mani predaci dell’uomo.

L’animale che ci guarda, con la trepida speranza di essere lasciato in pace, non sospetta che nella mente dell’uomo alberghino piani così diabolici e sconvolgenti. E i veleni della carne ostruiscono non solo le arterie del nostro corpo ma i canali della saggezza, della sensibilità, della spontanea compassione verso le vittime del suo stupido, insensato e spietato egoismo.

Ogni giorno, 365 giorni all’anno, 300 milioni di animali trovano la morte a causa dell’uomo: un coro planetario di urla disumane, imploranti, strazianti si levano inascoltate verso questo mostro sanguinario che tutto sa sacrificare per non rinunciare al piacere del palato. La carne urla e le peggiori malattie dell’uomo sono l’effetto della tremenda nemesi karmica che l’uomo attira su di se e condanna se stesso ad un destino di dolore. Lo schifo ed il ribrezzo che derivano da tali azioni superano di gran lunga ogni possibile proposito positivo.
Per millenni abbiamo costretto gli animali a lavorare per noi come schiavi ed essi, nella loro sacrale ed inoffensiva docilità, hanno obbedito pazienti e rassegnati alla tirannide umana sopportando fatiche immani, fame, tormenti, il castigo del bastone e della frusta; li abbiamo coinvolti nelle mille e sanguinarie guerre fratricide; li abbiamo tenuti in prigione, in posti orribili per tutta la loro breve e infausta esistenza; abbiamo immobilizzato i giocosi vitelli impedendo loro l’innato ed irrefrenabile desiderio di correre e di giocare; li abbiamo castrati, mutilati, tosati, li abbiamo alimentati con cibi schifosi, li abbiamo privati dell’erba, della luce del sole; abbiamo annullato la loro dignità; li abbiamo imbottiti di farmaci per impedire che muoiano prima che giungano al mattatoio; abbiamo tolto alle madri i loro piccoli mentre i loro occhi si riempivano di lacrime; li abbiamo caricati a forza sui camion blindati e li abbiamo portati nell’inferno dei mattatoi dove l’odore del sangue e la vista dei loro compagni di sventura uncinati, sventrati, fatti a pezzi, smembrati, spellati, spesso ancora vivi, li ha fatti schiantare dal terrore.

E ora abbiamo il coraggio di addentare quella maledetta, disgustosa, puzzolente, putrescente parte di cadavere che nessun condimento potrà mai rendere digeribile alla nostra coscienza. E abbiamo anche il coraggio di dare ai nostri bambini questo pasto mortifero. Siano fatte visitare ai bambini le stalle e poi i mattatoi; sia loro spiegato che le bistecche, il prosciutto o la coscia di pollo non crescono sui prati come le margherite o sugli alberi come i frutti. Il crimine della peggiore condizione umana è quello di dare ai bambini da mangiare gli animali che amano.

E non c’è opera meritoria dell’uomo che possa neutralizzare gli effetti di questa immane, folle, insensata, sistematica, criminale carneficina di esseri indifesi, innocenti, miti, generosi, buoni, belli, pazienti. Questo non trova alcun perdono sotto nessun cielo dell’universo. Ma chi mangia cadaveri si cadaverizza. E’ una regola implacabile.

In un costante e dissennato suicidio collettivo ci si ciba di animali morti, di cadaverina, di masse virali, di tessuti in decomposizione. Mangiamo i loro reni, il loro fegato, il loro cuore, il loro cervello, i loro intestini, le loro gambe, la loro lingua, la loro coda, i loro testicoli. Ogni piatto di carne porta con se un messaggio di morte: è un crimine contro la vita e contro l’integrità del nostro organismo di animali fruttariani. Ma anche gli animali hanno un dio e prima o poi la loro sofferenza ricade sui massacratori e sui mandanti, cioè i mangiatori di carne, e su coloro che ne fomentano l’utilizzo.

Ma ciò che mi sconvolge, che mi fa impazzire, che devasta il mio equilibrio e valica ogni mia possibile giustificazione è che tutto questo avviene con l’avallo, la giustificazione e la benedizione di santa romana chiesa, delle religioni specialmente di ceppo ebraico e di ogni altra religione o educatore religioso che ne fa parte. Ed io ne provo vergogna e orrore ad essere della stessa specie di coloro giustificano questo stato di cose. L’uomo non ha ancora i titoli per essere considerato tale.

martedì 27 agosto 2013

Presidio con banchetto informativo contro il consumo di carne

DOMENICA 1 SETTEMBRE 2013 A CARPI (MO)
PIAZZALE DELLA MERIDIANA C/O POSTE ITALIANE

I gruppi animalisti ANIMO e CATTOLICI VEGETARIANI insieme alle Associazioni animaliste OIPA, LAC e LAV, saranno a Carpi in Piazzale della Meridiana c/o Poste Italiane, il 1° Settembre con un presidio per manifestare contro la festa Mondiale dei Macellai. Saremo presenti con tanto materiale informativo assolutamente gratuito e disponibili a rispondere a qualsiasi domanda.



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lunedì 5 agosto 2013

Senza carne bovina, 4 miliardi di persone in piu' avrebbero cibo a sufficienza - Francesca Mancuso

Carne bovina: uno spreco di calorie. Se gli Stati Uniti azzerassero l'allevamento dei bovini e il consumo di carne, essi sarebbero in grado di nutrire tre volte tanto il numero di persone che riescono a sfamare oggi. Che il consumo di carne non sia un grande affare per la salute umana e quella del pianeta, lo si sapeva da tempo. Ma un nuovo studio condotto dalla University of Minnesota ha messo in luce che mangiare la carne comporta un enorme spreco di risorse. ((continua a leggere QUI!)

lunedì 22 aprile 2013

Proposta per una seria riflessione ai "vegetariani"

Voglio proporre ai vegetariani, molto semplicemente ed in parole povere, un piccolo esame di coscienza ed una grande riflessione. 

Forse non (tutti) sanno che:

- quando si cibano di uova sono complici dello sfruttamento e maltrattamento di galline allevate in piccole maleodoranti gabbiette che non permettono di vivere secondo la loro natura e solo a quello scopo, e della morte atroce di milioni di pulcini maschi economicamente inutili alla produzione di uova lasciati a morire di fame o tritati vivi;
- quando bevono latte vaccino o si cibano di formaggio e latticini vari, sono complici dello sfruttamento e delle sofferenze di mucche allevate a tale scopo, nonchè della morte dei loro vitelli a cui era destinato quel latte. Infatti le mucche per fare tanto latte vengono inseminate (stuprate) artificialmente per essere continuamente gravide in modo che producano latte in continuazione che dovrebbe essere dato al vitello.
Il vitello viene allontanato subito dopo la nascita: la loro destinazione successiva (sei mesi dopo), è il macello. Questa situazione, protratta nel tempo, causa seri problemi psicofisici che si evidenziano nella grandezza abnorme delle mammelle, nella sofferenza nel vedersi sottrarre il cucciolo, anno dopo anno per 5/6 anni, fino alla fine quando, nello sfinimento fisico totale, tanto che non hanno più la forza di alzarsi semplicemente per camminare...per andare dove poi? Sul camion che le porterà al macello! 

Con il modo di mangiare che ci hanno imposto, abbiamo assoggettato al mero profitto di alcuni, miliardi di animali che potrebbero vivere, per più anni, felici ed in modo naturale. Possiamo scegliere di lasciare che il mondo e gli animali muoiano di sofferenza e di stenti oppure di assumerci la grande responsabilità che dà la consapevolezza, informarci di più e correttamente, e smettere di consumare uova, latte e latticini: sono solo "prodotti" provenienti da crudeltà e morte...non dovrebbe essere difficile da capire! GO VEGAN! 
Liberi Tutti! 

Altri link d'informazione: 
http://www.all4animals.it/2013/04/30/linferno-delle-galline-ovaiole-litalia-bacchettata-dalla-ue-per-la-gabbie-troppo-strette/

"Finchè penserai di cambiare le cose mangiando salame e cotechino, non cambierà mai nulla! Sei avvitato sulla tua situazione, e te ne freghi della violenza, delle sofferenze inflitte ad esseri innocenti. 
Appartieni al sistema della vergogna che ti vede schierata/o in prima linea. 
Senza contare il danno ambientale, sociale, economico, sanitario. Senza contare la fame nel mondo che con la tua lugubre degustazione produci. Questo è il dramma di cui non ti rendi ancora conto. 
E' questa la catena da rompere. 
Quando gli animali torneranno ad essere liberi di nascere, di vivere e di morire a loro piacimento, solo allora si potrà assistere alla nascita di quel nuovo mondo di cui ti stai ignobilmente riempiendo la bocca." [Luigi Boschi]

lunedì 8 aprile 2013

Riflessioni sull'acquisto di agnelli

Vorrei riportare, per completezza, correttezza e per una riflessione più approfondita, l'interessantissimo ed articolato post di Barbara Balsamo apparso su Asinus Novus qualche tempo fa, che ho fatto oggetto di un mio post in versione stralciata - ma non per questo meno esauriente - su questo blog, e l'altrettanto interessante post-riflessione sul tema, scritto, in replica, dalla redazione di Musi e Muse
Vi consiglio, inoltre, di leggere attentamente gli interessanti commenti ad entrambi gli articoli-post. Ho già la mia opinione in merito: sono assolutamente contrario alla compravvendita ed al commercio di animali. Non voglio annoiarvi ulteriormente.

Chi mangi, perchè lo mangi e come lo mangi di Barbara Balsamo 

Mangiare animali è un’abitudine che si è stratificata nel tempo. Non ci facciamo più caso ormai, mangiamo e basta senza guardare chi mangiamo. Gli animali si trasformano in pezzi ben identificati dal linguaggio tecnico dei macellai, che ogni tanto, come nei cortocircuiti, hanno risonanza con noi: spalla, coscia, petto, lingua, testa. Quando si parla degli animali da reddito si parla di cose. In questo periodo tutto è ancora più commovente. Si avvicina la Pasqua e come per tutte le altre tradizioni cristiane – e non – gli animali sono al  centro… si al centro del banchetto. Vuoi perchè simbolo di innocenza, vuoi perchè simbolo di abbondanza, vuoi perchè in quel giorno si mangia pesce e non carne insomma dove ti giri ti giri non importa chi preghi e perchè, mangi comunque un essere senziente, un individuo diverso da te. Questo orrore che per il (Continua a leggere QUI!)


Riflessioni sull’acquisto degli agnelli di Redazione scambiconMeM 


L’articolo di Barbara Balsamo esprime un durissimo giudizio verso quegli animalisti che acquistano agnelli o altri animali da reddito. Questa presa di posizione, seppur comprensibile nelle sue motivazioni, non lascia forse trasparire una grave incomprensione verso le pratiche di volontariato e più generalmente verso il rapporto con gli animali che è presente in alcune parti della società? L’autrice dell’articolo fa riferimento a singoli o gruppi che raccolgono fondi per acquistare agnelli, al fine di sottrarli alla macellazione. Ora, poiché tali iniziative vengono distinte dai «riscatti aperti» di animali, si potrebbe credere che l’articolista stia suggerendo che si tratti di vere e proprie truffe; nel qual caso esse andrebbero apertamente denunciate e ostacolate. Tuttavia (Continua a leggere QUI!)

lunedì 1 aprile 2013

Animals should be off the menu

"Credetemi, ogni singolo boccone di carne che mangiamo è uno schiaffo sul viso bagnato di lacrime di un bambino che muore di fame." 
Philips Wollen


domenica 31 marzo 2013

Pasqua: Confagri, crollo ordini agnello


(ANSA) – ROMA, 30 MAR – “Pasqua di austerita’ per i consumatori, ma anche per le aziende zootecniche, che sono in grande difficolta’: le aziende ovicaprine – dice la Confagricoltura – hanno avuto una sensibile riduzione degli ordini fino al 40%, con la Gdo che ha gia’ previsto offerte speciali per questo tipo di carni. Il settore, diversamente dalle attese, si e’ visto ridurre considerevolmente gli ordini per un aumento di import da Ungheria, Macedonia ma anche per un forte calo delle richieste dei consumatori”. Fonte: Ansa.it
Solo crisi economica o cambio di rotta nei consumatori? (continua a leggere QUI!)

sabato 30 marzo 2013

Cibo SpA - Sai davvero cosa mangi?

"FOOD, Inc. (Cibo SpA) è un’inchiesta documentario del regista americanoRobert Kenner e parla della catena diproduzione del cibo di massa negli Stati Uniti. Un processo che il consumatore spesso non conosce e non arriva nemmeno ad immaginare.
Food Incorporated si snoda attraverso tutti i livelli della catena di produzione del cibo negli U.S.A., dalla carne agli ortaggi e affronta in le innumerevoli distorsioni causate dall’attuale politica dell’industria del cibo, portando lo spettatore a riflettere fortemente sul modello economico e alimentare corrente." (continua a leggere QUI!)

lunedì 25 marzo 2013

La sofferenza delle mucche "da latte" by Gina Galiffa

Le mucche vengono costrette a produrre 10 volte tanto il latte che servirebbe al loro cucciolo per vivere. E' OVVIO che questo metta a dura prova il loro fisico, insieme alle condizioni terribili in cui sono tenute negli allevamenti. E' OVVIO che dopo pochi anni di tale tortura questi animali siano letteralmente a pezzi.

Nella maggior parte dei casi, si riesce a finire lo sfruttamento un po' prima che la mucca non sia più capace di reggersi in piedi, in sostanza a "rottamarla" quando non è più abbastanza produttiva ma ancora si regge sulle sue zampe; in alcuni casi invece le povere mucche diventano "mucche a terra" prima del tempo previsto per la loro "rottamazione". E' illegale trasportarle al macello in queste condizioni, certo, quindi chi lo fa commette un reato, ma se vengono invece uccise sul posto, è molto meglio per le mucche? In questo caso è tutto legale, ma è anche GIUSTO? Basta questo a mettere a posto la situazione? E, allo stesso modo, è giusto che quelle che ancora si reggono in piedi vengano tranquillamente caricate in camion e portate in un mattatoio puzzolente di sangue e siano sgozzate e fatte a pezzi?

Tutto questo non è illegale. E' normale, quotidiano, è quello che accade per avere nei negozi latte, burro, panna, yougurt, mozzarella, formaggi di ogni genere.

Quindi è perfettamente inutile scandalizzarsi per le illegalità commesse da allevatori, trasportatori, veterinari, quando la quotidianità del tutto legale è altrettanto terribile.

Guardate le espressioni di queste mucche, guardate la sofferenza che traspare dai loro occhi, che è una sofferenza dovuta al dolore fisico, ma è anche sofferenza psicologica, perché queste creature sono costrette a partorire un vitello ogni anno, solo così producono latte, non esiste una "magia" che rende un mammifero in grado di produrre latte, questa magia si chiama "parto" e accade in tutti i mammiferi, umani inclusi. Il cucciolo viene portato via dalla madre appena nato, viene confinato in piccoli box per 6 mesi e poi ammazzato e la sua carne venduta, oppure ammazzato subito, oppure lasciato morire d'inedia (come accade ai bufalini, gli scarti della produzione di mozzarella di bufala).

Potete immaginare la sofferenza di questa separazione, unita alla prigionia sia per la madre che per il figlio, cui si aggiunge, per le madri, la costrizione a una produzione pari a 10 volte tanto quello che il suo corpo è in grado di produrre?

Questa è la normalità in tutti gli allevamenti, nessuno escluso. Le mucche "da latte" non sopravvivono a lungo, dunque. Erano 5-6 anni, una volta, ormai sono diventati 2-3 anni, poi sono "da buttare". Ma se anche la tendenza venisse invertita, e si producesse molto di meno, in modo da non "consumare" le mucche, credete che sia possibile ottenere del latte "senza crudeltà", cioè mantenere tutte le mucche e tutti i loro figli per la loro durata di vita naturale, 20-30-40 anni, e in condizioni di non sofferenza? Ovviamente no, è ridicolo pensarlo, dove mai si troverebbero lo spazio, il mangime, le risorse e i soldi per farlo?

E dunque, per tutti voi che provate orrore per queste sofferenze e queste uccisioni, voi che avete deciso di diventare vegetariani per non uccidere animali per la vostra alimentazione, voi che dite di amare gli animali... per tutti voi, l'unica scelta possibile, etica, compassionevole, LOGICA è quella di smettere di consumare latte e latticini, perché questi "alimenti" uccidono mucche e vitelli fanno vivere loro una vita d'inferno per quei pochi mesi o anni loro concessi.

Altra scelta non c'è. La responsabilità, nel bene e nel male è solo vostra, non di allevatori e trasportatori e macellatori.

L'unica scelta è quella VEGAN. Perché anche per la produzione di uova valgono considerazioni del tutto analoghe.

Solo così potrete godervi i vostri piatti preparati con ingredienti vegetali, che sono più buoni e invitanti di quelli ottenuti dalla sofferenza e dalla morte di esseri senzienti che non abbiamo nessun diritto di torturare e uccidere.

Per diventare vegan: 
www.VegFacile.info




sabato 16 marzo 2013

GLI ALLEVATORI RINGRAZIANO DI CUORE GLI ANIMALISTI! by Barbara Balsamo

In questo mondo di sfruttamento e di dominio gli animali vivono all'inferno. Gli allevamenti sono i luoghi in cui tutto ha inizio per poi terminare atrocemente nei macelli (nella migliore delle ipotesi). Eh si, noi "animalisti" lo sappiamo bene vero? Quante volte, noi abbiamo denunciato questo scempio? Quante volte scriviamo, pubblichiamo, denunciamo l'olocausto animale? Siamo pronti a firmare petizioni, fare manifestazioni, presidi, denunce, liberazioni... Il massimo del nostro impegno si scatena in prossimità delle feste, Natale, Pasqua... già la Pasqua, periodo di angoscia per gli amanti degli animali poichè è proprio in questo periodo che migliaia di cuccioli vengono strappati alle loro madri e sgozzati a soli pochi giorni di vita. Una fine orrenda che perfino un onnivoro non riesce a tollerare!
Ci si inventa di tutto per salvarli, dalle campagne di boicottaggio ai numerosi presidi informativi, alle liberazioni e adozioni. Ma con grande stupore da 2 anni a questa parte e quest'anno in particolare, sta prendendo piede una nuova "moda", una forma di salvataggio davvero esemplare. Si, ora gli agnelli si comprano!!! sotto il ricatto emotivo del "morirà" siamo tutti pronti a mettere mano al portafogli, senza pensare, paghiamo, compriamo le loro vite. quante? 10, 20, 30. Il più possibile, perchè saranno tutte vitesalvate, senza pensare troppo alle conseguenze. Già, senza pensare alle conseguenze. Infatti non si pensa che acquistando molti agnelli chi ci guadagnerà saranno solo coloro che noi contestiamo e denunciamo essere la causa della loro vita di inferno. Chi ci guadagnerà saranno coloro che il prossimo anno ne alleveranno il doppio, il triplo, incastrandoci in un circolo vizioso simile a quello dell'usura! più se ne comprano oggi più se ne allevano domani. Come dire che l'agnello comprato oggi genererà la sofferenza di almeno tre suoi simili domani. Comprando agnelli si genererà anche la convinzione che tutto si compra, anche la vita. Mi rendo conto che chi aderisce a queste iniziative lo fa certamente perchè desidera contribuire al salvataggio di una vita ed è persuaso che non ci sia scelta. La mia non vuole essere una critica alle singole persone che per sentire personale hanno operato in questa direzione bensì una riflessione profonda sul fenomeno.

L'acquisto di esseri senzienti, come già ribadito nel mio articolo http://asinusnovus.net/2013/03/04/chi-mangi-perche-lo-mangi-e-come-lo-mangi/ ha delle ripercussioni di portata catastrofica in termini di struttura e dinamiche sociali e culturali.
Quello che davvero mi turba è che queste iniziative istituzionalizzano e legittimano un certo modo di pensare e di agire trasformando il piano del sentire individuale in uno collettivo - consumistico in cui ci si potrà tranquillamente sedere in poltrona senza pensare troppo e adagiarsi perchè basterà pagare per allegerire la coscienza, basterà comprare per aiutare una creatura innocente. In fondo non siamo lontani da quel concetto di carità che alcune religioni ci trasmettono. Da domani andrò al supermercato dicendo di aver salvato 2 melanzane 2 carote e 3 patate. Tutto al prezzo di 10 euro.

In questo articolo viene osannato l'operato di un signore che ha lanciato una campagna di acquisti di agnelli su facebook che ha raccolto ben 1000 euro da versare direttamente agli allevatori degli agnelli comprati nel numero di 10 e che ha visto la partecipazione di 30000 persone.


La zona interessata da questa campagna acquisti è il biellese, nota per gli allevamenti di malgari, per la produzione di bovini, ovini e caprini, nota per la produzione della lana, dei formaggi e del latte.
Chi ne uscirà davvero soddisfatto e vincitore saranno proprio loro, gli allevatori, felici che ci siano gli "animalisti" a risollevare le loro sorti, visto che negli ultimi anni stavano scomparendo.
Magari il prossimo anno potremmo lanciare una nuova campagna di solidarietà: adotta un allevatore e tutti i suoi animali!! chissà che magari a forza di stare con noi "animalisti" non diventino anche loro vegani.

domenica 24 febbraio 2013

UE e procedura d'infrazione by "Animal Amnesty"

Oggi la UE ha aperto procedura di infrazione per il mancato rispetto della direttiva 2008/120/EC in vigore dal 1° Gennaio. 
Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Grecoa, Irlanda, Polonia e Portogallo sono accusate di non rispettare il divieto delle gabbie di detenzione per le scrofe in allattamento come previsto dalla direttiva. 
continua a leggere qui: UE e procedura d'infrazione