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martedì 12 aprile 2011

LA MAIL DI GREENPEACE...

Ciao a tutti,
a un mese dal disastro di Fukushima, l'agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha innalzato al livello massimo di 7 - come Cernobyl nel 1986 - la classificazione dell'incidente.
Questa decisione arriva terribilmente in ritardo. Greenpeace l’aveva chiesto già tre settimane fa, ottenendo dal governo una risposta inconsistente: una limitata evacuazione delle aree attorno alla centrale.
Oggi il governo giapponese fa un passo avanti ma non basta: bisogna proteggere più di un milione di persone che vivono nella zona metropolitana di Fukushima e nell’area di Koriyama, dichiarando ufficialmente la zona sotto lo stato di protezione.
Noi – con il nostro team sul posto - continueremo a dare sostegno alla gente di Fukushima fornendo dati indipendenti sui livelli di contaminazione. Contribuisci anche tu al nostro lavoro di monitoraggio, aiutandoci con  una donazione oggi stesso!

Grazie!

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia

lunedì 11 aprile 2011

Giappone: nuova scossa a un mese da catastrofe

ANSA, Ultimo aggiornamento: 11/04/2011

Giappone: nuova scossa a un mese da catastrofe

Magnitudo 7,1. Fukushima, sara' estesa zona evacuazione



Giappone: nuova scossa a un mese da catastrofe
TOKYO - Una nuova forte scossa di terremoto - 7,1 gradi Richter - ha colpito oggi la costa nord-orientale a un mese esatto dalla catastrofe, sisma 9 di magnitudo e tsunami, che fece 27.000 vittime fra morti accertati e dispersi. Il sisma di oggi - dice l'istituto di geofisca americano Usgs - e' avvenuta alle 17:17 (le 10:17 in Italia) con epicentro sulla terraferma a soli 13 km di profondita' nella zona di Iwaki, nella prefettura di Fukushima, a 81 km dalla disastrato centrale nucleare, della quale ha tagliato momentaneamente l'alimentazione elettrica ai reattori 1, 2 e 3 e provocando l'allontanamento immediato del personale della Tepco al lavoro per domare la radioattivita'. L'allarme tsunami e' scattata per un tratto di costa fra le prefetture di Fukushima e quella di Miyagi, ma e' stato revocato dopo poco.
"L'iniezione di acqua per raffreddare i tre reattori (1,2 e 3 di Fukushima) si e' arrestata quando l'alimentazione elettrica si e' interrotta" per il sisma, ha comunicato un portavoce della Tepco, assicurando che non ci sono nuove conseguenze negative per l'impianto. La corrente e' stata poi ripristinata in breve tempo ed e' ripreso il pompaggio dell'acqua. Intanto il governo ha deciso di estendere il raggio di evacuazione della popolazione attorno a Fukushima, per ora fermo a 20 km. Il segretario del governo, Yukio Edamo, ha citato il villaggio di Iitate, a 40 chilometri dalla centrale, parte della citta' di Kawamata e altre zone, tra quelle che "potrebbero accumulare 20 millisievert o piu' in un anno". "Non c'e' bisogno di evacuare immediatamente", ha poi aggiunto, senza fornire ulteriori precisazioni. Un paio d'ore prima del nuovo terremoto, il nord-est del Giappone si e' fermato per un minuto per ricordare la catastrofe dell'11 marzo nell'ora esatta in cui parti' la grande scossa, le 14:46 (le 07:46 in Italia), seguita dal disastroso tsunami. Il primo ministro, Naoto Kan, infine, ha inviato a vari quotidiani del mondo un messaggio di fratitudine per la solidarieta' verso il Giappone: "In un momento disperato, gente di tutto il mondo s'e' stretta a noi, ispirandoci speranza e coraggio".

(ANSA da MSN)

lunedì 14 marzo 2011

Giro doverosamente mail di Green Peace




Ciao a tutti,
In Giappone l'emergenza nucleare è ancora fuori controllo. I reattori stanno saltando uno a uno e una fuoriuscita massiccia di materiale radioattivo impedirebbe ulteriori interventi, con il rischio di altre esplosioni e altri rilasci di radioattività.


Ma intanto in Italia politici e cosiddetti esperti del nucleare continuano con dichiarazioni idiote che minimizzano ciò che sta accadendo.
Perchè? Gli sciacalli hanno un piano: far fuori le rinnovabili per fare largo al nucleare.
Ecco il “piano degli sciacalli” in tre punti:
> Ieri: con un decreto fermare la corsa delle energie rinnovabili in Italia, uno dei pochi settori economici in crescita in un Paese in ginocchio;
> Oggi: minimizzare i rischi del nucleare e fare finta che in Giappone tutto sia sotto controllo; sprecare 400 milioni di euro non accorpando il referendum nucleare alle amministrative di maggio;
> Domani: far pagare in bolletta a tutti gli italiani il conto (almeno 7 miliardi di euro a centrale) garantendo la copertura dei costi fuori mercato del nucleare.

Basta subire l’idiozia degli sciacalli! Il Referendum nucleare è una possibilità unica per fermarli.
La petizione che abbiamo lanciato per chiedere al Ministro Maroni di accorpare amministrative e referendum ha quasi raggiunto le 50 mila firme.

Partecipa anche tu a questa mobilitazione: diffondi la petizione in rete, condividila su Facebook e inoltrala ai tuoi contatti.

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia