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venerdì 10 gennaio 2014

We will remember - Animal Rights


Splendido video di una demo eseguita da Animal Rights in Australia a Melbourne. Ricordiamoci sempre di dare voce a chi non ce l'ha, a chi è sfruttato, allevato e         macellato per essere ingurgitato dall'ignoranza, dalla inconsapevolezza e dalla malvagità di molti, troppi esseri "umani". Occorre collegare e far collegare la mente al cuore. Non è necessario uccidere per mangiare e per vivere!! Go Vegan! (G.B.)                                   

lunedì 23 dicembre 2013

Mangiare animali nuoce alla salute - greenreport.it

Il forte consumo di proteine animali produce maggiori probabilità di trasmissione all’uomo di agenti patogeni di origine animale. La Fao sollecita la crescita della prevenzione e sostiene la necessità di guardare alla salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi come a un unico insieme necessario alla vita.
foto: ilmanifesto.it
Il 70 per cento delle nuove malattie che sono emerse negli esseri umani negli ultimi decenni sono di origine animale e, in parte, direttamente connesse con la ricerca umana di maggior cibo di origine animale. Questo è il dato di maggior significato che è emerso dal nuovo rapporto della Fao “World Livesstock 2013: Changing Landscapes Disease.
«La continua espansione dei terreni agricoli in aree selvagge, insieme al boom a livello mondiale della produzione animale, ha significato che il bestiame e la fauna selvatica sono maggiormente  in contatto, e noi stessi siamo a contatto con animali molto più che in passato – ha dichiarato Ren Wang, vice direttore generale della Fao, del Dipartimento Agricoltura e tutela dei consumatori – Ciò significa che non possiamo affrontare la salute umana, la salute animale e la salute degli ecosistemi in modo isolato gli uni dagli altri, dobbiamo guardare a loro nell’insieme, e affrontare le cause della comparsa della malattia, la sua persistenza e diffusione, piuttosto che semplicemente combattere contro le malattie dopo che sono emerse».
I paesi in via di sviluppo devono affrontare un onere enorme per le malattie umane, del bestiame, e altre di origine animale ma che sono trasmettibili agli esseri umani e questo rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo e alla sicurezza alimentare. Ricorrenti epidemie del bestiame incidono sulla sicurezza alimentare, sui mezzi di sussistenza e sulle economie nazionali e locali dei paesi poveri.
Nel frattempo, i rischi per la sicurezza alimentare e la resistenza agli antibiotici sono in aumento in tutto il mondo, anche a causa della globalizzazione e del cambiamento climatico. Secondo quanto riportato nel rapporto “World Livestock 2013”, “l‘incremento demografico e la povertà, insieme a sistemi sanitari e infrastrutture igienico-sanitarie inadeguati, restano importanti motori della dinamica della malattia. Ma nella spinta a produrre più cibo, gli esseri umani hanno ricavato vaste aree di terreno agricolo in aree precedentemente selvatiche, mettendo se stessi e i loro animali in contatto con le malattie della fauna selvatica.  Infatti, la maggior parte delle malattie infettive che sono emerse negli esseri umani dal 1940 ad oggi si possono far risalire alla fauna selvatica- continua il rapporto Fao.
Ad esempio, è probabile che il virus della Sars emerso negli esseri umani sia stato trasmesso prima dai pipistrelli alle civette e, infine, si è esteso agli esseri umani attraverso i mercati di animali. In altri casi, si è verificato il contrario: il bestiame ha introdotto agenti patogeni in aree naturali, che hanno avuto conseguenze sulla salute della fauna selvatica.  Contemporaneamente molti più esseri umani sono in movimento rispetto al passato, e il volume delle merci e dei prodotti nel commercio internazionale è a livelli senza precedenti, fenomeni che danno agli organismi patogeni la possibilità di viaggiare per il globo con facilità”.  Le fluttuazioni climatiche, poi, stanno avendo un impatto diretto sul tasso di sopravvivenza ambientale degli agenti patogeni, soprattutto nelle zone calde e umide, mentre il cambiamento climatico influenza gli habitat degli ospiti, i modelli migratori e le dinamiche di trasmissione della malattia.  Nel rapporto viene specificato inoltre che il modo in cui gli esseri umani allevano e commerciano gli animali hanno avuto effetti su come le malattie emergono e si diffondono.
La maggiore richiesta, nella dieta, di proteine animali ha portato ad un aumento dell’allevamento di bestiame con vantaggi nutrizionali, ma che ha generato anche una serie di problemi come il rischio maggiore che agenti patogeni di origine animale passino all’uomo. Secondo la Fao per ovviare a questa criticità è necessario un maggior investimento in prevenzione. A tal fine l’organizzazione dell’Onu  sostiene l’approccio “un’unica salute”, guardando all’interazione tra fattori ambientali, salute degli animali e salute umana e facendo sì che professionisti della salute umana, veterinari, sociologi, economisti, ecologisti lavorino insieme nell’ambito di un quadro olistico.
Il rapporto della Fao individua quattro fronti principali d’intervento: ridurre gli oneri per gli esseri umani e per gli animali delle malattie endemiche derivanti dalla povertà; affrontare le minacce biologiche provocate dalla globalizzazione e dal cambiamento climatico; fornire gli alimenti di origine animale più sicuri; impedire che gli agenti patogeni passino dalla fauna selvatica agli animali domestici e all’uomo.
«C’è infine bisogno di meccanismi più forti per lo scambio internazionale delle informazioni sulle malattie degli animali in generale, così come sulle migliori pratiche di allevamento del bestiame e la gestione dei rischi per la salute degli animali, nell’ambito della strategia “Un’unica salute”», hanno concluso dalla Fao.
FONTE

Un piacevole video da non perdere...

domenica 22 dicembre 2013

Farm to Fridge - The Truth Behind Meat Production - Mercy for Animals

"Farm to Fridge - Dalla fattoria al frigo" è un documentario che "Mercy for Animals" ha pubblicato nel 2011.
Da allora la situazione per gli animali destinati alla macellazione per l'alimentazione umana non è assolutamente migliorata.
Non pensiate che lo sfruttamento ed i maltrattamenti subiti dagli animali nel video siano casi specifici ed eccezionali di alcuni allevamenti americani. Non createvi l'alibi per continuare a pensare che qui da noi è diverso, gli animali vengono trattati con rispetto, compassione e secondo la legge: non è vero per il semplice fatto che la costrizione, la mancanza di libertà, il non potersi esprimere secondo natura sono già maltrattamenti e torture.
Immaginatevi pigiati in un camion assieme ai vostri amici e fratelli. Destinazione ignota. Paura e stress per quello che potrà accadere.
Immaginate di non potervi nemmeno girare o alzare per sgranchire le gambe in una maledetta gabbia di ferro che continuate a rosicchiare perchè ormai siete pazzi a causa della prigionia, seppur innocenti.
Immaginate che poco dopo aver partorito vi portino via tutti i figli.
Immaginatevi di subire uno stupro da qualcuno dietro di voi che vi infila qualcosa dentro e dopo qualche mese tornare a figliare.
E questo in un ciclo continuo finchè non arriva il momento della mattanza.  
Immaginatevi, essendo un volatile, di non avere lo spazio per aprire le ali, razzolare per terra, mangiare sempre la stessa sbobba tutti i giorni e fare un figlio che non rivedrete mai più.


La vita, qualsiasi vita, deve essere rispettata!!!

Una stima numerica approssimata per difetto degli animali sacrificati per il palato umano e per il profitto delle multinazionali della carne è di circa 53 miliardi ogni anno.
Altri milioni di esseri viventi sono imprigionati, torturati, sfruttati e uccisi nei laboratori, per divertimento o per essere indossati da stupidi, inconsapevoli e crudeli esseri umani.
Ogni anno, ogni mese, ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo ciò avviene in luoghi nascosti alla nostra vista perchè gli affari economici ed i profitti finanziari di alcuni possano prosperare.
Non ci sono giustificazioni per coloro che sanno e continuano indifferenti a rimanere complici di questo olocausto.      

sabato 12 ottobre 2013

ALIMENTI CHE PUZZANO, ALIMENTI CHE PROFUMANO - Franco Libero Manco

Vi sono “alimenti” vegetali incompatibili con l’organismo umano che se assunti causano la morte (la cicuta, alcuni tipi di funghi ecc.); vi sono alimenti che l’organismo umano in qualche modo li tollera ma che a breve o a lunga scadenza di tempo generano malattie in chi se ne nutre, come i prodotti animali e loro derivati, i cibi industrializzati ecc.; e poi vi sono alimenti adatti alla specie umana, come la frutta, la verdura, i germogli, le radici, i semi ecc. Naturalmente non tutta la frutta, come non tutti i vegetali e non tutti i semi sono commestibili per l’uomo.
Per capire quale è l’alimento adatto alla nostra dieta occorre far riferimento alla struttura del nostro organismo predisposto fisiologicamente come quello degli animali frugivori e costituito da: proteine, minerali, vitamine, grassi, zuccheri, acqua ed oligoelimenti. Oltre a questi, l’alimento adatto alla nostra dieta è necessario sia anche ricco di enzimi digestivi e fibra. Qualunque alimento privo o scarso di uno o più di questi componenti nutrizionali, costringe il nostro organismo ad attingere alle sue riserve generando nel tempo carenze nutrizionali. Allo stesso modo quando facciamo uso di prodotti incompatibili con la biologia del nostro organismo, come il fummo di sigaretta, caffè, zuccheri industriali, alcol ecc. vengono impegnate le nostre risorse immunitarie per neutralizzare gli effetti negativi.
Un fatto è saziarsi, un altro è nutrirsi. La gente raramente si interessa dei componenti nutrizionali degli alimenti che usa mangiare: solo perché si è saziata crede di aver assolto al suo compito nutrizionale, ma se gli alimenti sono poveri di alcuni nutrienti le nostre cellule restano affamate e quindi, come si diceva, il nostro organismo è costretto a ricorrere alle sue riserve, con le conseguenze che ne derivano. In sostanza, non è tanto importante ciò che si mangia quanto ciò che si esclude dalla propria dieta.
Un’organismo in via di decomposizione emette il tipico fetore della morte. La puzza serve a tenere certi alimenti lontani dalla nostra dieta. Un alimento, considerato allo stato naturale e crudo, per essere considerato adatto all’alimentazione umana deve essere attraente, profumato e soprattutto buono e gradevole. Naturalmente non tutti i frutti o le erbe profumate sono adatte alla nostra alimentazione: il basilico, la menta, il rosmarino ecc. per esempio sono profumati, ma al loro stato naturale, cioè crudi, non sono gradevoli al palato. La mortadella profuma, ma non è la materia base che profuma bensì le spezie e gli aromi, aggiunti per camuffare il fetore della carne di cui è fatta. Gli stessi cereali diventano appetibili solo se conditi. La carne o il pesce sono agli antipodi dall’avere le caratteristiche per essere considerati adatti all’alimentazione umana. Un pezzo di carne, allo stato naturale, sanguinolenta e sempre in via di putrefazione, è quanto di più ripugnante e inadatto all’alimentazione umana. Il fetore del pesce fa capire chiaramente che non è appropriato alla dieta umana. Le uova o i latticini certo non emanano profumi. Per contro profumati, attraenti e buoni sono le pesche, le albicocche, i meloni ecc.
DETTO QUESTO UN ALIMENTO PER ESSERE COMPATIBILE CON IL NOSTRO ORGANISMO DEVE QUINDI RISPONDERE ALLE SEGUENTI CARATTERISTICHE:
1: essere esteticamente piacevole, appetibile, desiderabile;
2: avere un buon profumo;
3: essere commestibile da crudo, gradevole e gustoso;
4: essere facilmente digeribile e assimilabile;
5: avere il giusto ed equilibrato quantitativo di nutrienti;
6: essere compatibile con la morfologia umana;
7: non contenere residui chimici né adulterazioni;
8: non deve generare patologie;
9: non essere facilmente deperibile;
10: non causare danni all’ecosistema;
11:essere economicamente conveniente;
12: essere eticamente compatibile;
13. essere un alimento necessario e apportare benefici al nostro organismo.
Ebbene, carne, pesce, latticini, uova, tutti i prodotti voluttuari e industrializzati non rispondono a nessuna di queste caratteristiche, quindi non possono essere compatibili con la salute umana, e di conseguenza sono dannosi.
Il dr. Carolus Linnaeus (1707-1778), celebre botanico: "La frutta è il cibo più adatto alla bocca, allo stomaco, alle stesse mani dell'uomo, disegnate appositamente per raccogliere e mangiare frutta. E anche se il genere umano ad un certo punto della sua storia acquisì abitudini onnivore, millenni di onnivorismo non hanno cambiato di una virgola anatomia e la fisiologia del suo corpo".
Le due proposizioni del dr. Sylvester Graham:
1): esiste un rapporto definito tra costituzione fisica di un animale e il suo alimento normale;
2): l’alimento al quale un organismo è normalmente e costituzionalmente adatto è l’alimento che servirà nel modo migliore i più elevati interessi biologici, fisiologici, psicologici dell’animale o dell’uomo.
Il dr. Richard Lehne, anatomista, afferma: "L'anatomia comparata prova che la dentatura umana è totalmente frugivora e ciò è confermato dalla paleozoologia con documenti vecchi milioni di anni".
E Girolamo Savonarola, celebre frate domenicano vegetariano, ci lascia un test per la valutazione della vera fame. "I veri onnivori e i veri carnivori, quando sono affamati, sono attratti istintivamente da animali e carogne che interpretano come cibo immediato. Questo non accade mai all'uomo. Il ribrezzo che ogni uomo normale e sano prova alla vista del sangue e di un cadavere è la prova della sua natura non carnivora".

NON BASTA ESSERE VEGAN - Franco Libero Manco

Vegan sono coloro che rifiutano di nutrirsi anche dei prodotti derivati dagli animali: è la dimensione umana aperta alla solidarietà universale che supera di gran lunga la visione antropocentrica che caratterizza il pensiero e il comportamento di gran parte del genere umano. Anche se la scelta vegan è condizione imprescindibile per chiunque cerchi il benessere psicofisico, la vera realizzazione dell’uomo richiede il rinnovamento anche della propria dimensione spirituale.  
L’essere umano non è solo cibo, è anche emozioni, aria, spirito, movimento e chi cerca il benessere integrale deve necessariamente tener conto di tutte le componenti di cui è composta la sua entità. Concentrare la propria attenzione solo sul cibo per recuperare o avere una buona salute, il proprio benessere, è molto utile ma non sufficiente: i benefici per la salute possono essere transitori, parziali, se al buon cibo non si associa un sano stile di vita, un nuovo modo di percepire la realtà biologica. Occorre essere consapevoli che la rivoluzione vegana richiede la volontà di un vero rinnovamento sia del pensiero e sia della propria coscienza, la responsabilità verso il proprio bene fisico, psichico, emotivo e spirituale.
Per ottenere il benessere integrale non è sufficiente conoscere l’importanza del cibo nella nostra vita: occorre concentrarsi sull’uomo che si nutre di cibo più che sul cibo stesso. La salute non è lo scopo dominante della cultura vegan: è la componente più determinate dal momento che dal tipo di alimento resta condizionato anche il nostro pensiero e la nostra sfera emotiva, ma se le altre componenti sono trascurate i benefici sono solo transitori o aleatori.
Essere vegan non è il punto di arrivo per chi intende conseguire la vera buona salute e il vero benessere, né di coloro che scelgono questo tipo di alimentazione per motivi etici: è solo il secondo gradino che caratterizza la filosofia universalista; il passo successivo è quello dell’alimentazione tendenzialmente crudista e la propensione a consumare il frutto e non la pianta (per ciò che riguarda l’alimentazione etica). Alla dieta vegana è necessario abbinare il movimento, la costante attività fisica, la pratica della respirazione profonda di aria pulita, il contatto con la natura, i pensieri positivi, la fede verso un ideale superiore da servire.

venerdì 11 ottobre 2013

Futuro Vega Pop - Quiero vivir

The moving story of a pig on his way to the slaughterhouse
An animated music-video : drawings by Pedro Allemant and edition of the video by Veronica Ibarra for Futuro Vegapop.
www.futurovegapop.com
www.myspace.com/futurovegapop

mercoledì 11 settembre 2013

VEGAN REVOLUTION DAYS! Giornate Antispeciste 13-14-15 Settembre


Con le Giornate Antispeciste del 13-14-15 Settembre vogliamo rilanciare l'esperienza positiva del Vegan Circus Fest, dando continuità al progetto ed affiancandovene altri, come quello "botteghe di paese bio-vegan" e la manifestazione nazionale contro gli allevamenti di visoni. 
Cercheremo per questo evento di consolidare ulteriormente le sinergie e le relazioni instauratesi durante il Vegan Circus, in un clima di collaborazione e solidarietà autogestite ed anti-autoritarie.

La pagina sarà aggiornata con i vari sviluppi riguardanti l'evento di Settembre. Restate sintonizzat*!


L'evento si terrà presso l'Ostello Casale della Mora, a Vignola

*Green Riot - Animal Empathy - VCF Staff*

domenica 25 agosto 2013

NON SIAMO VEG(ETARI)ANI PERCHE’ CI PIACCIONO LE VERDURE - Franco Libero Manco

             Non siamo vegetariani perché ci piacciono le verdure, né siamo animalisti per stucchevole romanticismo: siamo vegani/animalisti non solo per opporci al sistematico massacro di miliardi di animali ogni anno nel mondo, ma perché siamo profondamente convinti che questa filosofia di vita è la sola che possa rinnovare la coscienza e il pensiero degli uomini e produrre un’umanità migliore improntata sul rifiuto della violenza, sulla valorizzazione della vita, delle diversità biologiche e del rispetto delle altrui necessità vitali.
            
             Siamo vegani/animalisti, perché è il mezzo più semplice e potente per eliminare la violenza e le ingiustizie sull’uomo, sugli animali, sulla natura; perché una persona che rifiuta di mangiare la carne per non nuocere ad un essere diverso dalla propria specie non può essere in guerra contro il suo simile; perché da ciò che mangia si determina il destino di un popolo; perché la salute, il pensiero e la coscienza degli uomini dipendono da cosa mangiano; perché finché l’umanità avrà l’attitudine a convivere con l’esistenza dei mattatoi, con gli stabulari della vivisezione, con la caccia, la pesca ed ogni attività intesa allo sfruttamento degli animali, di creature più deboli, non potrà avere quei giusti valori di solidarietà e condivisione da essere capace di realizzare un mondo migliore dell’attuale.
             
             L’umanità è come un condominio circondato da altri mille condomini, che usa sottomettere, sfruttare, schiavizzare, violentare e usare ogni forma di ingiustizia e crudeltà. Pensare poi che non sia incline a portare all’interno del suo condominio gli stessi atteggiamenti o sperare che abbia quei valori di giustizia, di civiltà e di giustizia necessari per costruire una società progredita e civile, è mera illusione.                 
            La violenza sugli animali è indicatore di pericolosità sociale riconosciuta da istituzioni come il Dipartimento di Giustizia Minorile e Prevenzione della Violenza in USA, dall’Associazione Psichiatri Americani e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un team multidisciplinare ha analizzato 278 casi in cui ai maltrattamenti agli animali sono seguiti reati contro le persone.         
            
            Occorre porre le basi per un’umanità in cui quando si parla di violenza non si intende la violenza verso gli esseri umani, ma violenza in senso lato, come principio da abolire dalla mente delle persone, dalla giurisprudenza, dalla coscienza della gente. Per questo siamo vegani.

            Siamo vegani perché riteniamo sia lo strumento che consente all’essere umano di vivere in buona salute fisica, di ritrovare la propria intelligenza positiva, ampliare la sensibilità della coscienza umana, favorire lo sviluppo della nostra dimensione spirituale.

            Riteniamo che solo attraverso i principi che animano la filosofia universalista è possibile risolvere i grandi problemi della società attuale; infatti se una persona si alimenta secondo la sua natura di essere fruttariano ritrova la salute, allunga la sua vita, risparmia sofferenza a se stessa e risorse finanziarie; se una persona sceglie di non sostenere l’esistenza degli allevamenti di animali e dei mattatoi, non contribuisce all’inquinamento dell’ambiente, alla distruzione del patrimonio boschivo, allo sfruttamento delle terre fertili da adibire a pascolo, dello spreco di risorse alimentari ed energetiche e non si rende complice della fame nel mondo.

            Riteniamo che l’etica debba uscire dai confini antropocentrici ed estendere i codici del diritto al rispetto, alla libertà e alla vita a tutti gli esseri senzienti.

            Riteniamo l’antropocentrismo, che autorizza l’essere umano a disporre della vita e della libertà degli esseri non umani, e che inclina a convivere con la logica della supremazia del forte sul debole, debba essere superato  dalla cultura biocentrica in cui è la Vita e non l’uomo al centro di ogni interesse e della stessa Creazione.

            Riteniamo che l’alimentazione vegana sia quella più conforme alle esigenze chimico-biologiche-nutrizionali degli esseri umani, ciò che consente di conservare la salute e ricuperare il benessere della persona, mentre l’alimentazione a base di carne e prodotti di derivazione animale, riteniamo siano incompatibili con la nostra natura e portatrici delle molte gravi patologie moderne.

            Riteniamo che l’individuo debba svincolarsi da condizionamenti mentali e da anacronistiche tradizioni, acquisire il giusto senso critico dei personaggi e della storia in modo da essere artefice del proprio destino e favorire la propria evoluzione morale e spirituale, attraverso il superamento della cultura sintomatologica che crea dipendenza fisica, mentale ed emozionale, per attuare la cultura delle cause prime che generano il problema.

            Riteniamo che il cibo cotto sia scarso o privo del tutto di nutrienti fondamentali e che la tossiemia e l’acidificazione del sangue siano le cause prime di quasi tutte le patologie umane.

            Riteniamo che il digiuno, come la stessa malattia, sia il mezzo più potente per riconquistare la salute.

            Riteniamo che la cultura dell’etica e della non violenza universale dell’universalismo (come eredità del pensiero dei più grandi illuminati della terra) sia l’anello mancante alla realizzazione di una società giusta e solidale, libera dalla malattia, dalla violenza e dal dolore.

            Riteniamo fondamentale lo sviluppo di una cultura intesa a valorizzare le diversità fondamentali e formali componenti il micro e macro sistema biologico in modo da superare gli antagonismi culturali, politici e religiosi per giungere all’attuazione di una visione sincretista delle grandi dottrine, scienze e filosofie.

            Riteniamo che l’individuo debba responsabilizzare se stesso verso il destino collettivo mediante l’attenta osservazione delle sue scelte personali.

            Riteniamo che l’individuo possa realizzare il suo benessere integrale e l’armonia collettiva solo nella misura in cui sarà consapevole che le 4 componenti fondamentali di cui è composta l’entità umana (fisica, mentale, emozionale e spirituale) saranno coltivate con il medesimo impegno in modo da essere tra loro armoniche e positive.

            In sostanza riteniamo che il veganismo (componente fondamentale dell’Universalismo) sia:
- atto di giustizia verso gli animali incapaci di rivendicare il loro diritto al rispetto, alla libertà e alla vita;
- rifiuto della violenza in senso lato e sviluppo di una mentalità di pace e di non predominio.
- strumento per mantenere o recuperare la salute e ridare all’essere umano la gioia del benessere integrale;
- valorizzazione delle diversità formali e sostanziali componenti la Vita;
- mezzo per tutelare la natura e debellare la fame nel mondo.

            All’interno della nostra visione universalista la componente vegana/animalista si manifesta come condizione imprescindibile del modo di essere e di interagire nel contesto sociale.           
            
            Noi non siamo igienisti, vegetariani, animalisti, ambientalisti, cristiani, buddisti, induisti o pacifisti, perché siamo tutto questo, e più ancora: la nostra visione etica del mondo e della vita si estende dall’uomo ad ogni essere vivente. Per questo il vero igienista, vegetariano o animalista è colui che vede in questa filosofia di vita la possibilità di ritrovare il suo benessere integrale e la sua felicità mediante un sentimento che sia apre all’amore non solo verso l’uomo ma verso tutto ciò che vive.
            
             Noi non diamo diete per la salute fisica o mentale, ma indichiamo la strada per eliminare le cause che generano le malattie. Il nostro intento è dare all’essere umano gli strumenti per comprendere i meccanismi chimico-biologici naturali, liberi da condizionamenti mentali, da errati abitudini, da anacronistiche tradizioni.
            
             Ma ogni grande rivoluzione passa necessariamente attraverso il mutamento del proprio essere, dalle proprie abitudini, del proprio stile di vita: richiede la volontà di uniformarsi a ciò che è buono, giusto, positivo, armonico…Per questo siamo vegani.

Vegan è Vita
Associazione Vegetariana/Vegan Animalista
Associazione di Volontariato Onlus affiliata all’EVU
via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 – 3339633050
vegetarianiroma@fastwebnet.it; c.c.p.n. 58343153; c.f.n. 97365030580
In collaborazione con ABIN (Associazione Bergamasca di Igiene Naturale)
www.vegetariani-roma.it; www.universalismo.it; www.medicinanaturale.biz

IL DESTINO DI UN POPOLO DIPENDE DA COSA MANGIA

lunedì 5 agosto 2013

Senza carne bovina, 4 miliardi di persone in piu' avrebbero cibo a sufficienza - Francesca Mancuso

Carne bovina: uno spreco di calorie. Se gli Stati Uniti azzerassero l'allevamento dei bovini e il consumo di carne, essi sarebbero in grado di nutrire tre volte tanto il numero di persone che riescono a sfamare oggi. Che il consumo di carne non sia un grande affare per la salute umana e quella del pianeta, lo si sapeva da tempo. Ma un nuovo studio condotto dalla University of Minnesota ha messo in luce che mangiare la carne comporta un enorme spreco di risorse. ((continua a leggere QUI!)

HAI MAI GUARDATO... Freedom ALF

lunedì 10 giugno 2013

LE PROTEINE ANIMALI SONO DA SEMPRE UNA SVENTURA PER L’UMANITA’ - Valdo Vaccaro

"La scienza ha già ampiamente sconfitto la carne, le proteine nobili, la B12, il ferro-eme, gli Omega3 da pesce, e tutte le varie bufalesche amenità inventate a salvataggio delle stalle e dei macelli.

La stessa OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) riconosce oggi che 30 grammi di proteine al giorno
(raggiungibili ampiamente con una qualsiasi saziante dieta crudista vegana) sono ottimali per sopravvivere, senza entrare in zona acidificazione.

Il vero nodo filosofico della questione è quello del sangue umano alcalino. Il nostro pH è 7.30-7.50, prova inequivocabile che siamo esseri non onnivori e non vegetariani, ma esseri vegani.

Ogni proteina animale manda il sangue in acidificazione, manda il sistema immunitario in leucocitosi digestiva, e manda il colon in miasma putrefattivo, in disbiosi intestinale.
Servono batteri buoni e aerobi, simbiotici e saprofiti, derivanti da disgregazione di materia prima vegetale.

Coi prodotti animali, inclusi i formaggi e le uova, ci riempiamo di batteri cattivi e anaerobi, che vivono e si propagano a miliardi in assenza di ossigeno, devastando il basso intestino. Parliamo di batteri disbiotici e putrefattivi, che causano le peggiori patologie del corpo umano.

La proteinomania è scientificamente sconfitta, anche se serviranno anni per cancellare l’ipnosi, il terrorismo, l’incredibile condizionamento che intrappola e schiavizza la popolazione mondiale."

giovedì 6 giugno 2013

HO VISTO... E HO SCELTO! | luigiboschi.it

La vita terrena è un dono a termine. Per tutti. Sta a noi scoprirne però l'opera che è diversa in ognuno di noi. Non certo suicidandoci o piantando i nostri coltelli nelle gole degli animali. E non so se ne sarei mai capace. Mi sembra poi una atrocità farlo per il piacere e non per la disperata sopravvivenza. Ho visto quei cavalli feriti salire a bastonate sui camion consapevoli del loro destino. Ho sentito le urla di quei maiali, il loro squartamento. Ho osservato quelle mucche nelle gabbie... Stavo in campagna con i cani con cui adoravo camminare da piccolo per le carraie. Ce n'era uno che mi sorrideva al mio ritorno da scuola. Per molti anni, troppi ho pensato che tutto quello fosse giusto, perché naturale. Qualcosa però ha scombussolato la mia vita. Mi sono documentato, ho cercato di capire, mi sono informato e ho dedotto che non aveva senso quel che si faceva a quegli animali. Il processo industriale ha acuito poi in modo esponenziale quella realtà artigianale. (continua a leggere QUI!)

lunedì 3 giugno 2013

Brano su specismo, antispecismo, etica vegan (Claudio Serreli)

 Uccidere animali non è affatto indispensabile per la salute e la sopravvivenza umana. La risposta che veniva abitualmente offerta riguardava la supposta incapacità degli animali a provar sensazioni – considerate esclusivamente umane – quali la paura, l’angoscia, la rabbia, l’affetto, la noia. Si sosteneva che questi esseri, semplicemente, non fossero consapevoli di esistere, non avessero la capacità di formulare pensieri, di distinguere, per esempio, la differenza tra la libertà e la prigionia.

Pur considerando l’arretratezza e la mancanza di buon senso, di empatia e di sensibilità insite in questa risposta (che peraltro, oggi, è superata da prove e studi di etologia) Peter Singer chiese, allora, di considerare con attenzione il trattamento che veniva riservato a quegli umani che, per nascita o per disgrazia, non erano più in grado di formulare pensieri o di aver consapevolezza del loro essere qui e ora. Ovviamente, queste persone, ricevevano cure e attenzioni e, nessuno, a parte i nazisti di ben nota memoria, si sarebbe sognato di usarli come cavie per esperimenti, di rinchiuderli e di allevarli per sfruttarne la pelle, la carne, le ossa, il lavoro o il divertimento che potevano rendere.
Era dunque ovvio che la supposta incapacità degli animali a pensare non fosse la risposta giusta, non fosse, in altre parole, la reale discriminante che ci permetteva di decidere chi poteva essere torturato, ucciso e mangiato e chi, invece, aveva diritto alle cure e al rispetto.

Perché è chiaro che se la discriminante fosse stata unicamente quella fino ad allora esposta, anche gli umani cerebrolesi avrebbero dovuto patir le sorti degli animali cosiddetti “da reddito”.

Dopo questa “uscita” di Peter Singer, allora, diversi filosofi conclusero che quegli esseri umani avevano il diritto alla cura e al rispetto morale perché facenti parte della nostra specie, in altre parole per il solo fatto di essere umani.
E questa, in effetti, è la risposta a cui ricorrono tutte le persone che non desiderano affrontare in maniera aperta e completa la questione animale. È la risposta che si fornisce più abitualmente. Ma Peter Singer non si accontentò di questa risposta. Peter Singer chiese il perché. Chiese perché l’appartenenza ad una specie piuttosto che ad un’altra garantisse il rispetto morale, il diritto alla vita, la garanzia di non essere comprati, venduti, rinchiusi, mutilati, uccisi.

Nessuna risposta è ancora arrivata.

Ed è ovvio che sia così, per il semplice fatto che l’unica risposta possibile dovrebbe essere strettamente connessa all’ideologia del dominio: la base fondante del razzismo, del fascismo, del sessimo, del militarismo…tutti ismi da cui, in tanti oramai, pretendono di avere preso definitivamente le distanze. Se, infatti, decidiamo in maniera arbitraria che una specie può fare ciò che vuole di tutte le altre, perché mai non dovremmo accettare che una razza, un esercito, un sesso, un’elite, una casta possa fare altrettanto con tutti gli altri?

Purtroppo è sempre bene ricordare che dominare una persona, un popolo una specie significa intervenire sul suo ciclo biologico, sulla sua libertà, significa cancellare questa persona, negare la sua identità, negargli ogni opportunità di realizzazione.

L’antispecismo sceglie di superare drasticamente l’ideologia del dominio, sceglie di farlo in tutti i suoi aspetti mettendo in evidenza anche (e ovviamente non solo) la questione animale che è il primo dei tanti gradini che portano al vertice di una ben nota piramide basata sulla violenza, il controllo e la gerarchia.

Il punto essenziale, però, è che anche chi riconosce e combatte questa piramide, molto spesso, non si accorge di esserne parte integrante, di utilizzare le sue stesse dinamiche, di favorirne la crescita e la spietatezza.

Succedeva in tempi passati, quando i vecchi compagni, tornati a casa dopo le lotte politiche, sfruttavano le loro stesse mogli, o insultavano e picchiavano il figlio gay. Succede oggi a molti libertari che accettano e partecipano al dominio di tutte le specie animali, che accettano e finanziano strutture circondate da fili spinati dove vivono, stipati in luoghi angusti, terrorizzati, inseminati artificialmente, alimentati forzatamente, sfruttati e infine uccisi, miliardi di individui la cui unica colpa è quella di non essere umani.

sabato 1 giugno 2013

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lunedì 22 aprile 2013

INTERVENTO ANTISPECISTA AL CONGRESSO REGIONALE FIM FEMCA-CISL by Tiziana "Cuore Di Animale" Stanzani


"Voglio condividere con voi fratelli questa nota, che spero rappresenterà un passo decisivo per sensibilizzare anche i Sindacati verso una coscienza nuova. Mi hanno invitata, come delegata sindacale, sul tema “altri ruoli del Delegato Sindacale” e io ho colto la palla al balzo: potevo parlare di qualunque cosa, così mi sono scatenata. Poi ho ricevuto un mucchio di applausi, un Assessore Regionale mi ha chiesto di spedirgli questo discorso, alcuni Operatori anche… Spero sarà il primo di molti interventi. Questo Congresso era importante, si svolge ogni quattro anni, e mi hanno ascoltato tutti con attenzione:

LECCO - 18 APRILE 2013 - CONGRESSO REGIONALE FIM-CISL
INTERVENTO DI TIZIANA STANZANI, RSU/RLS FIM MILANO, COMPONENTE DELL’ESECUTIVO DI MILANO, GRUPPO SALUTE E SICUREZZA.
CATEGORIE: METALMECCANICI E CHIMICI

Presenti: Segretario Nazionali FIM-CISL Alberto Monticco, Segretario Nazionale FEMCA-CISL Gianluca Bianco, Segretaria FIM-CISLMilano Nicola Alberta, Segreteria Regionale per la Lombardia (Presenti: circa 200 persone, tra cui Operatori di zona di entrambe le categorie, altre Segreterie comunali, alcuni Assessori Regione Lombardia, giornalisti di alcune testate)

(Intervento precedente: argomenti strettamente sindacali)

TEMA: ALTRI RUOLI DEL DELEGATO

Questo […] era il primo argomento di cui volevo parlare, ma non perché lo reputo più importante, solo perché è quello più strettamente legato al Sindacato, alla Sicurezza, alla Salute fisica e ormai mentale di molte popolazioni. Il secondo argomento di cui vorrei parlare oggi non si aggancia col Sindacato, anzi; spesso va in conflitto con esso.

Sono 33 anni che faccio il percorso che tra poco vi esporrò, in silenzio e controcorrente. Io mi sto occupando di una categoria che riguarda tutti gli altri abitanti del pianeta, che non sono umani, perché sono fermamente convinta, se vogliamo sopravvivere tutti, che l’antropocentrismo deve finire. Tutta l’umanità, tutta l’economia, la società, l’etica, il sistema mondiale dovrà prendere atto degli scempi che sta perpetrando ai danni del pianeta e degli animali non umani, che hanno gli stessi diritti di esistenza ed evoluzione che abbiamo noi, ma tutto ruota ancora  intorno all’uomo. L’uomo, questo piccolo arrogante essere, intelligente ma egoista, che a volte amo per la sua grandezza e a volte detesto per i suoi capricci insulsi, sta uccidendo impunito e a norma di legge. Ogni settore è incentrato sull’uomo, sulla sua salute,sulla sua digestione, sui suoi rifiuti da cavalletta avida. Perdonate il fervore, ma nessuno può negare che l’uomo consuma tutto senza nulla dare in cambio alla Creazione, se non i propri rifiuti.

Questo sistema di consumare, mangiare, buttare,non smaltire, devastare, di ingrassare con valori che non sono valori ci sta conducendo tutti sull’orlo del precipizio. Personalmente, non sono felice. Ho un lavoro, una famiglia, la casa, un po’ di salute, ma non sono felice. Perché? Siamo in crisi eppure non possiamo negare di stare tutti MEGLIO rispetto a cent’anni fa. Abbiamo SOLO DI  PIU’.

L’uomo è sempre al centro dell’universo, la chiesa cattolica ci ha ridotti come frustrati semidei in terra: l’uomo, l’uomo,l’uomo! Come una volta era la terra stessa attorno alla quale girava l’intera galassia. Lo capite che siamo ancora in pieno medioevo? Il pianeta non è al nostro servizio solo perché quattro scritture di tre grandi religioni monoteiste lo affermano da secoli, che possiamo continuare a permetterci di fare i nostri porci comodi ancora a lungo... L’uomo deve rendersi conto che è OSPITE sul pianeta terra, ed è ora di smetterla di fare i padroni incondizionati come un qualunque dittatore di latta. Siamo in sette miliardi,ma la terra potrebbe ospitarne altri dieci, se con coscienza provassimo a distribuire le ricchezze e le risorse planetarie, e questo senza pesare su nessuno, senza uccidere nessuno, senza disboscare, senza inquinare. Ma l’uomo è pronto a fare questo passo?

Stiamo ammazzando il pianeta. Stiamo coltivando selvaggiamente milioni di ettari per far cosa? Ma lo sapete veramente per far cosa? Per creare un effetto serra mastodontico, ancora più grande di quello provocato dalle polveri sottili del riscaldamento e delle automobili: miliardi di tonnellate di grano, orzo, mais, soya, riso, avena, farro, piselli, fagioli,verze e lenticchie non potrebbero finire sulle nostre tavole o meglio: nei poveri piatti della gente del terzo mondo? NO, sarebbe uno spreco: per ingrassare il già opulento e infelice occidente, tutto questo ben di dio va a finire nelle migliaia di allevamenti intensivi che producono gas serra, e servono a loro volta per essere uccisi e per nutrire solo un quarto della popolazione umana. Che si ammala anche lei, perché queste povere creature sono imbottite di antiparassitari, antibiotici, antinfiammatori, ormoni di ogni sorta, persino antidepressivi. Aprite gli occhi. E tutto il resto dell’umanità muore di fame.

Ci sono 62 miliardi di animali che ogni anno nel mondo vengono sfruttati, macellati,vivisezionati, cacciati, spellati, disprezzati, bruciati, derisi, usati, tormentati, bucati, picchiati, insaccati, bolliti, triturati vivi, costretti a riprodursi, a produrre carne e latte contro ogni legge di natura, vengono torturati, abbandonati, nemmeno anestetizzati, e c’é ancora qualcuno che disquisisce sulla carne se fa bene, o se fa male, o se abbiamo i canini per azzannarla? Ma c’é qualcuno al mondo che conosca la VERGOGNA almeno di vista? Qualcuno dei sette miliardi di cavallette umane quanti siamo, che tutto prendono senza nulla dare e che ancora hanno la spocchia di definirsi “razza superiore” può spiegarmi con parole povere questa superiorità in che cosa consiste? “Mi piace la carne”? Oppure: “Io sono un medico, io so TUTTO”? Ma stiamo parlando di sopravvivenza o di sveglia della propria coscienza? Vorrei che qualcuno impari a dire ogni tanto “mi piace leggere e soprattutto ascoltare”, che forse la superiorità umana comincerà ad avere un senso. E tutto questo per nutrire, “curare”, soddisfare un uomo che lasciatemelo dire, non è mai stato così infelice come ora.

Ma vi rendete conto di come stiamo vivendo? Possibile che nessuno si scandalizzi quando ci dicono di fare l’amore con il sapore? Io faccio campagne di sensibilizzazione in questo senso da tanti anni, spesso mi ritrovo nelle piazze delle nostre principali città per denunciare questo scempio, questo delirio che si perpetra da troppi anni, e spesso mi tocca scappare dalle forze dell’ordine perché vorrebbero impedirmi (impedirci) di dire la verità.

Urlo contro i farmaci,che ci stanno ammazzando, contro le lobbies farmaceutiche, colossali mostri che hanno interesse a massacrare creature di ogni tipo per darci prodotti velenosi,pieni di effetti collaterali e che spesso conducono a un’altra sorta di morti bianche.

Alle lobbies farmaceutiche conviene arricchirsi mantenendoci ammalati, perché la vivisezione esiste, e come ho scritto anche a Nicola e Giuseppe,a volte mi sento come Don Chisciotte, ma non riesco ad arrendermi davanti a ogni usurpazione di diritti, ad ogni insulto alla vita, ad ogni sofferenza che vedo in giro, da qualunque creatura provenga l’urlo. Sono stanca e furiosa di veder morire persone completamente pelate dalle chemio, ridotti all’osso e morire senza dignità, a chi dice a queste persone che i soldi donati in buona fede a Telethon e alla ricerca (la ricerca dei soldi dell’AIRC per esempio) sono serviti a questo?

La scienza è un fallimento perché non rispetta la vita. La medicina è un fallimento perché utilizzare i metodi alternativi, come le colture in vitro di cellule umane, rende meno soldi. La morale mi brucia in effige quando propongo che ognuno di noi deve donare il proprio corpo alla ricerca, quella vera, quella fatta col cuore, affinchè medici e ricercatori degni di questo nome conducano esperimenti su di essi. Medici e ricercatori di questo tipo esistono, giovani con borse di studio che potrebbero fare la differenza sono invece costretti a lavorare nei call center. La famosa poltrona stretta intorno al sedere come vedete, non esiste solo in politica. E nel frattempo negli allevamenti, nei laboratori medici e cosmetici, soffrono e muoiono innumerevoli animali. Scimmie, topi, cani, conigli, gatti, persino piccioni, anatre, bovini, maiali, ed è con questi modelli che ci CURANO!!

Ne cogliete l’insulto, a noi e a loro? E allora cerchiamo di soddisfarci facendoci un regalino, magari un giubbotto con il colletto in pelo, senza nemmeno chiederci da dove provenga. Se ci dicessero che proviene da cani e gatti scuoiati vivi in Cina, dove se li mangiano bolliti, ancora vivi subito dopo, lo compreremmo? Mangeremmo uova se ci dicessero che appena nati, i pulcini maschi vengono tritati vivi perché non produrranno uova? Mangeremmo un pollo cui hanno troncato il becco perché impazziva in batteria e beccava i suoi poveri compagni? Festeggeremmo la santapasqua in nome di dio, se sapessimo che il piccolo agnello è stato strappato alla madre a un mese di vita, fra grida atroci per essere colpito violentemente alla testa, oppure dissanguato? Berremmo latte e mangeremmo formaggi, se sapessimo che le vacche sono costrette a essere incinta sempre senza vedere mai i propri figli, se non quando glieli sgozzano appesi a un chiodo, mentre urla per le mastiti e i tumori alle mammelle?

Non c’è un animale allevato che non muoia prima di diventare un adolescente. Sono tutti bambini. Il mondo è anche loro e noi siamo dei mostri. Il cuore di una persona che decide di fare il delegato può anche essere antispecista, perché sensibile anche a queste realtà. Non datemi dell’animalista, provate a vedere in modo globale questo sistema che ha ucciso lo Spirito in noi. Questa forza mi spinge a lottare in azienda per avere una mensa più vegetariana e vedere così meno malati di cancro, e la mia, vedete, non è una scelta tanto dietetica quanto ETICA, NEL SENSO PIU’ SACRO DEL TERMINE. La terra muore perché i concimi sono chimici, le api muoiono perché i fiori sono meno e sempre più malati, perfino i lombrichi, stupendi alchimisti nel profondo della umile terra, stanno morendo perché noi ci nutriamo di morte e non di vita. E il mare?Non è più colorato, sotto, e i pesci diminuiscono. Continuiamo a parlare male di Hitler e di tutti i nazisti di ogni tempo, senza renderci conto che quelloche loro facevano a ebrei, neri, omosessuali, comunisti, zingari, invalidi, l’umanità intera lo sta facendo ai suoi fratelli più piccoli e diversi. Gli animali. Non saremo degni di definirci Umanità finchè tutto questo scempio non sarà finito e solo quando sarà finito perché avremo preso coscienza, potremo trovare un po’ di pace e di felicità dentro di noi, e smetteremo tutti di svuotare il mare col secchiello.

 

Una frase famosa del filmSchindler’s list, dice: “Chi salva una vita, salva il mondo intero”. Non è più vero. Non mi basta più: adesso è il mondo intero che deve essere salvato, per salvare anche solo una vita. E non guardate più con aria di sufficienza, quelli come me, perché non siamo né pazzi, né invasati, né non abbiamo altri problemi che questo cui pensare. Ne abbiamo eccome, come tutti gli altri.

        

         Per chi fosse interessato a partecipare, sabato nel primo pomeriggio in Piazza Duca d’Aosta a Milano, ci sarà una grande manifestazione contro la vivisezione, in memoria delle innumerevoli vittime immolate sull’altare dell’antropocentrismo.

 

Io voglio essere il Sindacato dei più deboli in assoluto.


Grazie."

Grazie a te Tiziana, ed a quelli come te! 
Liberi Tutti!

Proposta per una seria riflessione ai "vegetariani"

Voglio proporre ai vegetariani, molto semplicemente ed in parole povere, un piccolo esame di coscienza ed una grande riflessione. 

Forse non (tutti) sanno che:

- quando si cibano di uova sono complici dello sfruttamento e maltrattamento di galline allevate in piccole maleodoranti gabbiette che non permettono di vivere secondo la loro natura e solo a quello scopo, e della morte atroce di milioni di pulcini maschi economicamente inutili alla produzione di uova lasciati a morire di fame o tritati vivi;
- quando bevono latte vaccino o si cibano di formaggio e latticini vari, sono complici dello sfruttamento e delle sofferenze di mucche allevate a tale scopo, nonchè della morte dei loro vitelli a cui era destinato quel latte. Infatti le mucche per fare tanto latte vengono inseminate (stuprate) artificialmente per essere continuamente gravide in modo che producano latte in continuazione che dovrebbe essere dato al vitello.
Il vitello viene allontanato subito dopo la nascita: la loro destinazione successiva (sei mesi dopo), è il macello. Questa situazione, protratta nel tempo, causa seri problemi psicofisici che si evidenziano nella grandezza abnorme delle mammelle, nella sofferenza nel vedersi sottrarre il cucciolo, anno dopo anno per 5/6 anni, fino alla fine quando, nello sfinimento fisico totale, tanto che non hanno più la forza di alzarsi semplicemente per camminare...per andare dove poi? Sul camion che le porterà al macello! 

Con il modo di mangiare che ci hanno imposto, abbiamo assoggettato al mero profitto di alcuni, miliardi di animali che potrebbero vivere, per più anni, felici ed in modo naturale. Possiamo scegliere di lasciare che il mondo e gli animali muoiano di sofferenza e di stenti oppure di assumerci la grande responsabilità che dà la consapevolezza, informarci di più e correttamente, e smettere di consumare uova, latte e latticini: sono solo "prodotti" provenienti da crudeltà e morte...non dovrebbe essere difficile da capire! GO VEGAN! 
Liberi Tutti! 

Altri link d'informazione: 
http://www.all4animals.it/2013/04/30/linferno-delle-galline-ovaiole-litalia-bacchettata-dalla-ue-per-la-gabbie-troppo-strette/

"Finchè penserai di cambiare le cose mangiando salame e cotechino, non cambierà mai nulla! Sei avvitato sulla tua situazione, e te ne freghi della violenza, delle sofferenze inflitte ad esseri innocenti. 
Appartieni al sistema della vergogna che ti vede schierata/o in prima linea. 
Senza contare il danno ambientale, sociale, economico, sanitario. Senza contare la fame nel mondo che con la tua lugubre degustazione produci. Questo è il dramma di cui non ti rendi ancora conto. 
E' questa la catena da rompere. 
Quando gli animali torneranno ad essere liberi di nascere, di vivere e di morire a loro piacimento, solo allora si potrà assistere alla nascita di quel nuovo mondo di cui ti stai ignobilmente riempiendo la bocca." [Luigi Boschi]

venerdì 12 aprile 2013

Cit. Erasmo da Rotterdam (umanista olandese; 1466 – 1536): “Col passare del tempo... by Federico Bartolozzi

“Col passare del tempo, non si limitarono ad ucciderli [gli animali]….Non ebbero scrupolo a divorare i cadaveri degli animali, di lacerarne a morsi la carne esanime, di berne il sangue, di suggerne gli umori, e di seppellire viscere nelle viscere. Dagli animali feroci si passò alle bestie innocue. Si cominciò dappertutto ad infierire sulle pecore, animali senza frode né inganno, sulla lepre, colpevole soltanto di essere saporita. Non si risparmiò il bue domestico, che aveva lungamente nutrito col suo lavoro l’ingrata famiglia; non ci si astenne da nessuna razza di uccello né di pesce; e la tirannide della gola arrivò al punto che nessun animale fu più in grado di sottrarsi alla caccia spietata dell’uomo. Un altro effetto ebbe la consuetudine: consentì di usare crudeltà contro ogni specie vivente, senza percepirla come tale, purché ci si astenesse dal colpire l’uomo. Ma succede col vizio come col mare: si può forse impedirgli di rompere, ma porgli un argine una volta che ha rotto non è in potere di nessuno”

sabato 6 aprile 2013

IL VEGETARIANO A TAVOLA by "Scienza & Veg Salute"

«Oddio, e ora come glielo dico?». Una domanda che mi perseguita da dieci anni ogni volta che mi trovo a cena fuori con semi-sconosciuti. Cerco di studiare il modo migliore per svelare il mio segreto infame e mi preparo al plotone d’esecuzione. Ora capisco come si sentivano i gerarchi nazisti a Norimberga. E adesso tocca a me.
Decido di tacere. Forse è la cosa migliore: resto zitto fino a quando è possibile. Saranno loro, al massimo, a scoprilo. Così la cena procede tranquillamente. Mangio quello che posso e quello che voglio. Poi, la catastrofe. C’è un tizio, uno qualunque, che si offre di farmi assaggiare parte della sua pietanza, sponsorizzandone la prelibatezza. Si tratta di una braciola di maiale in salsa barbecue, che, a quanto pare, è la fine del mondo. Eccolo: il dramma. «No, grazie. Sono vegetariano». È tipo come se mi fossi alzato e avessi sbattuto sul tavolo la mia tessera del Partito Nazista Tedesco. Silenzio. Tutti mi guardano. Quello che accade dopo è la fotografia di una comune cena a cui partecipa un vegetariano.
Segue un piccolo corollario che illustra le categorie più diffuse di commensali vegfobici. Uno spaccato sociologico di un banchetto moderno.

CATEGORIA UNO: L’INDIGNATO. È forse quella più spiacevole da incontrare. Ai rappresentanti di questa categoria non interessa sapere le motivazioni della tua scelta, però ti interrogano ugualmente. Per loro non è importante convincerti che la tua scelta è sbagliata, in quanto lo danno già per assodato: non si può non mangiare carne. Secondo loro, se tutti fossero vegetariani saremo invasi da vacche e maiali. Probabilmente gli animali da fattoria conquisterebbero il mondo. Sei il primo vegetariano che hanno conosciuto: uno di quegli incontri che racconteranno agli amici.

CATEGORIA DUE: L’ANTROPOLOGO. «Se l’uomo non avesse iniziato a mangiare carne ora, probabilmente, si sarebbe estinto». Esticazzi? L’antropologo basa la sua tesi sul fatto che è parte della nostra natura cibarci di altre specie animali. Le sue teorie poggiano su indiscutibili fonti storiche e filosofiche sull’evoluzione dell’essere umano. A quanto pare, per questi individui, chi cerca di domare i propri istinti è un essere spregevole. Per questo motivo il veg è una minaccia: a rischio c’è l’intera razza umana.

CATEGORIA TRE: IL NUTRIZIONISTA. È la mia categoria preferita. In loro c’è qualcosa di pedagogico. Il loro obiettivo è dimostrare che hai fatto una scelta distruttiva e autolesionista e che senza la carne probabilmente andrai incontro a una vita fatta di stenti e salute cagionevole. Attaccano dei pipponi sulle proteine e sul ferro e cercano in ogni modo di farti cambiare idea. Lo fanno per il tuo bene e quando vedono che non desisti, ti prendono la mano e ti dicono: «per l’amor del cielo, fatti almeno seguire da un medico».

CATEGORIA QUATTRO: IL CURIOSO. Così come per l’indignato, tu sei il primo vegetariano che incontra. Il curioso, però, non è antipatico. È solo noioso. Ma come mai non mangi la carne? Da quanto tempo? Ma lo fai perché non ti piace la carne o perché ti dispiace per gli animali? Ma il tonno lo mangi? E il prosciutto? E il pesce? Ma sei uno di quei vegetariani che non mangiano neanche le uova e il latte? E con le proteine come fai? Ma sei rimasto impressionato da bambino? Tuo nonno aveva i coniglietti e l’hai visto mentre gli spezzava il collo?

CATEGORIA CINQUE: IL VEGETARIANO. Di fronte a sé ha un piatto di carbonara fumante, con pezzi di pancetta di 5 chili l’uno. Lui però è un vegetariano, proprio come te. Molto spesso è una ragazza. È vegetariana, certo, ma a certe cose non riesce proprio a rinunciare! «Cioè, tipo, io il sushi lo adoro. E poi mia nonna fa una tagliata di vitello che è la fine del mondo. E vuoi mettere quando esci dalla discoteca e ti mangi un bel kebab? Per tutto il resto però sono vegetariana anch’io. Proprio come te».

CATEGORIA SEI: IL MORTIFICATO. Per lui il vegetarianismo è una malattia. Si sente in colpa per il fatto che si sta mangiando una bistecca di fronte a te. Non mente, è veramente dispiaciuto per te ed è convinto di aver fatto una figuraccia: «oddio scusa! È tutta la sera che parliamo di carne, bistecche e grigliate. Non lo sapevo che eri vegetariano!».

CATEGORIA SETTE: IL PROLETARIO. Secondo il proletario sei solamente un viziato. Invece di ringraziare il signore di averti dato la possibilità di sfondarti di prosciutto, tu hai scelto di fare il fighetto. «Figlio mio, se solo avessi conosciuto la fame…».

CATEGORIA OTTO: IL TEOLOGO. L’unica spiegazione plausibile per lui è che tu sia musulmano. Ti rispetta, perché è di sinistra, però è seriamente dispiaciuto di come la tua religione tratta le donne.

CATEGORIA NOVE: IL SOLIDALE. Per lui sei una specie di mistico. Un guru orientale in grado di non lasciarsi tentare dai piaceri della vita o un elfo che si nutre esclusivamente di corteccia di quercia. Per lui hai rinunciato per sempre ai piaceri della buona cucina. «Minchia! Io non so proprio come riesci a resistere. Io non potrei mai rinunciare alle costine, alla fiorentina, alla frittura di pesce, alla carne di manzo, all’agnello, all’hamburger, alla mortadella». Non bisogna farsi ingannare, anche se può sembrare dalla tua parte, non perde occasione per farti notare che si sta godendo la cena. «Mmmmh! Non sai cosa ti perdi. Ma chi te l’ha fatto fare?».

CATEGORIA DIECI: LO SMEMORATO. Durante tutta la cena non farà altro che proporti di assaggiare, di volta in volta, il suo tortino al tonno o l’antipasto di affettati. Ti consiglierà ristoranti e trattorie dove fanno la migliore carne alla griglia che si possa mangiare. Il vegetariano, in questo contesto, non deve dire nulla. Deve tacere. Aspettare. Ci penserà lui a correggersi. «Ah già! Tu sei vegetariano!».

Fonte: http://www.fanpage.it/viviseziona-il-vegetariano/

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