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lunedì 3 marzo 2014

COMPASSION IS THE NEW FASHION! Invia la cartolina virtuale di protesta contro MIfur - Animal Amnesty


"Come ogni anno Milano Fiere ospiterà Mifur, il Salone Internazionale della Pellicceria e della Pelle per gli operatori del settore dal 4 al 7 marzo.
Mifur è uno degli ingranaggi di una spietata macchina di morte che ogni anno imprigiona, privandoli dei più elementari diritti e uccide milioni di animali per rubar loro la pelliccia.
La crudeltà non va più di moda!
Chiediamo a Milano Fiere di non ospitare più il Salone di Morte.

-SALVA l’immagine della cartolina a questo link: https://www.facebook.com/AnimalAmnesty/photos/a.445555158821391.101438.443428169034090/688133227896915/?type=1&theater

-INVIALA a questi indirizzi e-mail: fieramilano@fieramilano.it; venditaservizi@fieramilano.it; topclients@fieramilano.it; sergio.pravettoni@fieramilano.it; rosy.mazzanti@fieramilano.it; piercarla.delpiano@fieramilano.it

-PUBBLICALA sulla bacheca della pagina facebook di Milano Fiere: https://www.facebook.com/pages/Fiera-Milano-Spa/555464164481183

Testo della cartolina:
Sempre più paesi al mondo(in Europa già sei) hanno abolito gli allevamenti di animali da pelliccia e ormai l’85% degli italiani si dichiara contrario alle pellicce.
Una città come Milano pronta alle tendenze del futuro deve abolire immediatamente una fiera di morte come il MIfur.
COMPASSION IS THE NEW FASHION!
Basta pellicce! Basta MIfur!"

FONTE

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venerdì 8 marzo 2013

CORTEO per l'abolizione degli allevamenti di animali da pelliccia

CORTEO per l'abolizione degli allevamenti di animali da pelliccia

Capralba (CR) - Domenica 24marzo2013

Concentramento ore 13.00 - Via P
iave (altezza scuole elementari)

Partenza Corteo ore 14.00

Dopo l'interesse suscitato dall'investigazione "Morire per una pelliccia" e il 
partecipatissimo successo degli eventi di sabato 2 marzo, in contemporanea a Milano 
e Bologna [http://bit.ly/13In4XG], vogliamo amplificare e rendere inarrestabile la voce 
delle decine e decine di migliaia di individui prigionieri negli allevamenti di visoni in 
Italia.

Per questo lanciamo un corteo a Capralba, sede dell'allevamento MI-FO, uno dei più 
grandi in Italia, struttura modello e ipertecnologica di proprietà di Giovanni Boccù, 
presidente AIAV (Associazione Italiana Allevatori di Visoni).

Dopo aver portato in piazza, davanti agli occhi di tutti, le gabbie dove quegli animali 
passano tutta la loro breve vita, vogliamo portare le persone consapevoli e decise a 
lottare per questo obiettivo in uno dei luoghi dove oltre 20.000 visoni sono tutt'ora 
detenuti.

Il nostro obiettivo è sollevare un dibattito in seno alla società, crediamo che tutte le 
persone debbano sapere cosa accade agli animali rinchiusi e uccisi per la produzione 
di pellicce e vogliamo che le istituzioni responsabili di questo massacro consegnino 
questa assurda pratica alla storia.

Per farlo abbiamo bisogno anche della tua voce, del tuo impegno, della tua 
consapevolezza e della tua voglia di attivarti.

Scendi in strada, al nostro fianco, per pretendere che tutti gli allevamenti presenti sul 
territorio nazionale vengano definitivamente chiusi e consegnati alla memoria 
collettiva.

L'abolizione di tutti gli allevamenti di animali da pelliccia è un risultato concreto 
raggiungibile che metterà la parola fine ad un intero settore dello sfruttamento 
animale, creando un precedente fondamentale per le lotte a venire.

Dobbiamo essere noi, persone consapevoli e coscienziose che hanno aperto gli 
occhi, a farci promotrici del cambiamento che potrà incidere direttamente sulla vita 
di chi è nato per essere mercificato.

Per questo, accanto ai fondamentali lavori di informazione, documentazione, 
risveglio delle coscienze, salvataggio diretto degli animali, è fondamentale anche 
lavorare per abolire alcune pratiche di sfruttamento.

Gli animali hanno bisogno di te, i visoni gridano invocando la libertà, partecipa alla 
campagna Visoni Liberi: www.VISONILIBERI.org

Per ulteriori informazioni: info@visoniliberi.org

▶ Abbiamo organizzato due PULLMAN per facilitare la partecipazione:

▸ Partenza da Milano.
Per Info e prenotazioni: eventi@nemesianimale.net

▸ Partenza da Pesaro, tappe Rimini Sud, Forlì, Bologna, Modena Nord, Parma.
Per Info e prenotazioni: eventi@essereanimali.org

Visoni liberi (investigazione di essereAnimali e Nemesi Animale)



venerdì 22 febbraio 2013

Azione dimostrativa per l'abolizione degli allevamenti di animali da pelliccia



Iniziativa in contemporanea a BOLOGNA e MILANO

Link all'evento di Bologna: http://bit.ly/azioneperabolizionebologna

LINK all'evento di Milano: http://bit.ly/azioneabolizionemilano

Porteremo in piazza un'azione dimostrativa per far conoscere la sofferenza degli animali uccisi negli allevamenti di visoni italiani e promuovere il video creato e diffuso nella collaborazione tra essereAnimali e Nemesi Animale.

'Morire per una pelliccia' è il frutto di più di un anno e mezzo di lavoro a documentare gli allevamenti di visoni italiani. Un'iniziativa per fermare la strage che viene compiuta in nome della moda: ogni anno solo in Italia sono 170.000 i visoni uccisi e scuoiati per il loro prezioso manto.

Vogliamo che le persone possano vedere le gabbie e la sofferenza e possano fare delle scelte.
Vogliamo che possano vedere da vicino e toccare con mano gli apparecchi di contenzione in cui i visoni sono confinati per i mesi che li separano dallo scuoiamento.

Vogliamo che chi si sente vicino agli animali, alle nostre idee e al nostro modo di fare attivismo si senta partecipe di questa campagna, portando in piazza il proprio sdegno, la propria testimonianza di empatia, la propria voce e il proprio corpo.
Vogliamo che il messaggio sia chiaro "Nessun animale è un oggetto", e soprattutto, vogliamo che questo messaggio non possa essere ignorato!

Aiutaci in questa protesta e nella diffusione della campagna.

> Visita il sito www.visoniliberi.org.

> Guarda e diffondi il video: http://bit.ly/morireperunapelliccia

> Prendi parte alla campagna per l'abolizione degli allevamenti di animali da pelliccia!


Per INFO:

Mail: info@essereanimali.org
Tel: 342 1894500


Mail: info@nemesianimale.net - materiale informativo: materiale@nemesianimale.net 
Tel: 342 050 9174

mercoledì 20 febbraio 2013

MORIRE PER UNA PELLICCIA: UN DOCUMENTO SENZA PRECEDENTI MOSTRA GLI ALLEVAMENTI DI VISONI IN ITALIA by essereAnimali&Nemesi Animale

Le organizzazioni essereAnimali e Nemesi Animale hanno documentato le condizioni degli allevamenti di visoni in Italia per più di un anno e mezzo, con lo scopo di rendere visibili a chiunque questi luoghi sconosciuti e nascosti, in cui ogni anno vengono uccisi 170mila individui. 
Siamo entrati negli allevamenti senza invito, di giorno e di notte, abbiamo posizionato telecamere nascoste e ottenuto immagini senza precedenti attraverso il lavoro di un attivista infiltrato. 
Per la prima volta in Italia abbiamo documentato il tragico momento dell'uccisione per mezzo di camere a gas e le prime fasi di lavorazione dei cadaveri. 
Il risultato è "Morire per una pelliccia", un video che ricostruisce l'intero ciclo vitale dei visoni, dalla nascita alla morte, passando per una vita di reclusione e sofferenza. 


In ogni allevamento la realtà riportata è sempre la stessa: cadaveri, gabbie piccolissime e affollate, omportamenti stereotipati, infezioni e ferite non curate. 

Come tutti gli animali costretti in un allevamento, tutto quello che i visoni possono fare è subire quello che viene loro inflitto dagli allevatori, tutto ciò di cui avranno esperienza è una privazione continua dei loro istinti, esigenze e necessità. Animali solitari, amanti di lunghe nuotate e capaci di percorrere chilometri in un solo giorno, sono invece costretti in gabbie di dimensioni piccolissime e affollate, lontani dall'acqua e dalla libertà. 

Si tratta di un documento che non lascia dubbi: la pelliccia è il frutto di morte e sofferenza e gli allevamenti di visoni devono essere aboliti, al più presto. 

LO SCOPO DELLA NOSTRA INVESTIGAZIONE 
La presentazione del video "Morire per una pelliccia", accompagnato da fotografie e un dossier cartaceo, è il primo passo di una campagna di sensibilizzazione e pressione intrapresa da essereAnimali e Nemesi Animale per l'abolizione degli allevamenti di visoni. 

Il nostro lavoro si inserisce in un contesto europeo che ha visto diverse investigazioni negli allevamenti di animali da pelliccia pubblicate più o meno recentemente in Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Polonia e Spagna . In alcuni paesi queste immagini sono state diffuse dai media nazionali aprendo un dibattito sul divieto di allevamento di animali da pelliccia. 

In Italia esistono attualmente sedici allevamenti di visoni. Il numero di queste attività è drasticamente calato dagli anni '90, in cui circa 125 allevamenti erano segnalati alla Camera di Commercio e la produzione era arrivata a 400mila animali uccisi ogni anno. Le motivazioni sono da ritrovarsi in parte nella crisi del settore della pellicceria e in parte nelle continue campagne di pressione, informazione e sensibilizzazione da parte di organizzazioni animaliste. Altro fattore determinante sono state le decine di liberazioni di animali compiute da attivisti animalisti anonimi negli ultimi anni, che hanno aperto le gabbie di migliaia di visoni e causato ingenti danni economici agli allevamenti, alcuni dei quali sono stati costretti a chiudere. 

- Recentemente il comune di Noceto (Parma) ha posto per la prima volta in Italia un "divieto di allevamento di animali da pelliccia" nel tentativo di far chiudere un allevamento sorto nella frazione di Cella; 
- il 30 novembre 2012 l'allevamento della famiglia De Poli, a Montirone (Bs), ha dovuto chiudere i battenti secondo un'ordinanza del sindaco; (di recente, purtroppo, è stato accolto dal TAR il ricorso della famiglia De Poli contro l'ordinanza dell'amministrazione comunale di Montirone! ndb)
- sempre nello stesso periodo il sindaco di Rivarolo del Re (CR), in seguito ad una grande mobilitazione, ha bocciato un progetto che avrebbe portato alla costruzione di 28 enormi capanni in cui rinchiudere 40mila visoni. 

Tutte (quasi...ndb) queste notizie positive fanno sperare nella possibilità di arginare definitivamente il tentativo di AIAV (Associazione Italiana Allevatori Visone) di far ripartire quest'attività. 

Si stanno evidentemente gettando le basi per un consenso che porti quanto prima al divieto totale di allevamento di visoni in Italia. 

Ognuno di noi può fare la differenza: dobbiamo lottare per abbattere la mentalità specista, che vede negli animali lo scalino più basso di una piramide, al cui vertice si erge padrone indiscusso l'essere umano. 
Non acquistare accessori o capi con inserti di pelliccia e rifiutarsi di consumare i prodotti derivanti dallo sfruttamento animale è il primo passo necessario e indispensabile in questa direzione. 

GUARDA IL VIDEO:  http://bit.ly/morireperunapelliccia

GUARDA LE FOTOGRAFIE: http://bit.ly/Y47T6O

GUARDA IL SITO: www.visoniliberi.org 

Per partecipare attivamente alla campagna per l'abolizione degli allevamenti di visoni, visita il nostro sito:  www.visoniliberi.org 

FIRMA ora la petizione online:  www.visoniliberi.org/petizione

lunedì 3 dicembre 2012

Morali ed Etiche "parziali"

Accanto alla morale religiosa, e cristiana in particolare, (che limita la sua sfera d'azione alla sola specie umana) va affermandosi sempre più la morale del Movimento Universalista (del quale sono parte viva e palpitante i vegetariani e gli animalisti) che estende i principi di rispetto e di giustizia dall'uomo ad ogni essere senziente: una rivoluzione etica, culturale, s
ociale ed esistenziale pari solo, a mio avviso, al superamento della cultura schiavista.



Come risponde la Chiesa cattolica a questa stupenda realtà che emerge dalle nuove generazioni, che fa onore alla coscienza umana, alla civiltà, al progresso civile, morale e spirituale, che si apre anche alle necessità di coloro che non appartengono alla specie umana, con una capacità di condivisione più vasta? La morale dei vegetariani e degli animalisti non solo non viene accolta e valorizzata ma spesso vi è un palese rigetto, una totale chiusura ed un'esplicita accusa di sperperare energie e risorse che dovrebbero essere impiegate esclusivamente a beneficio della specie umana: come se gli esseri umani non potessero interessarsi dell'una e dell'altra realtà.

Avete mai sentito dire, da parte del clero, ”dopo che vi siete interessati dell'uomo preoccupatevi del benessere degli animali”? Nonostante gli animalisti in ogni parte del mondo siano una realtà in crescita esponenziale per la Chiesa il problema degli animali, semplicemente, non esiste, un problema che nemmeno la sfiora.Come è possibile che siano i laici (che magari non fanno riferimento alla Patristica, alla Scolastica, né ai Testi Sacri ma semplicemente alla loro coscienza) a chiedere amore e rispetto per le creature più deboli e indifese, vittime del nostro egoismo e della nostra ingordigia? Non dovrebbe forse essere il clero, che per definizione incarna quei principi di non violenza e di amore, sostenere questa nuova ed edificante apertura morale?

La Chiesa cattolica non dovrebbe apprezzare ed agevolare ogni espressione umana che tende a rendere l'uomo migliore? Anche se non è nelle sue priorità assistenziali interessarsi del benessere degli animali non dovrebbe condannare l'indifferenza, lo sfruttamento e l'uccisione degli animali come ciò che incide negativamente sulla coscienza, sulla spiritualità dell'individuo, sull'economia, sull'ambiente, sulla fame nel mondo? Come può un prete lasciarsi superare in compassione, in sensibilità ed in senso di giustizia da un uomo qualunque che non ha per istituzione questa missione? L'indifferenza verso la sofferenza altrui non è il vero cancro della coscienza che i preti sono chiamati a curare? Il disprezzo della vita non si oppone al piano del Creatore? Non è forse la misericordia il fulcro della dottrina cristiana? E può la misericordia essere data all'uomo e negata all'animale? Quale amore è quello limitato ad un solo membro della famiglia mentre si è crudeli con gli altri componenti?

Come possono i religiosi negare l'evidenza che la nostra visione del mondo e della vita sia più vicina alla dimensione paradisiaca e quindi al progetto stesso di Dio? Perché la vita e la sofferenza dell'uomo hanno valore proprio mentre la vita e la sofferenza dell'animale sono privi di valore?Che differenza c'è tra l'angoscia di un animale braccato e quella di un uomo in preda allo stesso terrore? Che differenza c'è tra il pianto di una mucca a cui è stato strappato il vitello per essere fatto a pezzi e mangiato e quello di una madre a cui un criminale ha sottratto un bambino? La Chiesa cattolica risponderà mai alle nostre domande o continuerà ad ignorare le nostre istanze chiudendosi, come è sempre successo in passato, di fronte alle nuove esigenze dell'animo umano?

by Franco Libero Manco

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Quanto sangue dovrà essere ancora versato prima che la Chiesa e gli educatori religiosi si accorgano che sono anacronisticamente chiusi nella loro torre d'avorio, sordi al pianto delle loro vittime innocenti?
........Ale

https://www.facebook.com/pages/unione-veg-aiutare-gli-animali/180591762005688

martedì 6 novembre 2012

CORTEO NAZIONALE CONTRO L'ALLEVAMENTO DI VISONI di Fossoli (MO)

15 dicembre 2012 
dalle 13.30 alle 18.00 
CONTRO TUTTI I LAGER
Grazie per la foto a  www.trantran.net
In Italia sono presenti una decina di allevamenti di visone e 1 allevamento di cincillà.  Per quanto riguarda gli allevamenti di visoni, la produzione annuale è stimata in 150.000 pelli.  Negli anni ’90 la produzione contava 400 mila animali uccisi all’anno. Il crollo del settore della pellicceria, insieme all’attuazione di leggi che imponevano gabbie più grandi e quindi maggiori costi per gli allevatori, e all’aumento del numero di liberazioni effettuate all’interno degli allevamenti, ha portato ad una diminuzione del numero di questi ultimi sul territorio.  
Nel 2007 una legge impose che, dall’anno successivo, gli allevamenti fossero “a terra”, ossia non rialzati e senza gabbie. Anche questa direttiva ha portato ad un aumento delle spese per gli allevatori. Alcuni hanno chiuso, altri hanno presentato ricorsi che sono stati accettati dal Ministero della Salute, che ha di fatto permesso agli allevatori di scegliere se continuare ad allevare animali col metodo tradizionale oppure riconvertirsi.  Inutile specificare che non è nostro interesse muoverci attraverso leggi: inutili prese in giro che non cambiano di fatto la sofferenza degli animali negli allevamenti. Ciò che ci interessa è la chiusura di tutti gli allevamenti, e che cessino queste uccisioni ingiustificate, compiute ogni anno nel nome della moda, del mercato e dei profitti.  
Ad oggi sono ancora prigionieri negli allevamenti 150.000 visoni, uccisi barbaramente ogni anno. L’inferno dell’allevamento inizia nelle gabbie: gli animali sono sottoposti a continuo stress, stipati in gabbie piccolissime, rialzate per far scivolare via gli escrementi, che causano dolorosissime ferite alle zampe. Inoltre, l’assoluta mancanza di spazio crea atteggiamenti aggressivi dati dallo stress e dalla reclusione: tanti gli animali costretti ad aggredirsi tra loro o che manifestano chiari comportamenti compulsivi.   

Per questi animali, la morte è una liberazione. Vivono schiavizzati e torturati, al freddo e senza potersi muovere, al termine della loro breve vita vengono uccisi tramite soffocamento con il gas, avvelenamento, un colpo di martello sul muso, elettrodi conficcati in bocca o nell’ano, o annegamento. Tutto questo per produrre pellicce o inserti per la vanità di chi, più o meno consapevolmente, è complice e mandante di queste stragi.  Questi esseri senzienti, che dovrebbero vivere liberi nei loro ambienti naturali, vengono ogni giorno torturati, stuprati e massacrati da allevatori senza coscienza, aguzzini che attuano un vero e proprio olocausto, nel nome del denaro. 


Sabato 15 Dicembre scenderemo in strada per denunciare un aguzzino tra tanti, Rossi Italo, proprietario dell’allevamento di visoni di Fossoli di Modena.   

Una doverosa sosta sarà effettuata davanti al Campo di concentramento di Fossoli, poco distante dal Campo di concentramento/sterminio di Rossi. I resti visibili di questo grande campo, attivo dal 1942 come anticamera dei campi di sterminio, ci fanno riflettere sulle modalità con cui un altro olocausto viene perpetuato sotto i nostri occhi: esseri indifesi, impauriti, ammassati in baracche strettissime, colpiti dal freddo della neve e dal gelo delle intemperie, attendono la morte tramite gassazione.  Questi animali sono discriminati in quanto “altra specie”, in quanto “inferiori” o comunque “irriducibilmente altri”.  Non esistono discriminazioni sbagliate, come il razzismo, e discriminazioni giuste, come lo specismo. Non esistono soggetti colpevoli per il semplice fatto di esistere.   
Non bisogna infatti dimenticare che la liberazione animale comprende la liberazione umana: il nostro intento è cercare di combattere e renderci sempre meno complici di qualsiasi tipo di sfruttamento. Antifascismo, antirazzismo, antisessismo e antispecismo sono e devono essere parti integranti di un’unica tensione collettiva alla liberazione totale. 

Non vogliamo chiedere leggi a quella stessa società che ha permesso queste discriminazioni, vogliamo che le persone si organizzino dal basso per garantire a ciascuno la libertà e il diritto alla vita e alla felicità.  
A tal proposito chiediamo che la manifestazione risulti a-partitica, e invitiamo esponenti di partito a lasciare a casa le bandiere (materiali e ideologiche), come invitiamo le associazioni a non venire a farsi pubblicità, ma a portare messaggi di contenuto antispecista e non autoritario.   
Ideologie discriminatorie, fasciste o chiaramente autoritare non sono quindi per niente gradite.   
Perché di tutti gli allevamenti restino macerie: severo monito alla coscienza collettiva e alla memoria. Perché nessuno possa più dire “non lo sapevo”. Perché nessuno possa più dire “ho solo eseguito gli ordini” o “faccio solo il mio lavoro”. 

Ancora una volta la Storia ci insegna che il fatto che ci sia una legge che permette di fare una cosa orribile, non la rende meno orribile.   

Ricordiamoci che per gli animali l’olocausto continua ogni giorno, ogni giorno vengono sfruttati, umiliati per il nostro divertimento o stuprati e torturati per il nostro cibo e i nostri vestiti. Prendere coscienza di ciò che ci circonda ci renderà sempre più consapevoli e quindi sempre più forti, capaci di vivere le nostre vite senza delegarne la gestione a chi guadagna e specula sugli animali e su di noi.

by Animal Empathy - antispecisti modena

https://www.facebook.com/events/376618709078978/

martedì 30 ottobre 2012

lunedì 29 ottobre 2012

AZIONE URGENTE: FERMIAMO IL PROGETTO DEL PIU' GRANDE ALLEVAMENTO DI VISONI IN ITALIA! by NEMESI ANIMALE


28 lunghissimi capanni in cui imprigionare fino a 60.000 visoni. Questo il progetto del signor Vernizzi Luciano di Commessaggio (MN). La richiesta al Comune di Rivarolo del Re (CR) è stata bocciata grazie alla nostra mobilitazione, ma la lotta non si può fermare qui!! Gli allevamenti di visoni in Italia sono drasticamente diminuiti negli ultimi 15 anni e non possiamo lasciare campo libero per una nuova diffusione di questi lager per animali!


Sabato 3 novembre invitiamo ad una protesta informativa nel Comune di Commessaggio (MN).

Ritrovo ore 14.00 in Piazza Italia.

Informeremo gli abitanti di Commessaggio sui progetti di sofferenza di un loro concittadino.


La protesta si sposterà poi davanti all'allevamento di visoni di Antoniazzi Ivano a San Cataldo (MN), con cui Vernizzi ha lavorato in passato. Ore 16.30, Via Colombarola - San Cataldo (MN)



Fai girare questo appello e l'appuntamento. grazie!

Non aspettare che siano altri a dare voce agli animali, fai sentire la tua, ora!
Ognuno di noi può fare la differenza!


Nemesi Animale - Per la liberazione di ogni essere vivente


http://www.nemesianimale.net/mobilitazione-visoni/

http://www.facebook.com/events/164073343731540/

domenica 14 ottobre 2012

Progetto allevamento di visoni a Rivarolo del Re (CR) by AgireOra

visone bianco - foto by essereanimali.org

[AgireOra] [PROTESTA]
No al nuovo allevamento per fare pellicce a Rivarolo del Re
14 ottobre 2012

Riceviamo da più parti l'iniziativa di protesta per chiedere al Comune Rivarolo del Re (Cremona) di non dare autorizzazione ad aprine nuovo allevamento di visoni.

Scriviamo a:

oppure, col ";" come separatore:


Messaggio-tipo da inviare (copiate solo il testo tra le 2 linee tratteggiate e mettete in fondo il vostro nome e cognome):

-------------------
Al Comune di Rivarolo del Re,
avendo saputo che al Comune di Rivarolo del Re è stata presentata richiesta per la costruzione di una struttura volta all'allevamento di visoni, in località Colombarola, scrivo per esprimere la mia contrarietà a tale progetto e chiedere che venga negata tale autorizzazione. Per l'interesse naturalistico della zona, la via Colombarola è stata
inserita nei "Percorsi di mezzo" dal GAL Oglio Po.

La sensibilità su tematiche riguardanti gli animali è cresciuta notevolmente in Italia e in tutta Europa, tanto che in Inghilterra, Austria e Svizzera gli allevamenti di animali da pelliccia sono stati banditi, mentre In Svezia e Olanda è stato invece per ora vietato quello di volpi. In diversi paesi europei sono inoltre già in discussione leggi che vieterebbero questa pratica, considerata crudele e inutile.

In Italia invece sono già più di 150.000 i visoni che ogni anno vengono scuoiati, costretti a vivere in piccole gabbie, lontani dal loro habitat e uccisi poi in camere a gas. Animali selvatici sterminati a milioni in tutto il mondo solo per la vanità.
Ci auguriamo che il Vostro Comune non diventi parte della mappa della sofferenza, la lista di Comuni italiani dove vengono allevati questi animali e dove si tengono regolarmente proteste.

In attesa di riscontro, porgo distinti saluti,
... nome cognome ...
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ScriveteScriveteScrivete!!!