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lunedì 24 marzo 2014

Crimini in tempo di pace - Massimo Filippi-Filippo Trasatti

Oltre la Specie, associazione animalista antispecista, organizza il 4 APRILE a ROMA - ORE 18.30 - C/O LIBRERIA NERO SU BIANCO - VIA DEGLI SPAGNOLI 25 un incontro con gli autori di "Crimini in tempo di pace" (che prometto di comprare e di leggere al più presto). 
Introdurrà Emilio Maggio, studioso di tecniche di comunicazione di massa e collaboratore della rivista di critica antispecista Liberazioni (http://www.liberazioni.org/).
Gli autori:
Massimo Filippi è medico neurologo e docente di neurologia c/o l’Università S. Raffaele di Milano
Filippo Trasatti
è docente di Filosofia e Storia e si occupa di pedagogia libertaria.

"Un gatto si aggira furtivo tra queste pagine per aprirci gli occhi sulla follia e l'orrore della normalità (mattatoi, laboratori e campi di sterminio), per farci riconoscere il fondamento vivente delle architetture del dominio, per guidarci nel pericoloso attraversamento di frontiere ritenute invalicabili, e per mostrarci l'insostenibilità della differenza che abbiamo instaurato tra «l'Umano» e «l'Animale». Dopo averci trascinati nel flusso della vita, Angelo – così si chiama l'enigmatico gatto che, con passione, ci ha esposti all'indescrivibile sofferenza di tutti i senza nome – svanirà lentamente, lasciandoci con il suo sorriso sulla soglia da cui è possibile intravvedere la luce della liberazione." (Tratto dalla scheda libro)


giovedì 16 gennaio 2014

Critica ed autocritica su "BLOCCHIAMO LA MACELLAZIONE IN PIAZZA DEL MAIALE ALLA SAGRA DI MONTIANO - Partito Animalista Europeo"

Ho cancellato questo post volutamente, autocensurandomi...non voglio dividere ma unire le persone, non voglio escludere ma includere, non voglio creare divisioni tra le persone su questi temi... ed ormai troppe parole astiose ed ignoranti sono state spese per questo evento. D'altronde non poteva essere diversamente posto così com'è.
Io do un peso rilevante ed importante alle parole. 
Le parole ci permettono di trasmettere angoscia e cattiveria oppure gioia di vivere e sapienza: io sto dalla parte della gioia di vivere e della sapienza poichè ritengo che gli animali abbiano bisogno di questo, di qualcuno che parli al loro posto ed esponga le loro istanze, di una lotta organizzata per imporre un cambiamento duraturo della società nel senso antispecista e non violento.
Sono animalista, quindi vegan, ed antispecista e mi rendo conto sempre di più che il "nostro" movimento, essendo relativamente giovane, ha bisogno una profonda infusione di filosofia mista a comunicazione: se non si sanno comunicare gli ideali animalisti ed antispecisti, o si comunicano in modo maldestro, di rimando si ottiene solo astio e si rischia di essere banditi come estremisti, terroristi di cui aver paura, deficienti, matti, vestiti male e che mangiano strano
Non è con le barricate, i muri e le urla che si apre il cuore delle persone, ma con la non-violenza, la gentilezza e l'esempio: chiamiamola disobbedienza civile. 
In provincia di Modena ci sarà una sagra simile a quella di Montiano ed abbiamo pensato di redigere un comunicato congiunto firmato dai gruppi animalisti presenti in zona. Tra breve lo pubblicherò in questo blog che vuole essere, come spiegato qui, una specie di cassa di risonanza di idee ed azioni animaliste antispeciste. 
La correttezza viene apprezzata più delle urla, sentite come un atto violento e che una risposta violenta provocano. Magari la breccia nel cuore di qualcuno la si fa. 
Nel suddetto comunicato stampa si esprime il nostro netto e radicale dissenso al patrocinio del Comune per una sagra che spettacolarizza la lavorazione di parti di cadavere di un povero animale fatto nascere, fatto crescere ed ucciso con il solo scopo di cibarsene.
Ricordiamoci sempre che abbiamo una grandissima responsabilità civile e sociale nei confronti degli altri e del pianeta, e che ogni nostro comportamento dev'essere prima di tutto razionalmente meditato e pianificato: non si può più reagire d'istinto ma occorre valutare l'efficacia di qualsiasi nostra azione che deve essere utile al cambiamento in senso antispecista di questa società.

lunedì 13 gennaio 2014

Dal veganismo all’antispecismo - Earth Riot

La scelta vegan prevede l’eliminazione di ogni derivato animale: carne, pesce, uova, latte e derivati, miele, ma anche pelle, lana e seta (...e piume e pellicce - G.B.), tutto ciò che causa prigionia, sofferenza e morte animale.
Questa scelta può essere dettata da diversi fattori: empatia verso altri esseri viventi, ragioni ambientali o sociali, fini salutistici.
Il passaggio dal veganismo all’antispecismo, ossia la lotta per la liberazione animale che non può prescindere da quella umana e che a sua volta non può esistere senza quella della Terra, dovrebbe avvenire automaticamente, ma spesso non è così anche a causa di disinformazione e da un qualunquismo allarmante che tende a diffondersi sempre più nei vari ambienti attivisti. (continua a leggere QUI!)

mercoledì 11 settembre 2013

VEGAN REVOLUTION DAYS! Giornate Antispeciste 13-14-15 Settembre


Con le Giornate Antispeciste del 13-14-15 Settembre vogliamo rilanciare l'esperienza positiva del Vegan Circus Fest, dando continuità al progetto ed affiancandovene altri, come quello "botteghe di paese bio-vegan" e la manifestazione nazionale contro gli allevamenti di visoni. 
Cercheremo per questo evento di consolidare ulteriormente le sinergie e le relazioni instauratesi durante il Vegan Circus, in un clima di collaborazione e solidarietà autogestite ed anti-autoritarie.

La pagina sarà aggiornata con i vari sviluppi riguardanti l'evento di Settembre. Restate sintonizzat*!


L'evento si terrà presso l'Ostello Casale della Mora, a Vignola

*Green Riot - Animal Empathy - VCF Staff*

lunedì 3 giugno 2013

Brano su specismo, antispecismo, etica vegan (Claudio Serreli)

 Uccidere animali non è affatto indispensabile per la salute e la sopravvivenza umana. La risposta che veniva abitualmente offerta riguardava la supposta incapacità degli animali a provar sensazioni – considerate esclusivamente umane – quali la paura, l’angoscia, la rabbia, l’affetto, la noia. Si sosteneva che questi esseri, semplicemente, non fossero consapevoli di esistere, non avessero la capacità di formulare pensieri, di distinguere, per esempio, la differenza tra la libertà e la prigionia.

Pur considerando l’arretratezza e la mancanza di buon senso, di empatia e di sensibilità insite in questa risposta (che peraltro, oggi, è superata da prove e studi di etologia) Peter Singer chiese, allora, di considerare con attenzione il trattamento che veniva riservato a quegli umani che, per nascita o per disgrazia, non erano più in grado di formulare pensieri o di aver consapevolezza del loro essere qui e ora. Ovviamente, queste persone, ricevevano cure e attenzioni e, nessuno, a parte i nazisti di ben nota memoria, si sarebbe sognato di usarli come cavie per esperimenti, di rinchiuderli e di allevarli per sfruttarne la pelle, la carne, le ossa, il lavoro o il divertimento che potevano rendere.
Era dunque ovvio che la supposta incapacità degli animali a pensare non fosse la risposta giusta, non fosse, in altre parole, la reale discriminante che ci permetteva di decidere chi poteva essere torturato, ucciso e mangiato e chi, invece, aveva diritto alle cure e al rispetto.

Perché è chiaro che se la discriminante fosse stata unicamente quella fino ad allora esposta, anche gli umani cerebrolesi avrebbero dovuto patir le sorti degli animali cosiddetti “da reddito”.

Dopo questa “uscita” di Peter Singer, allora, diversi filosofi conclusero che quegli esseri umani avevano il diritto alla cura e al rispetto morale perché facenti parte della nostra specie, in altre parole per il solo fatto di essere umani.
E questa, in effetti, è la risposta a cui ricorrono tutte le persone che non desiderano affrontare in maniera aperta e completa la questione animale. È la risposta che si fornisce più abitualmente. Ma Peter Singer non si accontentò di questa risposta. Peter Singer chiese il perché. Chiese perché l’appartenenza ad una specie piuttosto che ad un’altra garantisse il rispetto morale, il diritto alla vita, la garanzia di non essere comprati, venduti, rinchiusi, mutilati, uccisi.

Nessuna risposta è ancora arrivata.

Ed è ovvio che sia così, per il semplice fatto che l’unica risposta possibile dovrebbe essere strettamente connessa all’ideologia del dominio: la base fondante del razzismo, del fascismo, del sessimo, del militarismo…tutti ismi da cui, in tanti oramai, pretendono di avere preso definitivamente le distanze. Se, infatti, decidiamo in maniera arbitraria che una specie può fare ciò che vuole di tutte le altre, perché mai non dovremmo accettare che una razza, un esercito, un sesso, un’elite, una casta possa fare altrettanto con tutti gli altri?

Purtroppo è sempre bene ricordare che dominare una persona, un popolo una specie significa intervenire sul suo ciclo biologico, sulla sua libertà, significa cancellare questa persona, negare la sua identità, negargli ogni opportunità di realizzazione.

L’antispecismo sceglie di superare drasticamente l’ideologia del dominio, sceglie di farlo in tutti i suoi aspetti mettendo in evidenza anche (e ovviamente non solo) la questione animale che è il primo dei tanti gradini che portano al vertice di una ben nota piramide basata sulla violenza, il controllo e la gerarchia.

Il punto essenziale, però, è che anche chi riconosce e combatte questa piramide, molto spesso, non si accorge di esserne parte integrante, di utilizzare le sue stesse dinamiche, di favorirne la crescita e la spietatezza.

Succedeva in tempi passati, quando i vecchi compagni, tornati a casa dopo le lotte politiche, sfruttavano le loro stesse mogli, o insultavano e picchiavano il figlio gay. Succede oggi a molti libertari che accettano e partecipano al dominio di tutte le specie animali, che accettano e finanziano strutture circondate da fili spinati dove vivono, stipati in luoghi angusti, terrorizzati, inseminati artificialmente, alimentati forzatamente, sfruttati e infine uccisi, miliardi di individui la cui unica colpa è quella di non essere umani.

lunedì 22 aprile 2013

INTERVENTO ANTISPECISTA AL CONGRESSO REGIONALE FIM FEMCA-CISL by Tiziana "Cuore Di Animale" Stanzani


"Voglio condividere con voi fratelli questa nota, che spero rappresenterà un passo decisivo per sensibilizzare anche i Sindacati verso una coscienza nuova. Mi hanno invitata, come delegata sindacale, sul tema “altri ruoli del Delegato Sindacale” e io ho colto la palla al balzo: potevo parlare di qualunque cosa, così mi sono scatenata. Poi ho ricevuto un mucchio di applausi, un Assessore Regionale mi ha chiesto di spedirgli questo discorso, alcuni Operatori anche… Spero sarà il primo di molti interventi. Questo Congresso era importante, si svolge ogni quattro anni, e mi hanno ascoltato tutti con attenzione:

LECCO - 18 APRILE 2013 - CONGRESSO REGIONALE FIM-CISL
INTERVENTO DI TIZIANA STANZANI, RSU/RLS FIM MILANO, COMPONENTE DELL’ESECUTIVO DI MILANO, GRUPPO SALUTE E SICUREZZA.
CATEGORIE: METALMECCANICI E CHIMICI

Presenti: Segretario Nazionali FIM-CISL Alberto Monticco, Segretario Nazionale FEMCA-CISL Gianluca Bianco, Segretaria FIM-CISLMilano Nicola Alberta, Segreteria Regionale per la Lombardia (Presenti: circa 200 persone, tra cui Operatori di zona di entrambe le categorie, altre Segreterie comunali, alcuni Assessori Regione Lombardia, giornalisti di alcune testate)

(Intervento precedente: argomenti strettamente sindacali)

TEMA: ALTRI RUOLI DEL DELEGATO

Questo […] era il primo argomento di cui volevo parlare, ma non perché lo reputo più importante, solo perché è quello più strettamente legato al Sindacato, alla Sicurezza, alla Salute fisica e ormai mentale di molte popolazioni. Il secondo argomento di cui vorrei parlare oggi non si aggancia col Sindacato, anzi; spesso va in conflitto con esso.

Sono 33 anni che faccio il percorso che tra poco vi esporrò, in silenzio e controcorrente. Io mi sto occupando di una categoria che riguarda tutti gli altri abitanti del pianeta, che non sono umani, perché sono fermamente convinta, se vogliamo sopravvivere tutti, che l’antropocentrismo deve finire. Tutta l’umanità, tutta l’economia, la società, l’etica, il sistema mondiale dovrà prendere atto degli scempi che sta perpetrando ai danni del pianeta e degli animali non umani, che hanno gli stessi diritti di esistenza ed evoluzione che abbiamo noi, ma tutto ruota ancora  intorno all’uomo. L’uomo, questo piccolo arrogante essere, intelligente ma egoista, che a volte amo per la sua grandezza e a volte detesto per i suoi capricci insulsi, sta uccidendo impunito e a norma di legge. Ogni settore è incentrato sull’uomo, sulla sua salute,sulla sua digestione, sui suoi rifiuti da cavalletta avida. Perdonate il fervore, ma nessuno può negare che l’uomo consuma tutto senza nulla dare in cambio alla Creazione, se non i propri rifiuti.

Questo sistema di consumare, mangiare, buttare,non smaltire, devastare, di ingrassare con valori che non sono valori ci sta conducendo tutti sull’orlo del precipizio. Personalmente, non sono felice. Ho un lavoro, una famiglia, la casa, un po’ di salute, ma non sono felice. Perché? Siamo in crisi eppure non possiamo negare di stare tutti MEGLIO rispetto a cent’anni fa. Abbiamo SOLO DI  PIU’.

L’uomo è sempre al centro dell’universo, la chiesa cattolica ci ha ridotti come frustrati semidei in terra: l’uomo, l’uomo,l’uomo! Come una volta era la terra stessa attorno alla quale girava l’intera galassia. Lo capite che siamo ancora in pieno medioevo? Il pianeta non è al nostro servizio solo perché quattro scritture di tre grandi religioni monoteiste lo affermano da secoli, che possiamo continuare a permetterci di fare i nostri porci comodi ancora a lungo... L’uomo deve rendersi conto che è OSPITE sul pianeta terra, ed è ora di smetterla di fare i padroni incondizionati come un qualunque dittatore di latta. Siamo in sette miliardi,ma la terra potrebbe ospitarne altri dieci, se con coscienza provassimo a distribuire le ricchezze e le risorse planetarie, e questo senza pesare su nessuno, senza uccidere nessuno, senza disboscare, senza inquinare. Ma l’uomo è pronto a fare questo passo?

Stiamo ammazzando il pianeta. Stiamo coltivando selvaggiamente milioni di ettari per far cosa? Ma lo sapete veramente per far cosa? Per creare un effetto serra mastodontico, ancora più grande di quello provocato dalle polveri sottili del riscaldamento e delle automobili: miliardi di tonnellate di grano, orzo, mais, soya, riso, avena, farro, piselli, fagioli,verze e lenticchie non potrebbero finire sulle nostre tavole o meglio: nei poveri piatti della gente del terzo mondo? NO, sarebbe uno spreco: per ingrassare il già opulento e infelice occidente, tutto questo ben di dio va a finire nelle migliaia di allevamenti intensivi che producono gas serra, e servono a loro volta per essere uccisi e per nutrire solo un quarto della popolazione umana. Che si ammala anche lei, perché queste povere creature sono imbottite di antiparassitari, antibiotici, antinfiammatori, ormoni di ogni sorta, persino antidepressivi. Aprite gli occhi. E tutto il resto dell’umanità muore di fame.

Ci sono 62 miliardi di animali che ogni anno nel mondo vengono sfruttati, macellati,vivisezionati, cacciati, spellati, disprezzati, bruciati, derisi, usati, tormentati, bucati, picchiati, insaccati, bolliti, triturati vivi, costretti a riprodursi, a produrre carne e latte contro ogni legge di natura, vengono torturati, abbandonati, nemmeno anestetizzati, e c’é ancora qualcuno che disquisisce sulla carne se fa bene, o se fa male, o se abbiamo i canini per azzannarla? Ma c’é qualcuno al mondo che conosca la VERGOGNA almeno di vista? Qualcuno dei sette miliardi di cavallette umane quanti siamo, che tutto prendono senza nulla dare e che ancora hanno la spocchia di definirsi “razza superiore” può spiegarmi con parole povere questa superiorità in che cosa consiste? “Mi piace la carne”? Oppure: “Io sono un medico, io so TUTTO”? Ma stiamo parlando di sopravvivenza o di sveglia della propria coscienza? Vorrei che qualcuno impari a dire ogni tanto “mi piace leggere e soprattutto ascoltare”, che forse la superiorità umana comincerà ad avere un senso. E tutto questo per nutrire, “curare”, soddisfare un uomo che lasciatemelo dire, non è mai stato così infelice come ora.

Ma vi rendete conto di come stiamo vivendo? Possibile che nessuno si scandalizzi quando ci dicono di fare l’amore con il sapore? Io faccio campagne di sensibilizzazione in questo senso da tanti anni, spesso mi ritrovo nelle piazze delle nostre principali città per denunciare questo scempio, questo delirio che si perpetra da troppi anni, e spesso mi tocca scappare dalle forze dell’ordine perché vorrebbero impedirmi (impedirci) di dire la verità.

Urlo contro i farmaci,che ci stanno ammazzando, contro le lobbies farmaceutiche, colossali mostri che hanno interesse a massacrare creature di ogni tipo per darci prodotti velenosi,pieni di effetti collaterali e che spesso conducono a un’altra sorta di morti bianche.

Alle lobbies farmaceutiche conviene arricchirsi mantenendoci ammalati, perché la vivisezione esiste, e come ho scritto anche a Nicola e Giuseppe,a volte mi sento come Don Chisciotte, ma non riesco ad arrendermi davanti a ogni usurpazione di diritti, ad ogni insulto alla vita, ad ogni sofferenza che vedo in giro, da qualunque creatura provenga l’urlo. Sono stanca e furiosa di veder morire persone completamente pelate dalle chemio, ridotti all’osso e morire senza dignità, a chi dice a queste persone che i soldi donati in buona fede a Telethon e alla ricerca (la ricerca dei soldi dell’AIRC per esempio) sono serviti a questo?

La scienza è un fallimento perché non rispetta la vita. La medicina è un fallimento perché utilizzare i metodi alternativi, come le colture in vitro di cellule umane, rende meno soldi. La morale mi brucia in effige quando propongo che ognuno di noi deve donare il proprio corpo alla ricerca, quella vera, quella fatta col cuore, affinchè medici e ricercatori degni di questo nome conducano esperimenti su di essi. Medici e ricercatori di questo tipo esistono, giovani con borse di studio che potrebbero fare la differenza sono invece costretti a lavorare nei call center. La famosa poltrona stretta intorno al sedere come vedete, non esiste solo in politica. E nel frattempo negli allevamenti, nei laboratori medici e cosmetici, soffrono e muoiono innumerevoli animali. Scimmie, topi, cani, conigli, gatti, persino piccioni, anatre, bovini, maiali, ed è con questi modelli che ci CURANO!!

Ne cogliete l’insulto, a noi e a loro? E allora cerchiamo di soddisfarci facendoci un regalino, magari un giubbotto con il colletto in pelo, senza nemmeno chiederci da dove provenga. Se ci dicessero che proviene da cani e gatti scuoiati vivi in Cina, dove se li mangiano bolliti, ancora vivi subito dopo, lo compreremmo? Mangeremmo uova se ci dicessero che appena nati, i pulcini maschi vengono tritati vivi perché non produrranno uova? Mangeremmo un pollo cui hanno troncato il becco perché impazziva in batteria e beccava i suoi poveri compagni? Festeggeremmo la santapasqua in nome di dio, se sapessimo che il piccolo agnello è stato strappato alla madre a un mese di vita, fra grida atroci per essere colpito violentemente alla testa, oppure dissanguato? Berremmo latte e mangeremmo formaggi, se sapessimo che le vacche sono costrette a essere incinta sempre senza vedere mai i propri figli, se non quando glieli sgozzano appesi a un chiodo, mentre urla per le mastiti e i tumori alle mammelle?

Non c’è un animale allevato che non muoia prima di diventare un adolescente. Sono tutti bambini. Il mondo è anche loro e noi siamo dei mostri. Il cuore di una persona che decide di fare il delegato può anche essere antispecista, perché sensibile anche a queste realtà. Non datemi dell’animalista, provate a vedere in modo globale questo sistema che ha ucciso lo Spirito in noi. Questa forza mi spinge a lottare in azienda per avere una mensa più vegetariana e vedere così meno malati di cancro, e la mia, vedete, non è una scelta tanto dietetica quanto ETICA, NEL SENSO PIU’ SACRO DEL TERMINE. La terra muore perché i concimi sono chimici, le api muoiono perché i fiori sono meno e sempre più malati, perfino i lombrichi, stupendi alchimisti nel profondo della umile terra, stanno morendo perché noi ci nutriamo di morte e non di vita. E il mare?Non è più colorato, sotto, e i pesci diminuiscono. Continuiamo a parlare male di Hitler e di tutti i nazisti di ogni tempo, senza renderci conto che quelloche loro facevano a ebrei, neri, omosessuali, comunisti, zingari, invalidi, l’umanità intera lo sta facendo ai suoi fratelli più piccoli e diversi. Gli animali. Non saremo degni di definirci Umanità finchè tutto questo scempio non sarà finito e solo quando sarà finito perché avremo preso coscienza, potremo trovare un po’ di pace e di felicità dentro di noi, e smetteremo tutti di svuotare il mare col secchiello.

 

Una frase famosa del filmSchindler’s list, dice: “Chi salva una vita, salva il mondo intero”. Non è più vero. Non mi basta più: adesso è il mondo intero che deve essere salvato, per salvare anche solo una vita. E non guardate più con aria di sufficienza, quelli come me, perché non siamo né pazzi, né invasati, né non abbiamo altri problemi che questo cui pensare. Ne abbiamo eccome, come tutti gli altri.

        

         Per chi fosse interessato a partecipare, sabato nel primo pomeriggio in Piazza Duca d’Aosta a Milano, ci sarà una grande manifestazione contro la vivisezione, in memoria delle innumerevoli vittime immolate sull’altare dell’antropocentrismo.

 

Io voglio essere il Sindacato dei più deboli in assoluto.


Grazie."

Grazie a te Tiziana, ed a quelli come te! 
Liberi Tutti!

sabato 9 marzo 2013

SAVE THE WOLVES

"We need another and a wiser and perhaps a more mystical concept of animals. Remote from universal nature, and living by complicated artifice, man in civilization surveys the creature through the glass of his knowledge and sees thereby a feather magnified and the whole image in distortion. We patronize them for their incompleteness, for their tragic fate of having taken form so far below ourselves. And therein we err, and greatly err. For the animal shall not be measured by man. In a world older and more complete than ours they move finished and complete, gifted with extensions of the senses we have lost or never attained, living by voices we shall never hear. They are not brethren, they are not underlings; they are other nations, caught with ourselves in the net of life and time, fellow prisoners of the splendor and travail of the earth." 
Henry Beston

venerdì 22 febbraio 2013

Vegan Circus Fest 2013


Vegan circus fest - Festival antispecista libertario
Vignola (MO) - 12, 13 e 14luglio2013

Il Vegan circus fest vuole mettere a disposizione dell'antispecismo libertario un luogo dove confrontarsi, organizzarsi, formarsi, gioire ma soprattutto dare delle risposte. Non ci occuperemo solo di veganesimo e antispecismo ma anche di politiche sociali, repressione, diritto alla terra e alla casa, scuola libertaria, cooperazione solidale senza farci mancare una buona dose di arte nelle sue varie forme ed espressioni.
La manifestazione della durata di tre giorni si svolgerà a Vignola (Mo), il 12-13-14 luglio 2013, si tratterà di un festival diffuso in quanto abbiamo a disposizione buona parte del centro cittadino, diverse strutture per conferenze, dibattiti, stage, proiezioni, ecc. , aree tematiche per associazioni, produttori, espositori, editoria, spazio multimediale, spazio bambini, arena spettacoli, ristorazione, ostello, campeggio, area camper. Stiamo programmando le produzioni alimentari fra i tanti produttori bio della zona, quindi cibo vegan, da produzioni bio, a km 0.

Completamente autogestito nella sua progettazione, svincolato da logiche partitiche, dall'associazionismo collaborativo e da qualsiasi forma di autoritarismo o verticismo, il Vegan circus fest si ispira al concetto rivoluzionario di democrazia diretta e di rifiuto della delega.

comitato promotore: 

Ass. Green riot
Animal Empathy-antispecisti libertari modena
La vera bestia
Ass.ne No cage

collaboratori: campagne per gli animali

a breve il sito ed altre info.

Nel frattempo, spargete la voce a tutti i vostri conoscenti! Grazie.

p.s: chiunque sia interessato a collaborare contatti Animal Empathy (https://www.facebook.com/pages/Animal-Empathy-antispecisti-modena/196009230472341?fref=ts) 
oppure Green Riot!


Evento facebook: https://www.facebook.com/events/499738290069446/?ref=22

Per volontari: risorse@vegancircusfest.org
Per chi si ferma a dormire: accoglienza@vegancircusfest.org
Per gli espositori: espositori@vegancircusfest.org 


martedì 8 gennaio 2013

L'arringa (spettacolo teatrale)


Dal 22 gennaio alL'8 febbraio 2013 TEATRO DUSE - BARI -VIALE DOMENICO COTUGNO, 21 - TEL.0805046979


Lo spettacolo sarà proposto al Teatro Duse di Bari per tre settimane, dal 22 gennaio fino all' 8 febbraio, dal martedì al venerdì, alle ore 21.00 (escluso sabato, domenica e lunedì)

" L' A R R I N G A "

liberamente tratto dal libro di MARIO CHIECHI

" DELLA VERIDICA STORIA DI UN CAVALLO CHE GIUDIC0' I SUOI GIUDICI "

con
RINO BIZZARRO, LINO DE VENUTO, CRISTINA SICILIANO, FLORIANA UVA

L'uomo al centro del mondo, incontrastato dominatore dell'universo, l'uomo creatore di storia e di destini, anche quelli degli animali. E se gli animali potessero parlare, cosa direbbero agli umani? - sembra chiedersi Mario Chiechi, l'autore del libro, animalista convinto.
E scrive la storia un po' vera, un po’ kafkiana, del cavallo Baionne, posto sotto processo con l’accusa di omicidio. Questo cavallo, impegnato presso una struttura di cura in un efficace rapporto di pet-theraphy, giunge “virtualmente” (ma teatralmente, in modo reale, ben visibile) in un’aula di giustizia e davanti ai giurati, all’avvocato accusatore e a quello difensore, prima al passo e poi al trotto, comincia a contestare le accuse che gli sono state rivolte, elencando, per contro, i terribili misfatti di cui gli uomini, consapevolmente o meno, si sono macchiati nel corso della storia fino ad oggi, nel rapporto violento tra loro stessi, in quello (auto) distruttivo con l'ambiente e, in particolare, nel rapporto di feroce sfruttamento degli animali. Gli uomini, giudicati da Baionne – crudeli-superbi e cinici - hanno sempre considerato le bestie, non esseri viventi che sentono e soffrono al pari degli umani, ma utilità, strumenti inferiori creati ad uso dell'uomo, nati per essere sacrificati, per essere usati come forza-lavoro e per l'industria del divertimento. Ed infine uccisi nel modo più cruento. Sulla brutale realtà della vivisezione il vecchio cavallo lancia ai falsi scienziati accuse pesantissime “per crimini contro la vita e la natura: ”se tutti quei miliardi e miliardi di animali inutilmente torturati e sacrificati, con crudeltà inaudite, urlassero tutti nello stesso istante, sulla terra avverrebbe un immane cataclisma”. Che gli animali vengano rispettati nei loro diritti naturali, chiede Baionne, che siano lasciati in pace, sia lasciata loro la loro parte di mondo. Baionne conosce già la sentenza, sarà la macellazione, diverrà cioè pezzi di carne incelofanati e prezzati esposti nei banconi-frigo dei supermercati ma “quei pezzi di carne” che finiranno prima sulle griglie, tra carboni ardenti, e poi nei piatti e nei corpi degli uomini - ricorda Baionne ai giurati - “non saranno anonimi e senza storia ma pezzi di me, di un vostro fratello, di un cavallo realmente vissuto con tutto quel che di vivo, essenziale, unico e sofferente mi è appartenuto”. Il libro con la drammaturgia e lo spettacolo che ne derivano dai contenuti forti ma intrisi anche d'ironia, di gioco teatrale e poesia, danno voce, attraverso Baionne, un cavallo nato libero come il vento, all'universo animale, all'interno di un difficile rapporto di convivenza con la specie uomo. Ed è proprio l’uomo, rileva l’autore, che deve ritornare a dare un significato alle azioni che fa: che senso hanno oggi il macabro rituale della corrida, della caccia spietata, della vivisezione, soprattutto oggi, quando la ricerca può essere condotta con validi metodi sostitutivi? La terra non sarà mai un paradiso, certo, ma sarebbe sufficiente che noi uomini ci scrollassimo un po' di dosso questo maniacale antropocentrismo. I nostri mondi, ci ricorda Baionne, non sono poi così lontani come sembra, anche gli animali in fondo sono un po’ umani e gli umani un po’ animali. Perché, suggerisce ancora Chiechi, non proviamo a sfuggire alla perversa marcatura delle diversità, IO, Tu, lui… voi….. loro. Perché non proviamo a vivere nell'unità cosmica, a sentirci semplicemente come un “noi”.
Lino De Venuto

lunedì 3 dicembre 2012

Morali ed Etiche "parziali"

Accanto alla morale religiosa, e cristiana in particolare, (che limita la sua sfera d'azione alla sola specie umana) va affermandosi sempre più la morale del Movimento Universalista (del quale sono parte viva e palpitante i vegetariani e gli animalisti) che estende i principi di rispetto e di giustizia dall'uomo ad ogni essere senziente: una rivoluzione etica, culturale, s
ociale ed esistenziale pari solo, a mio avviso, al superamento della cultura schiavista.



Come risponde la Chiesa cattolica a questa stupenda realtà che emerge dalle nuove generazioni, che fa onore alla coscienza umana, alla civiltà, al progresso civile, morale e spirituale, che si apre anche alle necessità di coloro che non appartengono alla specie umana, con una capacità di condivisione più vasta? La morale dei vegetariani e degli animalisti non solo non viene accolta e valorizzata ma spesso vi è un palese rigetto, una totale chiusura ed un'esplicita accusa di sperperare energie e risorse che dovrebbero essere impiegate esclusivamente a beneficio della specie umana: come se gli esseri umani non potessero interessarsi dell'una e dell'altra realtà.

Avete mai sentito dire, da parte del clero, ”dopo che vi siete interessati dell'uomo preoccupatevi del benessere degli animali”? Nonostante gli animalisti in ogni parte del mondo siano una realtà in crescita esponenziale per la Chiesa il problema degli animali, semplicemente, non esiste, un problema che nemmeno la sfiora.Come è possibile che siano i laici (che magari non fanno riferimento alla Patristica, alla Scolastica, né ai Testi Sacri ma semplicemente alla loro coscienza) a chiedere amore e rispetto per le creature più deboli e indifese, vittime del nostro egoismo e della nostra ingordigia? Non dovrebbe forse essere il clero, che per definizione incarna quei principi di non violenza e di amore, sostenere questa nuova ed edificante apertura morale?

La Chiesa cattolica non dovrebbe apprezzare ed agevolare ogni espressione umana che tende a rendere l'uomo migliore? Anche se non è nelle sue priorità assistenziali interessarsi del benessere degli animali non dovrebbe condannare l'indifferenza, lo sfruttamento e l'uccisione degli animali come ciò che incide negativamente sulla coscienza, sulla spiritualità dell'individuo, sull'economia, sull'ambiente, sulla fame nel mondo? Come può un prete lasciarsi superare in compassione, in sensibilità ed in senso di giustizia da un uomo qualunque che non ha per istituzione questa missione? L'indifferenza verso la sofferenza altrui non è il vero cancro della coscienza che i preti sono chiamati a curare? Il disprezzo della vita non si oppone al piano del Creatore? Non è forse la misericordia il fulcro della dottrina cristiana? E può la misericordia essere data all'uomo e negata all'animale? Quale amore è quello limitato ad un solo membro della famiglia mentre si è crudeli con gli altri componenti?

Come possono i religiosi negare l'evidenza che la nostra visione del mondo e della vita sia più vicina alla dimensione paradisiaca e quindi al progetto stesso di Dio? Perché la vita e la sofferenza dell'uomo hanno valore proprio mentre la vita e la sofferenza dell'animale sono privi di valore?Che differenza c'è tra l'angoscia di un animale braccato e quella di un uomo in preda allo stesso terrore? Che differenza c'è tra il pianto di una mucca a cui è stato strappato il vitello per essere fatto a pezzi e mangiato e quello di una madre a cui un criminale ha sottratto un bambino? La Chiesa cattolica risponderà mai alle nostre domande o continuerà ad ignorare le nostre istanze chiudendosi, come è sempre successo in passato, di fronte alle nuove esigenze dell'animo umano?

by Franco Libero Manco

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Quanto sangue dovrà essere ancora versato prima che la Chiesa e gli educatori religiosi si accorgano che sono anacronisticamente chiusi nella loro torre d'avorio, sordi al pianto delle loro vittime innocenti?
........Ale

https://www.facebook.com/pages/unione-veg-aiutare-gli-animali/180591762005688

lunedì 12 novembre 2012

Mattatoi: campi di sterminio di Franco Libero Manco

Grazie per la foto a: http://www.laboratorioantispecista.org/ 
Sconcerta la capacità dell’uomo di abituarsi a convivere con le realtà più aberranti, a considerare con indifferenza anche i delitti più orrendi. Il crimine dei campi di concentramento e di sterminio nazista viene a buon motivo considerato il più nero che grava sulla coscienza umana come una macchia indelebile.
Tali luoghi di orrore se sono statI aboliti per gli esseri umani continuano a moltiplicarsi a danno degli animali. Non vi è città o piccolo centro che non abbia il suo mattatoio, veri centri di tortura e di sterminio, con il consenso generale e la benedizione di Santa Romana Chiesa che attraverso le leggi arcaiche del Vecchio Testamento ha inculcato nella gente l’idea che gli animali siano stati creati da Dio per essere  usati, uccisi e divorati dall’uomo.
La condizione degli animali negli allevamenti intensivi e nei mattatoi non è diversa da quella subita da molti esseri umani nei lager nazisti, eppure la gente, avendo messo a tacere la propria coscienza ed il proprio senso critico, accetta con la più sconcertante indifferenza che milioni di animali innocenti, capaci come l’uomo di soffrire e di avere terrore della morte, vengano giornalmente privati della loro libertà e costretti a vivere in condizioni indescrivibili per poi essere trasportati sui vagoni blindati al macello dove li aspetta una morte terribile al solo scopo di deliziare il palato degli esseri umani che non intendono rinunciare al piacere di un piatto saporito. Nonostante la inconfutabile ottima salute dei vegetariani la gente vuole continuare a credere che l’organismo umano ha bisogno di ingurgitare un pezzo di cadavere al giorno per mantenersi in salute.
Come può un essere umano, che si considera ad immagine di Dio, ritenere più importante il piacere della sua gola della sofferenza e della morte di migliaia di animali che a causa sua vengono uccisi? Come può non provare ribrezzo nel mangiare la parte sanguinolenta del corpo di un animale? Come può essere così ingiusto e crudele e stupirsi poi della violenza e della guerra? Bene diceva il filosofo Herrman quando affermava: “Finché vi saranno i mattatoi vi saranno i campi di battaglia.” Commovente a me pare il testamento spirituale del poeta Shelley: “In nome di tutto ciò che è sacro nelle vostre speranze, io esorto coloro che amano la verità e la felicità di fare ragionevole esperimento del sistema vegetariano.”

Carne "felice"? Un'altra ipocrisia. di Francesco Pullia

Siamo circondati, sommersi, da mistificazione e malafede. Spesso e volentieri, ci si appiglia a costruzioni mentali pretestuosamente strumentali pur di non scalfire credenze che, se si sgretolassero, metterebbero in crisi le basi di un sistema al tempo stesso ideologico ed economico. Il rapporto con gli altri animali, con i non umani per intenderci, è la cartina di tornasole di questa condizione, perché rimanda ad un insieme di ordini sedimentato, stratificatosi nel corso del tempo. Un insieme fondato sullo sfruttamento, sulla violenza, sull’assoggettamento, sull’annientamento dell’altro. Siamo soliti, ad esempio, interrogarci su “cosa” mangiamo, mentre dovremmo farlo su “chi”, su quale essere, sottoposto ad allevamento, uccisione, sezionamento, è finito nel piatto.

Non solo l’altro viene privato della vita ma viene oggettivato, reificato. Occultiamo, tramite l’invisibilità, i luoghi da cui il vivente uscirà sotto forma di trancio, di parte sottratta a una totalità palpitante. Rendiamo difficile l’accesso ai lager in cui individui di specie diverse, ridotti a numeri e cartellini, vengono forzatamente nutriti e sottoposti ad abrasioni o menomazioni per produrre carne, latte, uova, paté, confezioni di pesce, capi d’abbigliamento.

Lo strazio consumato lontano dagli occhi e dalle orecchie, lo sprezzante esercizio di brutale dominio perpetrato, come nelle deportazioni in massa durante il nazismo o lo stalinismo, con la complicità, diretta o indiretta, volente o nolente, dei consumatori, non (si) concede pause.

Come se non bastasse, ecco la trovata di ammantare l’orrore, fornendo un alibi, infiocchettandolo. Ed ecco, allora, loslow food, la “carne felice” o pseudo tale, scaturita cioè da un’operazione di imbellettamento il cui scopo è alleviare le coscienze dei consumatori. Come se al bovino o al suino allevato nelle fattorie “bio” non spetti, in fondo, identica fine del bovino o del suino che ha trascorso la propria esistenza nell’artificiosità dei grandi complessi industriali.

E’una sorta di etichettamento eufemistico, ha scritto Annamaria Manzoni, quello che “ci parla di mucche felici (di vedersi sottratto il vitellino appena nato, che viene allontanato urlante e disperato), che ci mostra maialini danzanti (per essere stati evirati, amputati, appena nati, di denti e coda), che definisce la caccia “buona” (perché stermina a pallettoni animali in sovrappiù per il gioioso piacere di uomini – e donne! – in assetto di guerra), di macellazione umanitaria (ma gli ossimori sono per definizione termini incompatibili tra di loro)”.

Un allevamento o un mattatoio “ottimali” sono, in realtà, un controsenso. Non possono esistere. E’ come se ci fossero stati campi di concentramento in cui gli internati venivano trattati “bene” per essere meglio inceneriti.

Come Guido Ceronetti, antiretore per eccellenza, ha constatato, “anche solo la vista di vagoni carichi di creature sofferenti dovrebbe lasciare qualche traccia (…). Chi sa questo e guarda anche solo per una volta gli occhi di un vitello dietro le sbarre, si sentirà – specie se ne è corresponsabile attraverso le sue abitudini alimentari - consciamente o inconsciamente colpevole, offeso nella sua umanità. Alla lunga, però, un comportamento che intuisce l’ingiustizia ma non fa nulla contro di essa rende malati e questa indifferenza nei confronti delle creature a noi affidate e della loro sofferenza è forse una malattia peggiore del morbo della mucca pazza, perché più diffusa”.

Non è ipocrita e mistificatorio, dunque, come è stato fatto recentemente sul Domenicale del Sole 24 Ore da parte di una “bioeticista”, utilizzare la foglia di fico del cosiddetto “benessere animale” per perorare meglio le “ragioni del mercato” (vale a dire dello sfruttamento)? E ancora: ha senso parlare di “biosicurezza” e “riduzione di lunghezza delle filiere” se, poi, la fine per l’animale è ugualmente segnata, l’esito è sempre tragicamente lo stesso?

lunedì 15 ottobre 2012

QUESTO BLOG E' 100% NOPROFIT. (G.B.)


Questo blog è 100% NOPROFIT 


Non voglio insozzarlo con i soldi, il profitto, la pubblicità e la mercificazione!
Non vendo e non compro nulla!
Questo blog è il mio piccolo contributo a diffondere veganismo, antispecismo e le lotte per la liberazione del pianeta Terra, contro il "sistema" capitalistico di sfruttamento dei più deboli e delle risorse planetarie mercificando tutto, contro tutte le ingiustizie e tutte le schiavitù normalizzate e rese omogenee fino a farle percepire naturali.
Questo blog vuole essere una cassa di risonanza per nuove idee e azioni per ottenere cambiamenti radicali e per rendere questo pianeta un posto più giusto per tutti gli esseri viventi.
Questo blog si propone di indurre la consapevolezza della portata sociopolitica delle idee e delle lotte antispeciste, il cambiamento del modo di vivere, il boicottaggio delle multinazionali che danneggiano e sfruttano animali e ambiente per i loro sporchi profitti, il non mangiare carne e derivati dei nostri fratelli (veganismo etico), il "consumo consapevole", la portata dirompente del "non comprare" o comprare solo il necessario, il baratto, lo scambio, il riciclo, l'abbattimento dell'uso dei soldi.

La presa di coscienza di molti porterà ad un vero cambiamento sociale e giustizia per tutti gli esseri viventi, condizione senza la quale non si può raggiungere la libertà nell'armonia della convivenza pacifica.
L'informazione pulita apre tutte le "porte chiuse".

Un abbraccio! :)


N.B. Questa non è una testata giornalistica...io non sono un giornalista...non sono obbligato a nessuna iscrizione legale e ad aggiornare quotidianamente questo blog. Quando lo riterrò opportuno pubblicherò ciò che penso sia importante diffondere. 

domenica 14 ottobre 2012

"SCATENIAMO" IL DIVERTIMENTO by Animal Amnesty/Coordinamento Antispecista


Il 1° Dicembre a Roma il Papa riceverà in udienza i rappresentanti dell'Ente Nazionale Circhi, persone che lucrano sugli animali tenendoli lontano dal loro habitat e costringendoli a fare esercizi lontani dalla propria etologia. 

In quest'occasione Animal Amnesty (ex Occupy Green Hill) e il COORDINAMENTO ANTISPECISTA tornano assieme nelle strade di Roma, dopo aver organizzato il 16 Giugno scorso la più grande manifestazione per gli animali della storia di questo paese.

Vogliamo portare nelle strade il nostro messaggio di protesta per chiedere che venga bandito l'uso di qualsiasi animale dai circhi, e al tempo stesso portare al nostro fianco le centinaia di realtà che in questo paese sanno far divertire e intrattenere senza usare animali, con le sole capacità di acrobati e giocolieri.

Il circo è divertimento, è svago, è gioia… e un divertimento moralmente giusto non si può basare sulla violenza, sulla schiavitù e lo sfruttamento di esseri viventi, costretti a un’esistenza crudele, piegati all'obbedienza con percosse, detenzione e fame. 

Esiste un mondo di acrobati e circensi che amano la propria arte e la praticano con gioia e passione, senza sfruttare gli animali. Un’arte che nasce con uno spirito positivo e che appartiene ad una cultura che rifiuta la violenza e le ingiustizie come forma d'intrattenimento.

Noi siamo per un divertimento sano, puro, fatto di rispetto per la vita, senza gabbie e senza catene. Un divertimento dove ogni forma di schiavitù viene totalmente abolita. 

Spezziamo ogni catena!

 "SCATENIAMO IL DIVERTIMENTO!!"


Organizzeremo il 1 Dicembre una manifestazione nazionale, con corteo per le strade della capitale e gran festa finale in piazza con spettacoli di circensi ed artisti da strada, dove non solo i bambini saranno ovviamente i benvenuti, ma lo sarà anche ogni persona che ha la voglia di cambiare questo mondo! Non perdere l'occasione di essere anche tu parte del cambiamento.

Questa sarà l’occasione per far conoscere tutte quelle realtà di artisti che non hanno molte possibilità di emergere a causa dell’egemonia delle grandi compagnie di circensi, che godono di favori e contributi statali, nonostante lucrino sulla pelle di esseri indifesi, schiavizzati e tenuti prigionieri a vita.

Venite numerosi, portate con voi i vostri bambini per un momento gioioso di festa che non causerà la sofferenza a nessun animale. 

Se volete organizzare pullman o desiderate aderire con la vostra compagnia di artisti di strada o circo contemporaneo contattateci a info@animalamnesty.it o a info@coordinamento-anstispecista.it

Un circo senza animali è possibile!!

Un circo senza animali è un dovere!!



giovedì 11 ottobre 2012

Giornata Mondiale Vegan 2012

Il 1 novembre viene celebrato in tutto il mondo il World Vegan Day, ovvero la Giornata Mondiale Vegan: proponiamo a tutti di impegnarsi in una piccola iniziativa personale in questa giornata. Non saranno necessari grandi preparativi, per le iniziative che suggeriamo, bastano pochi minuti o al massimo poche ore, e si tratta di iniziative da fare come singoli, non come associazioni o gruppi, quindi davvero tutti possono partecipare!

Qui trovate tutti i suggerimenti del caso, ma se vi vengono in mente altre iniziative di questo tipo, che possano essere realizzate come singoli, scriveteci, le aggiungeremo alla lista!

Ecco cosa potete fare, descritto in questa pagina:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1327

Leggete, divulgate, e partecipate, grazie!

AgireOra Network