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sabato 12 ottobre 2013

LA NOTTE DELLA FOLLIA - Franco Libero Manco

Non è remoto il tempo degli olocausti,

quando in ogni egoismo
dorme una nuova Mauthausen.
Mi sono madri, sorelle e figli
quelli che piangono senza colpa,
tra le bombe irlandesi o tra le Tundre,
tra le favelas del Brasile o in Palestina.
Assisto impotente ed attonito
all’oltraggio perpetrato
ogni giorno contro la vita,
ed un brivido agghiacciante mi pervade.
Ce cos’è questa lunga notte
che ci ottunde?
che plana funesta e minacciosa
in attesa dell’esito finale?
Più di ogni cosa sogno la sua distanza,
creare tra noi baratri abissali.
Contro le ombre accenderò mille lanterne

e scaglierò il mio stormo di meteore.
L’atroce sorriso di antichi fantasmi
apre ferite nella carne,
profonde come crepe telluriche,
e ciò che era informe, sopito,
ora riaffiora
alla conquista di terre desolate di metallo,
dove confluiscono integralismi
in vorticosa agonia,
tra sciami di coltelli fiammeggianti.
Sospiri, imprecazioni e gemiti
salgono dagli orogenetici Balcani.
E la battaglia più dura
è sempre quella ancora da combattere.
Per anni ho vagato senza sosta,
cercando l’antidoto alla follia umana.
Ho sentito il lezzo ed il fragore
di ogni inferno delirante del potere.
Ho dormito tra il muschio ed i cartoni
dei clandestini venuti d’oltremare.
Ho navigato tra le dune,
tra i ruderi sommersi e i telescopi,
e ho visto mari senza sponde,
e ho conosciuto terre senza cieli.
Ho visto turbini di fuoco furibondo,
e tempeste siderali piegare come canne
le superbe vette del Tibet.
Ho visto campi sterminati di membra informi
al tuono crepitante dei vulcani nucleari.
Ho sentito l’esile pianto delle vergini,
sacrificate all’alba della vita al dio straniero.
Ho conosciuto i fiori ad uno ad uno,
ed ho atteso il sole
nel petto delle scolopendre rupestri.
Ho visto le foreste arse, spettrali,
dove bruciano coi nidi dei fringuelli
i canti mai vissuti dei pulcini,
ed i voli ancora da spiccare.
Ho visto morire l’altezzosa giraffa,
l’agile mangusta, la granitica conchiglia
e infrangersi, madidi di sangue,
gli ampi drappeggi dei falchi dell’Antartide.
Lo spavaldo galoppo dei puledri e delle zebre
si è infranto come cristallo
colpito da una fionda,
e i possenti giganti degli oceani ridotti
a minuscole efflorescenze puntiformi.
Ma ho anche visto,
nel vuoto incontenibile dell’anima,
spiragli di più nuovi universi palpitati.
Ho visto l’alba stemperarsi
a passi lenti,
come cerbiatta sfiancata da una corsa
davanti al predatore,
e l’impeto vendicativo della natura vilipesa
placarsi, esausto, in un lieve silenzio
avvolto d’autunno.
Ed ora, nel dubbio fluttuante
della sua anima assopita,
dorme, indifferente e crudele,
il mondo sul mio cuore.

lunedì 9 settembre 2013

FIACCOLATA PER LE VITTIME DEI MATTATOI - ROMA - Coordinamento Antispecista


MANIFESTAZIONE IN FORMA STABILE, DAVANTI AL MATTATOIO DI ROMA

Una fiaccola per tutte le vittime del massacro che avviene quotidianamente dentro le mura dei mattatoi di tutto il mondo. Uno orrendo sterminio di miliardi di vite innocenti.

Per rendere omaggio a tutti questi individui senza nome che, a causa di un destino deciso da qualcun altro, nascono per essere uccisi senza pietà al termine di una triste e squallida esistenza, fatta di atroci patimenti e di violenze. 

Ogni città ha il suo mattatoio, lugubre cattedrale di morte e violenza, ove orribili delitti vengono commessi su esseri indifesi, lontano dagli occhi e dalle coscienze, dove non c’è spazio per la pietà e la compassione. In questi luoghi si compie l’atto finale di un atroce dramma: la condanna di un intero popolo senza colpe e senza alcuna possibilità di appello. Un olocausto senza fine.

Noi vogliamo portare l’attenzione su questi luoghi che tutti sembrano fingere di non conoscere, vogliamo dare un volto ed una voce a coloro che lì dentro hanno perso la vita e donare un lume di speranza a tutti quelli che ancora devono venire. Perché un giorno tutto questo orrore abbia fine, perché ogni lager venga chiuso ed al suo posto nasca un luogo dove coltivare la vita. Per un futuro senza campi di sterminio, un mondo dove ognuno possa vivere, amare, ma soprattutto, morire secondo la propria natura e non per mano di un boia.

Una luce per illuminare le coscienze e far vedere al mondo che si tratta di vite e non 

di numeri. E’ giunto il momento di cambiare le regole di un sistema sbagliato.

"I nostri nipoti un giorno ci chiederanno: "Dov'eri tu durante l'Olocausto degli animali? Che cosa hai fatto per fermare questi crimini orribili?" A quel punto, non potremo usare la stessa giustificazione per la seconda volta, dicendo che non lo sapevamo." Helmut Kaplan

ulteriori info: FONTE
LINK PAGE FB "COORDINAMENTO"