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lunedì 12 agosto 2013

LA STRUTTURA PIRAMIDALE DEL POTERE - Franco Libero Manco

           Se si osservano gli animali nel loro ambiente naturale ci si accorge che la figura del capo è presente in quasi tutti i branchi di animali superiori.
            Il capo si impone al branco per mezzo della sua potenza fisica o (nel caso degli umani) perché in grado di proporsi come guida, in virtù di una maggiore esperienza o saggezza connaturata, o acquisita, che si rivela determinante in alcune decisioni a favore del gruppo.

            Nasce così il primo schema di potere che si può identificare ad una base/massa con un solo picco al centro, il capo. L’esistenza del capo, anche se comporta l’obbligo di sottostare a delle regole, in genere viene accettata un pò per timore e un pò perché questo garantisce protezione e capacità di organizzazione contro eventuali nemici.
            Ma un capo, anche se al è vertice del sistema, non è mai solo. Il timore suscitato dal capo/branco si estende ai membri la sua famiglia che tutti devono rispettare e che nello schema piramidale si collocano subito dopo il capo. Dove c’è una base ed un vertice ci saranno inevitabilmente fasce intermedie che formeranno il triangolo. E in realtà lo schema piramidale vero e proprio nasce quando alla figura del capo si associano alcuni individui, per simpatia o per interesse cercando protezione, che diverranno i consiglieri, persone di fiducia, (potere legislativo) che andranno a collocarsi nella fascia successiva a quella della famiglia del capo.
            A causa della necessità di gestire masse sempre più vaste nasce l’esigenza del potere esecutivo, cioè di individui preposti all’attuazione pratica dei programmi del capo, che vanno a collocarsi nella fascia dopo il potere legislativo, ma sempre al di sopra della massa.
            Tutte le caste che si sviluppano spontaneamente vanno a collocarsi poi per importanza e potere nella corrispondente fascia piramidale a seconda della loro vicinanza al potere rappresentato dal capo.
            Accanto alla figura del capo, che esercita il suo potere in tutte le problematiche di natura pratica ed esistenziale, va delineandosi la figura del sacerdote (destinata a contendere al capo il suo dominio) il quale, sfruttando l’innata tendenza dell’essere umano a credere nell’esistenza di entità soprannaturali, si auto impone come messaggero della volontà divina. L’innata paura dell’imponderabile conferisce alla casta sacerdotale sempre più potere al punto da rappresentare una vera e propria struttura piramidale parallela al potere temporale e capace di contendere al capo il suo dominio.
            Si sviluppa spontaneamente, spesso di comune accordo e spesso in modo antagonista, la suddivisione del potere esercitato sulle masse: il primo nella gestione delle cose terrene, il secondo in quelle ultraterrene.
            Qualunque dittatura o democrazia, qualunque gruppo tribale o animale, dove sono state imposte delle regole da rispettare, viene sempre ed automaticamente ad impiantarsi lo schema piramidale: non si è mai saputo di alcuna comunità organizzata ed evoluta, umana e non, priva di un capo, dal momento che è meglio per tutti che sia uno solo a decidere (nel caso umano su suggerimento dei suoi collaboratori) su quale direzione  far spostare il “branco”, altrimenti ognuno va dalla sua parte ed il gruppo si dissolve: divisi si è deboli e facili prede del nemico.
             Lo schema piramidale con il capo al vertice del sistema è quindi quello più spontaneo in natura e si ripete inevitabilmente ogni qual volta un gruppo cerca di organizzarsi per un fine comune, in cui si cerca di utilizzare le capacità dei sui singoli componenti.
         Ma il capo non è infallibile, lui ed i suoi collaboratori possono rivelarsi disonesti, più inclini a curare i propri interessi che le aspettative del popolo. Questa è la causa di infinite sventure in cui a pagarne le conseguenze sono sempre i più deboli.
             Ma se il potere che viene dallo schema piramidale non è in grado o non vuole debellare il “male” (che in un certo senso è ciò che giustifica l’esistenza stessa del capo) la soluzione del problema non sta nell’eliminare lo schema piramidale ma nel fare in modo che il capo sia scelto dal popolo, o dal gruppo, non solo per le sue qualità di stratega ma soprattutto per i suoi alti valori morali, per la sua saggezza, per la sua condotta irreprensibile, per la sua coscienza giusta, leale e compassionevole.
          Il problema della cattiva gestione del potere non è dato dallo schema a piramide cui esso viene strutturato ma dall’uomo che lo incarna. Non è il meccanismo che rende l’uomo giusto o malvagio, ma è l’uomo che rende giusto o dannoso qualunque meccanismo. La soluzione di ogni problema non sta al di fuori dell’uomo ma nell’uomo. I meccanismi che nascono dall’uomo sono imperfetti come l’uomo: per questo la storia è costellata di crimini, lutti e rovine: meccanismi imperfetti gestiti da uomini imperfetti.
            E’ nell’uomo che bisogna intervenire se veramente si spera in una società migliore, altrimenti ogni pur lodevole iniziativa è solo inutile perdita di tempo: è come potenziare la carrozzeria di un’automobile per cercare di arginare i danni del guidatore ubriaco che guida in un centro abitato, mentre la soluzione sta nel fare in modo che nessuno debba guidare in stato di ubriachezza.
            In qualunque organizzazione, industria o fabbrica, il lavoro è suddiviso in settori per ognuno dei quali è necessario ci sia un coordinatore che, per il fatto di avere maggiore responsabilità, ha inevitabilmente anche più potere decisionale. Ma è altresì necessaria la presenza del coordinatore dei coordinatori che a sua volta, per avere maggiore responsabilità in merito ai risultati dell’opera, avrà inevitabilmente più potere.
            In realtà l’idea di una società anarchica, a struttura orizzontale, senza picchi e senza capi, è un’utopia che rimanda ad un futuro lontanissimo in cui ogni individuo non avrà più bisogno di nessuna regola  da rispettare, e di nessun obbligo per poter compiere diligentemente ed in piena onestà il suo compito nel seno di una comunità: cioè un individuo che abbia raggiunto il suo perfetto equilibrio mentale ed un elevato senso civico e morale, che sia irreprensibile sotto qualunque aspetto: onesto, giusto, positivo, capace di anteporre sempre il bene collettivo agli interessi personali. Una visione sociale che ricorda le prime comunità cristiane; ma anche in quel caso mi pare che ogni apostolo o discepolo avesse la responsabilità di un gruppo. In ogni caso, gente di tal fattezza non si improvvisa, né nasce per germinazione spontanea dalla struttura di un sistema. E’ necessario invece che sia educata, formata fin dall’infanzia, al senso della giustizia, del dovere, della condivisione, dell’onestà, della bontà, della responsabilità, della collaborazione, alla sensibilità dell’animo e soprattutto al senso critico dei fatti e dei personaggi della storia.
            In un meccanismo senza capi e senza responsabili, diciamo a struttura “brancale” ognuno pensa solo a se stesso, a fare quello che vuole e non ciò che è necessario per il bene del gruppo: questo è ciò che preclude, e non ciò che favorisce, l’evoluzione di un individuo e di un popolo. La soluzione non sta nel meccanismo strutturato dall’uomo ma nell’uomo che struttura il meccanismo. Non è per mezzo di un meccanismo che si può debellare il male che è nell’uomo. Infatti in qualunque epoca e latitudine, sotto qualunque sistema politico, l’essere umano si è comportato sempre allo stesso modo: si è macchiato degli stessi delitti e si è distinto per qualche sporadico merito. Le sole isole felici sono state alcune comunità religiose che hanno fatto dell’armonia e della collaborazione lo scopo della loro esistenza. Ma anche in queste comunità la struttura organizzativa è sempre quella piramidale. E se le cose funzionavano era solo in virtù del fatto che la coscienza degli uomini era diversa, più giusta, positiva, in virtù di un riferimento oggettivo, di un ideale superiore.
            Solo da un uomo nuovo e migliore può nascere una società nuova e migliore, capace di realizzare un mondo più equo, in qualunque struttura, meccanismo o sistema.

lunedì 20 agosto 2012

Una raccolta di articoli sul land grab

Il land grab, traducibile con «rapina (grab) della terra (land), è di fatto la razzia delle terre praticata da multinazionali occidentali (in prima linea quelle italiane) ma anche da Brasile, India, Cina, Russia. Di seguito vi invito a leggere alcuni articoli raccolti nel web.

http://www.recommon.org/gli-arraffa-terre-la-nuova-pubblicazione-di-recommon-sul-coinvolgimento-italiano-nel-business-del-land-grab/

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_stampa.php?intId=3509

http://www.vglobale.it/index.php?Itemid=61&catid=305&id=814&lang=it&option=com_content&view=article

http://www.jacktech.it/news/lifestyle/eco-stili/rapporto-wwf-caffe-carta-cotone-e-olio-di-palma-distruggono-il-pianeta.aspx

http://www.corriere.it/esteri/11_dicembre_29/land-grabbing-vigna_76714a0c-323e-11e1-848c-416f55ac0aa7.shtml

http://www.oxfamitalia.org/coltiva/coltiva/land-grab-bozza

http://www.oxfamitalia.org/coltiva/coltiva/il-land-grabbing-uno-scandalo-in-continua-crescita

http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/energia-ambiente-e-innovazione-1/anno-2011/n.-6-2011-novembre-dicembre-2011/il-land-grabbing-minaccia-la-sicurezza-alimentare-dei-poveri-e-ne-peggiora-le-condizioni-di-poverta

http://www.recommon.org/storie-di-land-grab-in-mozambico/

giovedì 9 agosto 2012

SOLO LA TERRA TI RENDERA’ LIBERO! di Gianni Tirelli

SOLO LA TERRA TI RENDERA’ LIBERO! 

Ma tu non ne conosci il significato! 

Sei schiavo nell’anima e schiavo morirai!

di Gianni Tirelli

“Io non ho padroni, ne cartellini da timbrare – nessun vigile in agguato pronto ad estorcerti denaro, e colpirti al cuore del portafogli per liberare la sua frustrazione di schiavo e di nullità umana – niente acqua contaminata, ne aria infetta, ne stridenti rumori di ruote ferrate di tram mattutini, che annunciano rabbiosi un nuovo giorno di guerra..fra le rovine della città dei morti..”.

Il lavoro non paga più – non è più conveniente- sotto ogni punto di vista, che sia la salute, il benessere, il futuro o la felicità. E sto parlando di qualsiasi lavoro che dipenda da terzi e per il quale sacrifichiamo la gran parte della nostra vita ogni santo giorno, e i cui costi materiali, morali e umani, hanno superato di gran lunga i guadagni e i presunti vantaggi. Un dato questo, che sancisce la disfatta e la fine del capitalismo e quindi di un’epoca con tutti i suoi effetti diretti e collaterali sull’umanità e sull’ambiente.
Meglio restarsene in casa ad intagliare un pezzo di legno al caldo di un camino, mentre fuori la pioggia disseta il nostro orto e alimenta il pozzo – finalmente con i nostri figli per restituire loro il tempo dell’amore e dell’attenzione – l’imprinting che modellerà il loro carattere e deciderà le loro scelte future.

Per ciò che la ragione ci può suggerire, io credo che mai, nella storia del mondo si sia prospettata l’eventualità di una società che ha incentrato le sue ragioni e la sua stessa sopravvivenza sul consumo sistematico di beni inutili e superflui e per altro, inefficaci e dannosi.
Un paradosso a tal punto madornale che si scontra con la più elementare logica, capacità di comprensione e che, per il principio di causa/effetto, sancirà la fine di quest’epoca insensata e demenziale.
Ma se il Sistema Bestia campa proprio in virtù dei nostri comportamenti irrazionali, come possiamo uscire da questo labirinto e risolvere un tale enigma? Alla fine, come ci muoviamo, ci muoviamo, il cetriolo è sempre in culo all’ortolano!
Il Sistema andrebbe smantellato fino al suo ultimo bullone, saldatura e ribattino, ridisegnato e ricostruito partendo dalla storia pre/industriale.
E se comunque, per un motivo o per un altro, dipendi dal Sistema, ogni briciola che avrai guadagnato, svendendo la tua vita e umiliando la tua dignità, Lui se la riprenderà – e così la tua salute e la tua libertà. Se poi non hai un lavoro, in pratica, non esisti!
Ma tu devi tirare avanti, hai una famiglia da mantenere e vorresti tanto poter risparmiare. Ma come farlo se non hai una lira? Risparmiare poi infrange e viola le regole del Sistema Potere, che si alimenta e sopravvive proprio in ragione del tuo consumo e dello spreco! E se tu non consumi, sarai marchiato a vita al pari di un pericoloso sovversivo e ridotto in schiavitù.
Al risparmio dei cittadini poi, corrisponde di contro, un automatico aumento dei prezzi e delle tariffe energetiche, rendendo vana ogni strategia economica e parsimonia, e vanificando ogni buon proposito. Del resto non possiamo spendere soldi che non abbiamo o indebitarci per cose non necessarie!
Abbiamo per tanto appurato che oggi, risparmiare, non solo è impossibile ma controproducente per il Sistema società! Un vero e proprio maleficio/sortilegio che ci preclude ogni ragionevole via d’uscita. Una moderna schiavitù a piede libero che ci ha relegato nel limbo gelatinoso di una vita apparente.
E’ questo il nocciolo della questione, che può essere risolto solo in una condizione di autonomia e di autosufficienza – la sola a poterci garantire il necessario e quotidiano sostentamento ed essere noi, in grado di affrontare i momenti difficili con animo sereno, senza dovere rinunciare a beni primari e alla nostra dignità di uomini.
Ecco i motivi per cui, l’uomo di questo tempo, deve assolutamente tranciare di netto ogni dipendenza dal Sistema e smetterla di inseguire i canti seducenti delle sirene della modernità!
Se oggi non ci rendiamo autonomi – una buona volta per tutte – dando fondo alle ultime risorse di volontà e di coraggio rimaste, e in un sussulto di dignità e di rabbia, rovesciare il tavolo dalla stupidità e dall’indolenza dei nostri gesti, avremmo perso per sempre l’ultima occasione per essere liberi. E solo la terra può compiere un tale miracolo.
Io, per fare un esempio pratico, ho un piccolo pollaio e posso contare su 4/5 uova al giorno. Con gli avanzi del pranzo e della cena, alimento le mie galline in aggiunta di alcune particolari erbe che trovo in collina. Consumo verdure di stagione che coltivo nell’orto e altre selvatiche che raccolgo in campagna. Produco l’olio necessario per il fabbisogno famigliare, del buon vino, e un ottimo aceto. Ho frutta e ortaggi in abbondanza che trasformo in confetture e conserve, disponendo inoltre di tutto ciò che la natura mi dispensa stagionalmente con la generosità che la caratterizza!
Non faccio uso di riscaldamento, condizionatore e diavolerie de genere! Mi sono ambientato e ne ha giovato la mia salute, risparmiandomi da tutti quegli acciacchi e disturbi psicologici che caratterizzano l’individuo omologato della società dei consumi, ridotto al pari di un invalido.
Ma la cosa straordinaria e irrinunciabile, sta nel potere disporre del mio tempo! Un tempo tutto e solo mio che organizzo come meglio credo o come vuole il cielo. Tempo per i miei figli, per la mia donna, tempo per i miei cani e amici! Non ho padroni ne cartellini da timbrare – nessun vigile in agguato pronto ad estorcerti denaro e colpirti al cuore del portafogli per liberare la sua frustrazione di schiavo e di nullità umana – niente acqua contaminata, ne aria infetta, ne stridenti rumori di ruote ferrate di tram mattutini che annunciano rabbiosi un nuovo giorno di guerra.
Così mi nutro di odori, di profumi, sapori e colori, di emozioni perdute e di magiche atmosfere del passato, che in forma di istantanee, stampo nel mio cuore e codifico nella mia mente arricchendo quella sacra memoria che trasmetterò ai miei figli e nipoti.
Lontano dalla pazza folla e dalla frustrante frenesia omologante di caotiche metropoli – quei “non luoghi” dove il Sistema necrofilo testa con successo, tutte le sue allucinazioni, per poi diffonderle e renderle fruibili in ogni angolo del pianeta.
Ecco i motivi per cui, l’uomo di questo tempo, deve assolutamente tranciare di netto ogni dipendenza dal Sistema Bestia e smetterla di inseguire i canti seducenti delle sirene della modernità.
Se oggi non ci rendiamo autonomi – una buona volta per tutte – dando fondo alle ultime risorse di volontà e di coraggio rimaste, e in un sussulto di dignità e di rabbia, rovesciare il tavolo dalla stupidità e dall’indolenza dei nostri gesti, avremmo perso per sempre l’ultima occasione per essere liberi. E solo la terra può compiere un tale miracolo.

Tratto da: SOLO LA TERRA TI RENDERA’ LIBERO! Ma tu non ne conosci il significato! Sei schiavo nell’anima e schiavo morirai! | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/08/08/solo-la-terra-ti-rendera-libero-ma-tu-non-ne-conosci-il-significato-sei-schiavo-nellanima-e-schiavo-morirai/#ixzz232mMhvHu
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 


Ringrazio "Informare per resistere" 
http://www.informarexresistere.fr/2012/08/08/solo-la-terra-ti-rendera-libero-ma-tu-non-ne-conosci-il-significato-sei-schiavo-nellanima-e-schiavo-morirai/#axzz22xe0hfuQ

A QUANTO PARE E' L'UNICA VIA D'USCITA CHE CI SI PROSPETTA!!!

lunedì 20 febbraio 2012

Manifestazione FIOM - 9 marzo 2012

Gino Strada, fondatore di Emergency, parteciperà ed invita a partecipare tutti alla Manifestazione nazionale della Fiom del 9 marzo 2012 per lottare in difesa della democrazia e dei diritti di chi lavora.


lunedì 3 ottobre 2011

PRESADIRETTA - 02.10.11

L'avete visto PRESADIRETTA ieri sera? Cosa ne pensate? Espatriamo tutti? Rimaniamo ma li cacciamo via tutti? sovvertiamo l'ordine costituito? ci facciamo umiliare ulteriormente? Mi chiedo perchè quando si va in altri paesi si scopre che stanno meglio, trovano lavoro, hanno diritti che noi facciamo fatica ad avere? Io rimango in Italia perchè ormai ho una certa età, ma invito i giovani "talentuosi" e non a cercare di star meglio anche espatriando...tanto ai "poteri ed alle lobby ottuse" di questo paese non importa nulla di loro.

martedì 27 settembre 2011

IL DIVENTARE E L'ESSERE VEGANI

Le frasi e le domande che mi rivolgono spesso sono: "ma te sei matto a non mangiar carne...e neanche il pesce mangi?" e io "NO!" "e nemmeno il formaggio, il latte, le uova?" "NO! ma tutto il resto lo mangio...e senza ammazzare e sfruttare nessuno!!!" "ma va la!!! cerca di mangiare un po' di tutto!!!" ed io "Ma potrò mangiare il cavolo che mi pare? o devi venirmelo a dire tu ciò che posso o che non posso mangiare? Fattelo piuttosto tu un esame di coscienza che mangi cadaveri e sfrutti altri esseri viventi innocenti!!!"

lunedì 19 settembre 2011

Green Mind: Il rimedio è la povertà

Green Mind: Il rimedio è la povertà: Goffredo Parise Questa volta non risponderò « ad personam », parlerò a tutti, in particolare però a quei lettori che mi hanno aspramente ...

giovedì 16 giugno 2011

REFERENDUM 2011

Sono più che soddisfatto del risultato dei referendum a cui ho dato il mio piccolo contributo...la gente ha votato ciò per cui desiderava...è un grande risultato democratico di cui il paese aveva bisogno...la speranza in un futuro pulito, dignitoso ed ecologico...uno schiaffo ai governanti arroganti e presuntuosi che hanno tentato fino all'ultimo di impedire il voto...di seguito i risultati.

(fonte "Mininterno")